<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-4830879422941864889</id><updated>2012-02-16T01:12:05.590-08:00</updated><category term='ragione'/><category term='Rassegna Stampa'/><category term='papa'/><category term='fede'/><category term='verità'/><category term='felicità'/><category term='Meeting'/><title type='text'>Martino e l'imperatore     Rassegna Stampa</title><subtitle type='html'>a cura di Giorgio Razeto</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://rsgiorgio.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4830879422941864889/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://rsgiorgio.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4830879422941864889/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>Martino e l'Imperatore</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05834411622185716961</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>881</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4830879422941864889.post-4703841125017597405</id><published>2011-07-20T23:50:00.000-07:00</published><updated>2011-07-20T23:50:46.809-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ragione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='papa'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='verità'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='felicità'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fede'/><title type='text'></title><content type='html'>&amp;nbsp;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: 14.0pt; line-height: 115%;"&gt;Il metodo della nuova evangelizzazione indicato da Benedetto XVI - Se la felicità ha il nome di Gesù di Francesco Ventorino&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 14.0pt; line-height: 115%;"&gt;Mostrare che la felicità desiderata dal cuore umano ha un solo nome, quello di Gesù. Ecco il metodo della nuova evangelizzazione che il Papa ha suggerito il 13 giugno scorso, inaugurando il convegno ecclesiale della diocesi di Roma. Ha voluto riferirsi, per questo, a uno dei padri della Chiesa, sant’Ilario di Poitiers. Secondo la sua stessa testimonianza, Ilario divenne credente nel momento in cui comprese che per una vita veramente felice erano insufficienti sia il possesso, sia il tranquillo godimento delle cose. Qualcosa di più importante e prezioso lo attraeva: la conoscenza della verità e la pienezza dell’amore donati da Cristo (cfr. De Trinitate 1, 2). «Non dobbiamo anche noi oggi — si è chiesto pertanto Benedetto XVI — mostrare la bellezza e la ragionevolezza della fede, portare la luce di Dio all’uomo del nostro tempo, con coraggio, con convinzione, con gioia?».&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 14.0pt; line-height: 115%;"&gt;Mostrare la «ragionevolezza della fede». Ecco uno dei temi ricorrenti nel magistero di Joseph Ratzinger, il quale già nel 2003 aveva annotato con coraggio: «Deve addirittura apparire un miracolo che nonostante tutto si continui a credere cristianamente». Al tempo stesso, egli si rendeva conto che la fede aveva ancora una possibilità di successo ai nostri giorni. Come mai? Per l’intima ragionevolezza della verità cristiana, cioè per la sua corrispondenza al cuore dell’uomo: «Nell’uomo vi è un’inestinguibile aspirazione nostalgica verso l’infinito. Nessuna delle risposte che si sono cercate è sufficiente; solo il Dio che si è reso finito, per lacerare la nostra finitezza e condurla nell’ampiezza della sua infinità, è in grado di venire incontro alle domande del nostro essere» (Joseph Ratzinger, Fede, verità e tolleranza. Il cristianesimo e le religioni del mondo, Cantagalli, Siena 2003, p. 143).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 14.0pt; line-height: 115%;"&gt;Mostrare la ragionevolezza della verità della fede, e non soltanto dell’atto del credere, è un’arte alla quale siamo stati poco adusati. Secondo un certo metodo apologetico, le ragioni per aderire alla rivelazione cristiana sono fondate soprattutto sull’argomento dell’autorità divina che rivela e non sulla corrispondenza alla ragione della verità rivelata. Si tende, così, in forza di una sottolineatura eccessiva del suo carattere soprannaturale, a concepire tale verità come priva di qualsiasi forma di evidenza di fronte alla ragione dell’uomo; per lo meno, non è questa evidenza che innanzitutto viene cercata. In una simile prospettiva, infatti, tutte le energie della ragione sono convogliate nell’accertamento fattuale della rivelazione di Dio. Agli argomenti desunti dalla corrispondenza della religione cattolica alle aspirazioni del cuore umano non si accorda un valore apodittico, semmai di conferma.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 14.0pt; line-height: 115%;"&gt;E così può accadere — ha detto il Papa al convegno della diocesi di Roma citando anche Giovanni Paolo II e la sua insistenza sulla necessità di una nuova evangelizzazione — che tanti, «pur avendo già sentito parlare della fede, non apprezzano, non conoscono più la bellezza del Cristianesimo, anzi, talvolta lo ritengono addirittura un ostacolo per raggiungere la felicità». Si consuma una scissione tra la verità cristiana e la soddisfazione del cuore, come se la felicità potesse risiedere altrove, in qualcosa che l’uomo è in grado di darsi da sé. Da qui gli idoli con i quali essa è stata sostituita: la lussuria, l’avarizia e il potere, i nuovi dei di cui parlava Thomas S. Eliot nei Cori della Rocca. L’itinerario alla fede proposto da Benedetto XVI si radica invece su una più antica tradizione ecclesiale. Secondo il pensiero di Agostino e di Tommaso d’Aquino, infatti, l’uomo è «fatto per Dio» e pertanto reca in sé questa paradossale situazione storica, per la quale è destinato dalla sua natura a conseguire un fine, la vita eterna, che non può raggiungere con le proprie forze, ma solo in virtù della grazia (cfr. Summa Theologiae, I-II, 114, 2, ad 1). È per questo che l’incontro con Cristo e la fede che ne consegue sono l’inizio della felicità eterna (cfr. De Veritate, I, 14, 2, c).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 14.0pt; line-height: 115%;"&gt;Ecco la ragione dell’accorata insistenza del magistero di Benedetto XVI: «Perciò oggi desidero ripetere quanto dissi ai giovani nella Giornata Mondiale della Gioventù a Colonia: “La felicità che cercate, la felicità che avete diritto di gustare ha un nome, un volto: quello di Gesù di Nazareth, nascosto nell’Eucaristia”!».&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 14.0pt; line-height: 115%;"&gt;Non esiste, infatti, evangelizzazione compiuta, se non quella che termina nel riconoscimento di Cristo, avvertito come la risposta a tutte le domande del nostro cuore e alle esigenze più profonde della nostra ragione.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 14.0pt; line-height: 115%;"&gt;© L'Osservatore Romano 17 luglio 2011&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4830879422941864889-4703841125017597405?l=rsgiorgio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4830879422941864889/posts/default/4703841125017597405'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4830879422941864889/posts/default/4703841125017597405'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://rsgiorgio.blogspot.com/2011/07/il-metodo-della-nuova-evangelizzazione.html' title=''/><author><name>Giorgio Razeto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07368369773792917576</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/-0SaPM95Fino/Tbfutg_WdAI/AAAAAAAAACc/9Dsspka0tTk/s220/bioetica.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4830879422941864889.post-4357204895105935568</id><published>2011-07-13T11:21:00.000-07:00</published><updated>2011-07-13T11:21:13.659-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;h5 style="color: #666666; font-family: Georgia, 'Times New Roman', Times, serif; font-size: 14px; font-weight: normal; line-height: normal; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: center;"&gt;In vista della Giornata per la pace e la giustizia del 27 ottobre ad Assisi&lt;/h5&gt;&lt;div class="newsTitle" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', Times, serif; font-size: 12px; line-height: 18px;"&gt;&lt;h1 style="color: black; font-size: 24px; font-weight: normal; line-height: normal; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: center;"&gt;&lt;div style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', Times, serif; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: center;"&gt;Dalla novità cristiana&lt;br /&gt;uno sguardo davvero ecumenico&lt;/div&gt;&lt;/h1&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', Times, serif; font-size: 12px; line-height: 18px; margin-bottom: 3px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="signature" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', Times, serif; font-size: 12px; font-variant: small-caps; height: 20px; line-height: 18px; text-align: right;"&gt;&amp;nbsp; Julián Carrón, Presidente della Fraternità di Comunione e liberazione&lt;/div&gt;&lt;div class="datePublicationDetail" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', Times, serif; font-size: 12px; line-height: 18px;"&gt;&amp;nbsp;&lt;a href="http://www.osservatoreromano.va/"&gt;http://www.osservatoreromano.va&lt;/a&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp;14 luglio 2011&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', Times, serif; font-size: 12px; line-height: 18px; margin-bottom: 3px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', Times, serif; font-size: 12px; line-height: 18px; margin-bottom: 3px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;La «Giornata di riflessione, dialogo e preghiera per la pace e la giustizia nel mondo», convocata ad Assisi il prossimo 27 ottobre da Benedetto XVI, è un gesto audace, così come lo fu venticinque anni fa l’iniziativa del beato Giovanni Paolo II.&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', Times, serif; font-size: 12px; line-height: 18px; margin-bottom: 3px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;«In nome di che cosa (papa Wojtyła) può chiamare gli esponenti di tutte le religioni a pregare insieme ad Assisi?», si chiese di slancio don Luigi Giussani venticinque anni fa. E rispose.&lt;img align="right" border="0" hspace="6" src="http://www.osservatoreromano.va/orportal-portlets-portal/detail/binaries/news/religione/2011/160q11-dalla-novit--cristiana-uno-sguardo-davvero-/160q06a.jpg" style="margin-bottom: 10px; margin-right: 10px; margin-top: 10px;" /&gt;&amp;nbsp;«Ecco: se uno capisce che la natura dell’uomo, il cuore dell’uomo, è il senso religioso, è proprio nel senso religioso che tutti gli uomini trovano una uguaglianza e una identità. L’istanza più profonda del cuore umano è il sentimento religioso, il senso del destino da una parte e dell’utilità del presente dall’altra. Se si vuole usare un termine giusto, il senso religioso è l’unico senso veramente cattolico, che vuol dire adatto a tutti, che è di tutti».&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', Times, serif; font-size: 12px; line-height: 18px; margin-bottom: 3px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;Il senso religioso — questo nucleo originale di esigenze ed evidenze (di verità, di bellezza, di giustizia, di felicità) con cui ogni uomo è lanciato nell’impatto con il reale — è ciò che accomuna gli uomini di ogni tempo e di ogni spazio. Esso esprime la coscienza di originale dipendenza dal Mistero che fa tutte le cose. Per questo don Giussani ci ha sempre insegnato a stimare la «creatività religiosa considerando la dignità di questo sforzo dell’uomo. Ogni essere umano ha una inevitabile esigenza di cercare quale sia il senso ultimo, definitivo, assoluto del suo punto contingente. Ogni costruzione religiosa riflette il fatto che ognuno fa lo sforzo che può ed è proprio questo che tutte le realizzazioni religiose hanno in comune di valido: il tentativo. Tutto ciò che di differente hanno è il modo d’espressione, che dipende da molti fattori; ma tali varianti mai intaccano il valore detto» (Luigi Giussani,&amp;nbsp;&lt;em&gt;All’origine della pretesa cristiana&lt;/em&gt;, Milano, Rizzoli, 2001, p. 18).&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', Times, serif; font-size: 12px; line-height: 18px; margin-bottom: 3px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;Questa perseguita serietà fa anche emergere nel tempo l’ambiguità con cui l’essere umano realizza il rapporto oggettivo col proprio senso religioso. Quest’ultimo, che dovrebbe essere come la luce che illumina gli uomini nel cammino della vita, si trova — essendo il suo oggetto ancora mistero e la ragione umana ferita dal peccato — alla mercé dell’interpretazione del singolo, così che l’imponenza concreta della vita quotidiana lo fa facilmente dimenticare o ridurre.&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', Times, serif; font-size: 12px; line-height: 18px; margin-bottom: 3px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;Il rischio di «eludere il mistero divino costruendo un dio comprensibile, corrispondente ai propri schemi, ai propri progetti», è sempre in agguato, come ci ha ricordato di recente Benedetto XVI (Udienza generale, 1 giugno 2011). Come l’uomo può avere la coscienza chiara e l’energia affettiva per aderire al Mistero fintanto che questo Mistero resta mistero ignoto? Fino a quando l’oggetto è oscuro ciascuno può immaginare quel che vuole e può determinarsi nel suo rapporto con quell’oggetto secondo la propria interpretazione. Come efficacemente dice san Tommaso d’Aquino all’inizio della sua&amp;nbsp;&lt;em&gt;Summa Theologiae&lt;/em&gt;: «La verità che la ragione potrebbe raggiungere su Dio sarebbe di fatto per un piccolo numero soltanto, e dopo molto tempo e non senza mescolanza di errori» (I, 1, 1).&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', Times, serif; font-size: 12px; line-height: 18px; margin-bottom: 3px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;Pensiamo all’esperienza amorosa: una persona desidera di amare ed essere amata, ma fin quando il volto della persona amata è sconosciuto che cosa fa? Quello che ritiene soggettivamente più opportuno. È soltanto quando il volto compare che introduce realmente una possibilità di calamitare l’io. Perché io so che desidero l’infinito, che questo infinito c’è perché ho sempre nostalgia di lui — come diceva Lagerkvist — ma ogni giorno afferro il particolare, vado dietro a qualunque oggetto che poi mi lascia insoddisfatto.&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', Times, serif; font-size: 12px; line-height: 18px; margin-bottom: 3px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;E questo è il destino dell’uomo, a meno che capiti quel che ipotizza Wittgenstein: «Hai bisogno di redenzione, altrimenti ti perdi (...). Occorre che entri una luce, per così dire, attraverso il soffitto, il tetto sotto cui lavoro e sopra cui non voglio salire. (...) Questo tendere all’assoluto, che fa sembrare troppo meschina qualsiasi felicità terrena... mi sembra stupendo, sublime, ma io fisso il mio sguardo nelle cose terrene: a meno che “Dio” non mi visiti» (Ludwig Wittgenstein,&amp;nbsp;&lt;em&gt;Movimenti di pensiero&lt;/em&gt;, Macerata, Quodlibet, 1999, p. 85).&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', Times, serif; font-size: 12px; line-height: 18px; margin-bottom: 3px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;Per vivere all’altezza del senso religioso, da uomini veramente religiosi, e affinché ciascuno non si esaurisca nel fissare lo sguardo sulle cose terrene, occorre che «Dio» ci visiti. Come? «Ciò che occorre è un uomo, / non occorre la saggezza, / ciò che occorre è un uomo / in spirito e verità; / non un paese, non le cose, / ciò che occorre è un uomo, / un passo sicuro, e tanto salda / la mano che porge che tutti / possano afferrarla e camminare / liberi, e salvarsi» (Carlo Betocchi, «Ciò che occorre è un uomo», in&amp;nbsp;&lt;em&gt;Dal definitivo istante&lt;/em&gt;, Milano, Bur, 1999, p. 247).&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', Times, serif; font-size: 12px; line-height: 18px; margin-bottom: 3px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;Con Gesù di Nazaret, «il Mistero è diventato un fatto umano, è diventato un uomo, un uomo che si muoveva con le gambe, che mangiava con la bocca, che piangeva con gli occhi, che è morto: questo è il vero oggetto del senso religioso. Allora, scoprendo questo fatto di Cristo mi si rivela, mi si chiarisce in modo grandioso anche il senso religioso» (Luigi Giussani,&amp;nbsp;&lt;em&gt;L’autocoscienza del cosmo&lt;/em&gt;, Milano, Bur, 2000, p. 17) ci ha detto don Giussani ricordando l’incontro di Giovanni e Andrea con Lui. E il retore romano Mario Vittorino descrive esattamente in questi termini la propria conversione: «Quando ho incontrato Cristo mi sono scoperto uomo» (&lt;em&gt;In Epistola ad Ephesios&lt;/em&gt;, ii, 4, 14).&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', Times, serif; font-size: 12px; line-height: 18px; margin-bottom: 3px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;Ancora don Giussani sottolinea che «Cristo è venuto nel mondo per rendere l’uomo a se stesso ed è in Lui che il senso religioso ha acquistato il suo significato puro, è diventato lucido, limpido, senza possibilità di equivoco. Per questo è nella fede cristiana che il richiamo ad ogni cuore umano trova il suo centro preciso, inconfondibile. La fede, cioè, svolge, afferma questa cattolicità del senso religioso». Con Gesù, il Figlio di Dio, il Mistero di Dio personale è diventato «presenza affettivamente attraente», al punto di accendere il desiderio umano e di sfidare come nessun altro la sua libertà, cioè la sua capacità di adesione. All’uomo basta cedere all’attrattiva vincente della Sua persona, alla Sua attrattiva, come accade all’uomo innamorato: è la presenza affascinante della persona amata che desta in lui tutta la sua energia affettiva. Basta cedere al fascino di chi si ha davanti.&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', Times, serif; font-size: 12px; line-height: 18px; margin-bottom: 3px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;Come afferma don Giussani, «una valorizzazione profonda della sostanza del cuore dell’uomo può essere fatta in modo mirabile, lucido, solo nella coscienza destata da Cristo, solo nella coscienza cristiana». Chi altri, infatti, può compiere il senso religioso se non Colui che ne è l’oggetto proprio? Ecco il punto di partenza di ogni autentico dialogo interconfessionale e interreligioso: nel Suo rapporto col Padre Gesù Cristo non attua un superamento del senso religioso — relegandolo in un «già saputo», riducendolo quasi a una premessa, sminuendolo a momento propedeutico — bensì lo fa «esplodere» in tutta la sua potenzialità. Solo un cristianesimo che conserva la sua natura originale, i suoi tratti inconfondibili di presenza storica contemporanea — la contemporaneità di Cristo — può essere all’altezza del reale bisogno dell’uomo, ed è perciò in grado di compiere il senso religioso (cfr.&amp;nbsp;&lt;em&gt;Dominus Iesus).&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', Times, serif; font-size: 12px; line-height: 18px; margin-bottom: 3px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;Non si tratta di un postulato da accettare, ma di una novità umana da sorprendere in atto: l’annuncio cristiano si sottopone a questa verifica, al tribunale dell’umana esperienza. Se nell’uomo che accetta di appartenere a Cristo attraverso la realtà della Chiesa accade quello che egli stesso con le sue forze non è in grado di raggiungere — un impensabile risveglio e compimento dell’umano in tutte le sue dimensioni fondamentali — allora il cristianesimo si rivelerà credibile e si renderà verificabile nella sua pretesa.&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', Times, serif; font-size: 12px; line-height: 18px; margin-bottom: 3px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;«Ogni albero infatti si riconosce dal suo frutto» (&lt;em&gt;Luca&lt;/em&gt;, 6, 44): ecco il formidabile criterio di verifica che Gesù stesso ci offre. Il cambiamento generato dal rapporto con Cristo presente è tale che san Paolo non esita a esclamare: «Quindi se uno è in Cristo, è una creatura nuova; le cose vecchie sono passate, ecco ne sono nate di nuove» (&lt;em&gt;2 Corinzi&lt;/em&gt;, 5, 17). La creatura nuova è l’uomo in cui il senso religioso si realizza nella sua — altrimenti impossibile — pienezza: ragione, libertà, affezione, desiderio! Questo è il contributo che il cristiano che vive veramente la sua fede può dare agli uomini veramente religiosi, testimoniando il compimento della religiosità nel riconoscimento e nell’adesione amorosa a Dio, in modo tale che possa diventare «tutto in tutto» (cfr.&amp;nbsp;&lt;em&gt;Efesini&lt;/em&gt;, 1, 23) e offrendo loro un criterio di giudizio per vagliare la propria esperienza religiosa.&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', Times, serif; font-size: 12px; line-height: 18px; margin-bottom: 3px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;Questa novità umana diventa uno sguardo veramente ecumenico, nel senso che l’antichità cristiana dava alla parola, in quanto «vibra di un impeto che lo rende capace di esaltare tutto il bene che c’è in tutto ciò che si incontra, in quanto glielo fa riconoscere partecipe di quel disegno la cui attuazione sarà compiuta nell’eternità e che in Cristo ci è stato rivelato» (Luigi Giussani – Stefano Alberto – Javier Prades,&amp;nbsp;&lt;em&gt;Generare tracce nella storia del mondo&lt;/em&gt;, Milano, Rizzoli, 1998, p. 157). Per questo l’ecumenismo non si riduce, come in tanti equivoci tentativi, a una tolleranza generica che può lasciare l’altro ultimamente estraneo, ma «è un amore alla verità che è presente, fosse anche per un frammento in chiunque. Ogni volta che il cristiano incontra una realtà nuova l’abborda positivamente, perché essa ha qualche riverbero di Cristo, qualche riverbero di verità» (&lt;em&gt;Ivi).&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', Times, serif; font-size: 12px; line-height: 18px; margin-bottom: 3px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;Questa è l’esperienza maturata in questi ultimi anni del quasi sessantennale cammino del movimento di Comunione e liberazione, non solo con i nostri fratelli ortodossi in Russia, i protestanti in Germania e negli Stati Uniti, gli anglicani nel Regno Unito, ma anche attraverso incontri inaspettati con amici ebrei, musulmani e buddisti. Come non citare la vicenda più che ventennale dei rapporti con i monaci del Monte Koya in Giappone, esponenti del buddismo shingon che già aveva colpito per il senso del mistero il grande missionario san Francesco Saverio?&lt;img align="left" border="0" src="http://www.osservatoreromano.va/orportal-portlets-portal/detail/binaries/news/religione/2011/160q11-dalla-novit--cristiana-uno-sguardo-davvero-/160q06b.jpg" style="margin-bottom: 10px; margin-right: 10px; margin-top: 10px;" /&gt;&amp;nbsp;Come non essere grati della presenza nella nostra vita del professore egiziano Wael Farouq e dei suoi amici che è sfociata nell’ottobre 2010 nel grande Meeting del Cairo? Come non accogliere con gratitudine e sempre nuovo stupore la testimonianza di commovente fedeltà quotidiana all’Alleanza di tanti «fratelli maggiori» ebrei in Italia, in Israele, negli Stati Uniti, a cominciare dal professore Joseph Weiler di New York?&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', Times, serif; font-size: 12px; line-height: 18px; margin-bottom: 3px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;È una rete di rapporti in cui ciascuno aiuta l’altro a essere sempre di più se stesso, protagonista di quella pace — per cui «chi è in cammino verso Dio non può non trasmettere pace, chi costruisce pace non può non avvicinarsi a Dio» (Benedetto XVI, Angelus, 1 gennaio 2011) — di quella tensione alla bellezza, di quell’impeto di amore che diventa generatività e affermazione del Destino buono, di quel Dio che noi riconosciamo mentre si curva su di noi e ci abbraccia:Cristo.&lt;/div&gt;&lt;div class="signature" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', Times, serif; font-size: 12px; font-variant: small-caps; height: 20px; line-height: 18px; text-align: right;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4830879422941864889-4357204895105935568?l=rsgiorgio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4830879422941864889/posts/default/4357204895105935568'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4830879422941864889/posts/default/4357204895105935568'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://rsgiorgio.blogspot.com/2011/07/in-vista-della-giornata-per-la-pace-e.html' title=''/><author><name>Giorgio Razeto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07368369773792917576</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/-0SaPM95Fino/Tbfutg_WdAI/AAAAAAAAACc/9Dsspka0tTk/s220/bioetica.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4830879422941864889.post-933723970595910668</id><published>2011-07-10T11:33:00.001-07:00</published><updated>2011-07-10T11:33:40.240-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;a href="" name="OLE_LINK1"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="" name="OLE_LINK4"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="" name="OLE_LINK3"&gt;&lt;span style="mso-bookmark: OLE_LINK4;"&gt;&lt;span style="mso-bookmark: OLE_LINK1;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Nella rassegna stampa di oggi:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; margin-left: 36.0pt; margin-right: 0cm; margin-top: 0cm; mso-list: l0 level1 lfo1; text-align: justify; text-indent: -18.0pt;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&lt;span style="mso-list: Ignore;"&gt;1)&lt;span style="font: 7.0pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Il Papa all'Angelus: Dio non ci costringe a credere in Lui, ma ci attira col suo amore. Appello per i marittimi sequestrati dai pirati (Radio Vaticana) domenica 10 luglio 2011&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; margin-left: 36.0pt; margin-right: 0cm; margin-top: 0cm; mso-list: l0 level1 lfo1; text-align: justify; text-indent: -18.0pt;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&lt;span style="mso-list: Ignore;"&gt;2)&lt;span style="font: 7.0pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Emancipate e depresse di Costanza Miriano, 08-07-2011, &lt;a href="http://www.labussolaquotidiana.it/"&gt;http://www.labussolaquotidiana.it&lt;/a&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; margin-left: 36.0pt; margin-right: 0cm; margin-top: 0cm; mso-list: l0 level1 lfo1; text-align: justify; text-indent: -18.0pt;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&lt;span style="mso-list: Ignore;"&gt;3)&lt;span style="font: 7.0pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Dat, la legge va avanti Pessina: «Non chiamatelo fine vita» di Riccardo Cascioli, 08-07-2011, &lt;a href="http://www.labussolaquotidiana.it/"&gt;http://www.labussolaquotidiana.it&lt;/a&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; margin-left: 36.0pt; margin-right: 0cm; margin-top: 0cm; mso-list: l0 level1 lfo1; text-align: justify; text-indent: -18.0pt;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&lt;span style="mso-list: Ignore;"&gt;4)&lt;span style="font: 7.0pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Lo Straniero - Il blog di Antonio Socci - SUDAN, GLORIA DI UNA CHIESA CROCIFISSA E MISERIE DELL’IDEOLOGIA - Da “Libero”, 10 luglio 2011&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; margin-left: 36.0pt; margin-right: 0cm; margin-top: 0cm; mso-list: l0 level1 lfo1; text-align: justify; text-indent: -18.0pt;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&lt;span style="mso-list: Ignore;"&gt;5)&lt;span style="font: 7.0pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Avvenire.it, 8 luglio 2011 - Polemiche fuorvianti sul «fine vita» - L’invettiva e la ragione di Francesco D’Agostino&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; margin-left: 36.0pt; margin-right: 0cm; margin-top: 0cm; mso-list: l0 level1 lfo1; text-align: justify; text-indent: -18.0pt;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&lt;span style="mso-list: Ignore;"&gt;6)&lt;span style="font: 7.0pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Malesia, il paese che teme la Bibbia di Danilo Quinto, 09-07-2011, &lt;a href="http://www.labussolaquotidiana.it/"&gt;http://www.labussolaquotidiana.it&lt;/a&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; margin-left: 36.0pt; margin-right: 0cm; margin-top: 0cm; mso-list: l0 level1 lfo1; text-align: justify; text-indent: -18.0pt;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&lt;span style="mso-list: Ignore;"&gt;7)&lt;span style="font: 7.0pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;La schiavitù nei secoli Di Francesco Agnoli - 08/07/2011,&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.libertaepersona.org/"&gt;http://www.libertaepersona.org&lt;/a&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Il Papa all'Angelus: Dio non ci costringe a credere in Lui, ma ci attira col suo amore. Appello per i marittimi sequestrati dai pirati (Radio Vaticana) domenica 10 luglio 2011&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Il Papa all'Angelus: Dio non ci costringe a credere in Lui, ma ci attira col suo amore. Appello per i marittimi sequestrati dai pirati&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Dio non ci costringe a credere in Lui, ma ci attira con la verità e la bontà perché l’amore rispetta sempre la libertà: è quanto ha affermato il Papa, oggi, durante l’Angelus nel cortile del Palazzo apostolico di Castel Gandolfo, dove è giunto giovedì scorso per un periodo di riposo. Benedetto XVI, in occasione della “Domenica del Mare”, ha lanciato anche un appello in favore degli ostaggi dei pirati. Il servizio di Sergio Centofanti.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Calorosa accoglienza per il Papa, al suo primo Angelus del periodo estivo a Castel Gandolfo. Benedetto XVI ha commentato la parabola del seminatore proposta dalla liturgia odierna. Gesù - ha detto - “si identifica con il seminatore, che sparge il buon seme della Parola di Dio, e si accorge dei diversi effetti che ottiene, a seconda del tipo di accoglienza riservata all’annuncio”:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;“C’è chi ascolta superficialmente la Parola ma non l’accoglie; c’è chi l’accoglie sul momento ma non ha costanza e perde tutto; c’è chi viene sopraffatto dalle preoccupazioni e seduzioni del mondo; e c’è chi ascolta in modo recettivo come il terreno buono: qui la Parola porta frutto in abbondanza”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;I discepoli chiedono a Gesù perché parli in parabole e Lui risponde ponendo una distinzione tra loro e la folla: &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;“Ai discepoli, cioè a coloro che si sono già decisi per Lui, Egli può parlare del Regno di Dio apertamente, invece agli altri deve annunciarlo in parabole, per stimolare appunto la decisione, la conversione del cuore; le parabole, infatti, per loro natura richiedono uno sforzo di interpretazione, interpellano l’intelligenza ma anche la libertà”. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;San Giovanni Crisostomo spiega che “Gesù ha pronunciato queste parole con l’intento di attirare a sé i suoi ascoltatori e di sollecitarli assicurando che, se si rivolgeranno a Lui, Egli li guarirà”:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;“In fondo, la vera ‘Parabola’ di Dio è Gesù stesso, la sua Persona che, nel segno dell’umanità, nasconde e al tempo stesso rivela la divinità. In questo modo Dio non ci costringe a credere in Lui, ma ci attira a Sé con la verità e la bontà del suo Figlio incarnato: l’amore, infatti, rispetta sempre la libertà”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Il Papa ha quindi ricordato che domani la Chiesa celebra la festa di San Benedetto, Abate e Patrono d’Europa:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;“Alla luce di questo Vangelo, guardiamo a lui come maestro dell’ascolto della Parola di Dio, un ascolto profondo e perseverante. Dobbiamo sempre imparare dal grande Patriarca del monachesimo occidentale a dare a Dio il posto che Gli spetta, il primo posto, offrendo a Lui, con la preghiera del mattino e della sera, le attività quotidiane. La Vergine Maria ci aiuti ad essere, sul suo modello, 'terra buona' dove il seme della Parola possa portare molto frutto”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Dopo l’Angelus, in occasione della cosiddetta “Domenica del Mare”, cioè la Giornata per l’apostolato nell’ambiente marittimo, ha rivolto un particolare pensiero ai Cappellani e ai volontari che si prodigano per la cura pastorale dei marittimi, dei pescatori e delle loro famiglie. Quindi, ha assicurato la sua preghiera "per i marittimi che purtroppo si trovano sequestrati per atti di pirateria". A tutt'oggi sono circa 800 persone ancora in ostaggio dei pirati, per un fenomeno che non accenna a diminuire:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;"Auspico che vengano trattati con rispetto e umanità, e prego per i loro familiari, affinché siano forti nella fede e non perdano la speranza di riunirsi presto ai loro cari”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Rivolgendosi pio ai pellegrini di lingua francese ha invitato “a ritemprare le energie" in questo tempo di vacanze "ammirando lo splendore della creazione”:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span lang="EN-US" style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt; mso-ansi-language: EN-US;"&gt;"Parents, apprenez à vos enfants..." &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;"Genitori, insegnate ai figli ad osservare la natura, a rispettarla e proteggerla come un magnifico dono che ci fa intuire la grandezza del Creatore! Parlando in parabole, Gesù ha utilizzato il linguaggio della natura per spiegare ai suoi discepoli i misteri del Regno. Le immagini che usa ci diventino familiari! Ricordiamo che la realtà divina è nascosta nella nostra vita quotidiana come il seme posto nel terreno. Sta a noi farlo fruttificare!”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Parlando in inglese, ha esortato a impiegare le vacanze “per avvicinarsi al Signore attraverso la preghiera regolare, la partecipazione all'Eucaristia e con generosi atti di carità”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;“Il tempo delle vacanze, nel quale in queste settimane tanti cercano il riposo – ha detto in tedesco - è anche un invito a prendere maggiore coscienza della Creazione di Dio:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span lang="EN-US" style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt; mso-ansi-language: EN-US;"&gt;"Die Erlösung, die uns in Jesus Christus geschenkt ist..."&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;"La redenzione che ci è donata in Gesù Cristo significa responsabilità nei riguardi dei nostri fratelli e di tutto quello che Dio ha creato. Egli vuole che noi ci liberiamo dall’avidità distruttrice e da falsi legami, che viviamo come uomini nuovi, come suoi figli e figlie, e che in questo modo portiamo al mondo la sua pace”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Salutando i Polacchi, ha detto che “Cristo, il Seminatore della Parola sul Regno di Dio del Vangelo odierno, ci incoraggia ad essere la terra fertile per il seme, la parola che viene seminata. Possa essa produrre molto frutto! Non la offuschino le cose di questo mondo, né il desiderio della ricchezza. Auspico che il riposo estivo sia anche occasione opportuna per la lettura della Sacra Scrittura”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Infine, in italiano, ha ringraziato i fedeli per l'affettuosa accoglienza:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;"A tutti auguro una buona domenica e una buona settimana! Grazie per il vostro entusiasmo! Buona domenica! Grazie!&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;© Copyright Radio Vaticana&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Emancipate e depresse di Costanza Miriano, 08-07-2011, &lt;a href="http://www.labussolaquotidiana.it/"&gt;http://www.labussolaquotidiana.it&lt;/a&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;In Inghilterra una donna su tre prende psicofarmaci contro la depressione. Prozac e Cipramil vanno via come acqua fresca. Lo riferisce il quotidiano britannico The Independent, citando studi medici.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Ora, non vorrei entrare con la mia rinomata delicatezza da elefante in un ambito tanto privato e delicato come la salute mentale, ma qualche domanda vorrei farmela. Perché le donne? Perché con una frequenza che ha indotto il ministero della salute a parlare di “crisi nazionale”? E perché in un paese che è stato ed è all’avanguardia nella battaglia per l’emancipazione, per la parità dei ruoli di uomo e donna?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Se trentatré donne su cento, che è una cifra esorbitante, devono prendere antidepressivi per andare avanti, siamo autorizzati a pensare che sia un fatto culturale, sociale, di identità collettiva, e non di malattia, perché nessuna malattia può avere un’incidenza tanto alta.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Le femministe diranno come al solito che le donne devono fare troppe cose, tutte da sole, e daranno la colpa agli uomini e allo stato sociale che non le aiutano. La solita solfa. Io però ne ho conosciute di donne che hanno tirato avanti la carretta della famiglia, numerosa magari, in tempo di guerra, magari, con i buoni per il pane e lo zucchero, e il mercato nero, e le scarpe da mettere solo per andare in chiesa. Non ho mai sentito da loro la parola depressione, che ha molto più a che fare con la perdita di senso che con la fatica vera e propria.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Penso piuttosto che possa entrarci il fatto che la donna si è persa, non sa più chi è. Ha perso il bandolo della matassa. Noi donne per secoli siamo state le culle della vita nascente, depositarie di questo fuoco da tenere sempre acceso, di generazione in generazione. Da quando abbiamo cominciato a dire che questo non era abbastanza, e ce ne siamo liberate, vivendo la nostra sessualità in modo emotivo e disordinato, libero da rischi di concepimento (rischio? o miracolosa fortuna, piuttosto?), non sappiamo più da che parte andare. Anche se abbiamo figli, ci teniamo a dire che ci realizziamo anche fuori, e ci sentiamo in dovere di fare tutto, di essere tutto, di vivere troppe vite. Una fatica bestiale, insostenibile. Un continuo, frenetico, insensato multitasking, a volte imposto (e ci sarebbe da ragionare su alcuni meccanismi economici), a volte abbracciato con zelo. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;In entrambe le eventualità, comunque, difficilmente l’essere madre, o comunque l’essere accogliente verso la vita, viene vissuta come una profonda, gratificante avventura che consente il dispiego di tutto il nostro genio. “Voglio di più, l’uomo non mi può dominare, costringere a questo”. Ma dove li vedranno poi tutti questi maschi dominanti e coercitivi? Io ne vedo tanti persi e disorientati, piuttosto.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;E con le dimensioni dell’epidemia di depressione deve entrarci anche il fatto che rimuovendo la croce dal nostro orizzonte esistenziale, tutti - uomini e donne - pensiamo che ogni fatica, difficoltà, sofferenza vada evitata. Da chi non ha Cristo come compagno di strada, cadere e sbucciarsi le ginocchia non viene sentito come un prezzo da pagare per salire un po’ più su, ma come una fregatura, dalla quale quindi è meglio svicolare il più possibile. Se una pillola permette di farlo, ben venga.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Non è che noi cattolici siamo cretini, e ci piaccia soffrire. E’ che anche alla sofferenza, che neanche a Gesù piaceva (i malati li guariva, mica dava loro un buffetto sulle guance), Lui ha dato un senso. Ed è il senso che fa la differenza.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Quanto a me, lo ammetto, lamentarmi mi piace molto. Lo saprei fare molto bene. Sono creativa, attenta (trovo il pelo nell’uovo), resistente, tenace. Se un’amica ha da fare ne posso sempre chiamare un’altra, non mi arrendo facilmente. Se il lamento diventasse una specialità olimpica punterei al podio. Voglio l’oro nel lamento carpiato, perché posso rigirare il discorso di 360 gradi e giungere a una lamentela, in&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;qualsiasi punto della conversazione mi trovi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Mi sforzo a volte di non farlo, però, perché ultimamente vedo musi così lunghi, intorno a me, che penso che un’altra lagnanza in più porterebbe il mondo oltre la soglia accettabile di entropia.&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;E così, a parte il fatto che nonostante i colpi di sole di vari parrucchieri continuo a portare in testa un ratto muschiato (ma lo faccio con disinvoltura), mi faccio andare bene quello che ho. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Il fatto è che siamo adulti quando desideriamo ciò che abbiamo. E abbiamo tantissimo, tanti di noi. Quasi tutti, a parte quelli colpiti dalla sofferenza degli innocenti, che è una prova sconvolgente. Eppure non siamo capaci di gioirne. Così mi viene spesso in mente quel banchetto di cui parla il Vangelo: nessuno degli invitati viene alla festa, e allora il padrone di casa comincia a radunare in giro gli scarti, i malati, i poveri, un’accozzaglia di gente che almeno si goda la festa meravigliosa che era preparata per noi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Dat, la legge va avanti Pessina: «Non chiamatelo fine vita» di Riccardo Cascioli, 08-07-2011, &lt;a href="http://www.labussolaquotidiana.it/"&gt;http://www.labussolaquotidiana.it&lt;/a&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Dopo l’approvazione degli articoli 1 e 2 della Legge sulle Dichiarazioni anticipate di trattamento (Dat), avvenuta mercoledì, l’aula della Camera ha approvato il 7 luglio due emendamenti all’articolo 3 – presentati da Paola Binetti (Udc) e Lucio Barani (Pdl) – che prevedono di poter indicare nel testamento biologico solo i trattamenti terapeutici cui si vuole essere sottoposti in caso di perdita di coscienza e non quelli a cui invece non si vuole essere sottoposti. Un altro “paletto” importante che si aggiunge ai primi due articoli che escludono qualsiasi forma di eutanasia e prevedono l’obbligo del consenso informato.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Per avere una prima valutazione su quanto sta avvenendo in Parlamento abbiamo chiesto un parere al professor Adriano Pessina, docente di Filosofia Morale all’Università Cattolica di Milano e noto esperto di bioetica, nonché membro della Pontificia Accademia della Vita.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Professor Pessina, quanto si può essere soddisfatti di questi principi fondamentali approvati dalla Camera?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Penso che sia molto importante ribadire, anche con una legge, il divieto di ogni forma di suicidio assistito e di eutanasia, e di tornare a qualificare l’operato del medico all’interno dei due parametri decisivi del curare e del prendersi cura. Il fatto che una legge che riguarda le dichiarazioni anticipate di trattamento debba aprirsi con queste dichiarazioni, di principio, ma sostanziali, è però indice di un fatto: in modo improprio, finora, si è cercato di utilizzare il riferimento alla volontà pregressa del paziente per aprire le porte a forme di abbandono terapeutico, se non di esplicita eutanasia, come si è visto con il caso Englaro. Per questo motivo, proprio per un uso distorto e ideologico delle dichiarazioni anticipate di trattamento, la legge che le regola deve prestarsi il meno possibile ad interpretazioni che ne violino la lettera e lo spirito. Ma più si entra nel merito di quanto si può o no rifiutare, più facilmente si apre la possibilità del fraintendimento, o si rischiano eccessi ingiustificati. Penso che si debba aspettare la formulazione definitiva per giudicare, anche perché sembra che verranno apportate delle modifiche anche da parte del relatore di maggioranza. Aggiungo che le informazioni sui lavori in corso non sono poi facilmente reperibili.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Non ritiene che il solo fatto di arrivare a discutere una legge che cerca di regolamentare un momento così particolare e importante come è il fine vita sia già una sconfitta culturale?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;La questione, a mio avviso, particolarmente delicata, è data dal fatto che questa legge fa riferimento a situazioni tra loro molto differenti. Di solito, si dice che riguarda il fine vita, ma in realtà molti dei suoi articoli non riguardano affatto dei morenti, ma pazienti, come quelli in stato vegetativo, che spesso hanno lunghe aspettative di vita, anche se rarissime possibilità di ripresa di alcune attività coscienziali. A ciò si aggiunga che, in linea di principio, le Dat dovrebbero servire per regolare le situazioni nelle quali il soggetto non può più esprimere la sua volontà, e questo potrebbe essere il caso delle malattie neurodegenerative, che sono diverse dalle situazioni precedenti. A mio avviso, la sconfitta culturale è iniziata nel momento in cui si sono fatte troppe confusioni di situazioni e si è usata l’arma della retorica al posto dell’informazione corretta. Può, una legge, fare finalmente chiarezza? Ce lo auguriamo, ma è certo che non si può assolutamente pensare che basti una legge per creare una adeguata attenzione alle situazioni critiche dell’esperienza della malattia, o delle situazioni di fine vita. Tra l’altro non si sottolinea abbastanza che le Dat non sono obbligatorie, e che nei Paesi in cui sono legalizzate sono poco utilizzate, e che quindi restano aperte tutte le questioni che non vengono, per così dire, coperte dalle Dat. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Dopo l’approvazione dei primi articoli, esponenti dell’opposizione hanno già lanciato una sfida sul modello di quanto accaduto per la legge 40, affermando che ci sarà un “grosso lavoro per i giudici”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Non è impossibile, anche a motivo delle diverse tematiche presenti in questa legge, che potrebbero prestarsi a diverse interpretazioni. A suo tempo avevo formulato alcune osservazioni di merito, su possibili lacune dell’impianto legislativo, ma non sappiamo quale sarà il prodotto finale dei lavori. Va anche aggiunto che i radicali, che sono trasversali ai vari schieramenti, sono da tempo sostenitori di eutanasia e suicidio assistito e che sono i responsabili di quello stravolgimento del significato delle Dat che ha spinto molti a ritenere necessaria una legge. L’importante è creare un consenso nel Parlamento e soprattutto nel Paese sul significato di questa legge e, a mio avviso, sul fatto che laddove c’è una buona medicina non c’è bisogno di Dat.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Qualcuno critica il progetto di legge perché, seppure con le migliori intenzioni, apre la strada al principio dell’autodeterminazione?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Non dobbiamo avere paura né dell’autodeterminazione, né della libertà di scelta del cittadino: ciò che va messo in discussione è il contenuto delle scelte. Non si tratta di negare la libertà, ma di ribadire che alcune scelte sono moralmente sbagliate e illegali. Se vogliamo promuovere una cultura dell’assistenza non rinunciataria, ma equilibrata, dobbiamo ristabilire un nesso fiduciario tra medico e paziente che abbia solide basi valoriali. Tutta questa enfasi sull’autodeterminazione finora è servita soprattutto per disimpegnarsi nei confronti delle situazioni difficili, secondo lo slogan “lo vuole il paziente”. Del resto costa meno sospendere i trattamenti, valorizzare la rinuncia, valorizzare la libertà del suicidio assistito e dell’eutanasia che costruire itinerari di assistenza integrale e integrata, che preveda nuove forme di aiuto e di supporto non soltanto ai malati ma ai familiari e a chi si prende cura di loro. Dobbiamo essere onesti: l’etica non è gratis. Dobbiamo decidere se a guidare l’assistenza è l’economia o se l’economia e l’assistenza debbano essere guidate da una nuova consapevolezza di quali beni sono da tutelare senza se e senza ma, mostrando che ci sono campi in cui, invece, sarebbe doveroso tagliare costi e prestazioni. La libertà si esercita anche qui, non mettendo tutte le situazioni sullo stesso piano e non facendo gravare sui più deboli i costi di altri sprechi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Lo Straniero - Il blog di Antonio Socci - SUDAN, GLORIA DI UNA CHIESA CROCIFISSA E MISERIE DELL’IDEOLOGIA - Da “Libero”, 10 luglio 2011&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Da oggi il sud del Sudan è finalmente uno stato libero e indipendente (se non verrà strozzato nella culla).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Lì è stato perpetrato l’ultimo genocidio del Novecento, ma un genocidio ignorato dai media e dal “partito umanitario” nostrano. Forse perché le vittime non erano “politically correct”, trattandosi di neri cristiani e animisti.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Autore di quell’orrore è stato il regime arabo- musulmano del nord che ospitò negli anni novanta anche Osama bin Laden&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;e che, da qualche anno, è in combutta con la Cina comunista interessata al petrolio sudanese.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;I media si sono occupati del Sudan solo di recente, quando è scoppiata l’emergenza Darfur, che derivava da un conflitto non religioso (erano tutti musulmani).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Invece per la Jihad – la guerra santa islamica – che per decenni ha sterminato il Sud cristiano e animista non hanno avuto tempo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Eppure le cifre sono terrificanti: due milioni di vittime, tre milioni di profughi, migliaia di donne e bambini catturati e venduti come schiavi nel Nord islamico del Paese.&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Il regime di Karthoum ha fatto del Sudan – che sarebbe ricchissimo di petrolio e altre risorse – uno dei paesi più poveri della terra (è al 150° posto su 182), un paese dove si vive ancora in capanne di fango, seminudi e si muore come mosche per fame e malaria. Per questo molti fuggono, cercando di arrivare all’Italia e in Europa.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Siccome scrivo e parlo del genocidio sudanese da quindici anni, su giornali e in tv (prendendomi anche qualche insulto), permettetemi di togliermi un po’ di sassolini dalle scarpe.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Perché il “caso Sudan” è un’occasione preziosa per riflettere sulla famosa coscienza “umanitaria” a intermittenza che caratterizza questa sinistra che ci è toccata in sorte e i nostri media che in gran parte vengono culturalmente da lì.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Piazze urlanti&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;C’era una volta il Vietnam. Ricordate? E’ stato il mito fondativo della sinistra sessantottina la quale poi ha riempito giornali e tv continuando l’intossicazione ideologica con altre armi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Quella del Vietnam è stata la madre di tutte le cause umanitarie della sinistra e conteneva tutte le sue contraddizioni e le sue ipocrisie.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Per anni manifestazioni, cortei, assemblee, articolesse, indignazione a senso unico.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Uno dei famosi inviati, Giorgio Bocca, anni dopo, confessò: “feci dei servizi che piacquero alla sinistra italiana: in parte perché raccontavo la verità sulla formidabile guerriglia vietnamita, in parte perché mi autocensuravo”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Poi spiega: “la mitizzazione della rivolta vietnamita e la demonizzazione degli americani erano giunte a un tale livello che non era possibile raccontare una verità che avesse però il marchio di informazione Usa”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Non c’era posto per la verità. E questa era la stampa libera e indipendente.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Finalmente i comunisti del Nord conquistarono il Sud Vietnam e iniziarono dittatura e massacri: di colpo nessuno degli indignati più si curò del Vietnam e di quello che stava capitando ai vietnamiti “liberati” dai comunisti di Ho Chi Min.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Migliaia di quei poveri vietnamiti – a cui avevamo imposto di subire la conquista comunista – fuggirono dal “paradiso marxista” su barche di fortuna. Molti annegarono, altri furono divorati dagli squali. Alcuni furono soccorsi. E cosa dicevano i compagni italiani di quei “boat people”?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Rossi di vergogna&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Posso testimoniarlo in prima persona. A quel tempo frequentavo il liceo a Siena.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Collaboravo con la Caritas per organizzare l’ospitalità in Italia per quei profughi che riuscirono ad arrivare vivi e ricordo bene che distribuendo i volantini in piazza a Siena ci prendevamo gli insulti dei compagni che chiamavano quei profughi “fascisti e reazionari”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Essendo in fuga dal comunismo, agli occhi loro quei profughi non erano da considerare come oggi consideriamo quelli che arrivano con i barconi a Lampedusa.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Questa era la coscienza umanitaria della sinistra. Che in questi mesi, peraltro, vede i profughi e ne reclama l’accoglienza, ma non vede le cause della loro fuga: per esempio quell’orrida guerra contro la Libia tanto voluta dal compagno-presidente Napolitano.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Anche in questo caso la coscienza umanitaria e pacifista dei compagni è andata in vacanza (bombardiamo pure Tripoli, il pacifismo pensa all’abbronzatura).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Errori e orrori&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Torno al Vietnam. L’altro mito gemello del ‘68 fu la Cambogia. Anche quella doveva essere “liberata” dall’okkupazione americana. “I Khmer rossi ci sembravano l’unica via d’uscita dall’incubo della guerra”, scriverà anni dopo Tiziano Terzani in un famoso articolo su “Repubblica” intitolato “Pol Pot, tu non mi piaci più”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Questo articolo di revisione uscì nel 1985 e ormai già si sapeva tutto del genocidio di due milioni di cambogiani innocenti perpetrato dai Khmer rossi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Quello che il “grande inviato” avrebbe dovuto fare e non fece era raccontare prima, quando era sul posto, mentre accadevano i fatti, la mostruosità sanguinaria dei guerriglieri comunisti.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Ma sebbene abbia visto, non credette a quei “massacri comunisti”. Sospettò che fossero manipolazioni della Cia. E oggi viene celebrato dal pensiero conformista come un grande giornalista testimone delle atrocità del Novecento.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Chi invece, come il missionario padre Gheddo, denunciò le stragi comuniste in Indocina mentre accadevano, negli anni Settanta, si prese del “reazionario” e “finanziato dalla Cia”. “Nessuno mi credette”, ricorda. E nessuno poi gli ha riconosciuto il coraggio della verità, né ha chiesto scusa.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Nei decenni successivi la “sinistra umanitaria” ha continuato ad alimentare le sue mitologie, sebbene più in sordina. Ma sempre con un’accurata selezione ideologica.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Contro l’invasione sovietica dell’Afghanistan dei primi anni Ottanta – per esempio – non fiatarono (a quel tempo scendevano in piazza per protestare contro gli euromissili americani, risposta a quelli sovietici).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Ma contro la guerra di Bush all’Afghanistan dei talebani e di Bin Laden hanno scatenato il finimondo (ovviamente senza mai chiedere il parere delle donne afghane).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Contro la Cina che massacrava gli studenti&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;in piazza Tien an men nessuna manifestazione, né indignazione di massa. Così pure sull’oppressione del Tibet. Silenzio anche sui lager cinesi tuttora funzionanti.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Invece è divampata la polemica su Guantanamo e, da anni, la protesta contro Israele che sarebbe reo di opprimere i palestinesi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Gli “umanitari” indignati infine hanno protestato per anni contro gli Stati Uniti rei di aver posto l’embargo a Cuba (ovviamente senza denunciare la schifosa dittatura comunista di Fidel Castro).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Perciò, con tutte queste “cause umanitarie” che permettevano loro di sentirsi buoni e puri, denunciando come oppressori Stati Uniti e Israele, gli umanitari progressisti di casa nostra non ebbero tempo di accorgersi del genocidio sudanese, cioè della “più lunga guerra del ‘900” (dal 1956 al 2005) nel paese più grande dell’Africa.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Erano tutti distratti e così in Italia nessuno sa qualcosa di quel genocidio che è stato definito dall’africanista Giampaolo Calchi Novati “la più dura operazione di islamizzazione forzata del ‘900”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Solo la voce della Chiesa&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;L’unica voce, inerme e martire, come al solito, è stata quella della Chiesa, una “Chiesa crocifissa”, come l’ha definita Giovanni Paolo II.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Una Chiesa che ha il volto del grande vescovo missionario monsignor Mazzolari, che “comprende in sé una capacità di denuncia del male unita a un’indomita fantasia di bene che ha costruito scuole, ospedali, missioni, chiese, dispensari, vite future di ragazzi un tempo schiavi e poi laureatisi a Oxford”, come scrive Lorenzo Fazzini nel bel libro “Un Vangelo per l’Africa”, dedicato a Mazzolari e al Sudan.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Il cristianesimo è arrivato nei regni nubiani addirittura nel VI secolo. Poi ha portato libertà e dignità umana in Sudan, nell’Ottocento, con un grande santo, padre Comboni.&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Oggi la Chiesa accompagna questo popolo alla libertà e all’indipendenza. Il cristianesimo si conferma come culla di umanità e come l’unica vera forza liberazione dei popoli. Mentre i nostri intellettuali gli riservano (oggi come ieri) parole sprezzanti…&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Avvenire.it, 8 luglio 2011 - Polemiche fuorvianti sul «fine vita» - L’invettiva e la ragione di Francesco D’Agostino&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Finalmente alla Camera dei deputati sono iniziate le votazioni sulla proposta di legge sul "fine vita" e puntualmente è tornato ad affacciarsi sulla prima pagina della "Repubblica" Stefano Rodotà, con il compito di vituperarla. Questa volta, però, sembra proprio che Rodotà abbia passato ogni limite nella sua, aggressività verbale, peraltro ormai ben nota: la legge sarebbe «ideologica, violenta, bugiarda, sgrammaticata, incostituzionale». Basta? Certo che no. A questa sfilza di complimenti, Rodotà ne aggiunge altri: la legge disprezzerebbe l’opinione pubblica, sarebbe la «quintessenza di un dispotismo etico», rifletterebbe «un fondamentalismo cattolico incomprensibile», farebbe «scempio» del «diritto fondamentale» all’autodeterminazione, trasformerebbe le dichiarazioni anticipate di trattamento in «macchine inutili, frutto di un delirio burocratico» e attraverso di essa il presidente del Consiglio «e la sua docilissima schiera» metterebbero «le mani sul corpo di ciascuno di noi». Potrei continuare con le citazioni.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Credo che sia molto difficile convincere Rodotà ad assumere toni laicamente più sobri e, pur criticandola, a manifestare un minimo di rispetto per una proposta di legge che è comunque condivisa da un consistente e maggioritario numero di deputati, tra i quali vanno annoverati anche – e Rodotà lo sa benissimo – non pochi rappresentanti dell’opposizione. Un testo – particolare di non poco conto, anche se Rodotà finge di non notarlo – che a ogni scrutinio segreto raccoglie ulteriori adesioni di coscienza e, dunque, procede nel suo iter con un consenso trasversale ancora più ampio del previsto. E credo anche che ormai sia un’impresa disperata aprire un dialogo con lui. Non certo perché non si possano smontare, senza troppe difficoltà, le sue argomentazioni (lo testimoniano diversi editoriali su questo tema apparsi su "Avvenire" e tutti sistematicamente ignorati da Rodotà), ma perché non vale la pena farlo. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Che senso mai può avere cercare di ragionare pacatamente con chi usa espressioni parossistiche come quelle che ho citato? O ricordare all’illustre collega che non è corretto invocare l’autorità di «cento giuristi» ostili alla legge, facendo sprofondare gli studiosi di diritto che hanno una diversa opinione (e ce ne sono tanti!) nel limbo dei non giuristi o dei giuristi non meritevoli di attenzione alcuna? O imputargli la curiosa citazione di un documento della Conferenza episcopale tedesca, da lui utilizzato solo per contrapporre scorrettamente l’opinione dei vescovi tedeschi a quella delle «gerarchie vaticane»?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;La sostanza della questione è una sola ed è sempre la stessa. Non si tratta di dire di no alle Dichiarazioni anticipate (che qualcuno chiama, forzando, Testamento biologico), ma di regolarle per legge in modo intelligente ed equilibrato, come capì benissimo, a suo tempo, il Comitato nazionale per la bioetica, quando formulò un parere che, proprio per il suo equilibrio, fu condiviso da laici e cattolici. Prima di insistere sul diritto, di rango costituzionale, a rifiutare qualsiasi trattamento sanitario (diritto pensato dai padri costituenti con riferimento a soggetti lucidi, capaci, consapevoli, adeguatamente informati), prima di dipingere irreali scenari di espropriazione del nostro corpo, riflettiamo con un po’ di buon senso alle specialissime condizioni in cui si trova una persona che, avvicinandosi alla fine della sua vita, abbia perso coscienza. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Un suo "testamento biologico", magari redatto molto anni prima, può aver perso di attualità o può essere stato sottoscritto in condizioni di incredibile fragilità psicologica, economica, sociale e mentale, tali da renderne molto discutibile l’attendibilità o anche sulla base di informazioni inadeguate, frettolose o carenti. Come pretendere di rendere «vincolante» un documento che può avere caratteri così problematici? È più che giusto che un medico «tenga conto» (come dice la Convenzione di Oviedo) delle dichiarazioni anticipate ed è giustissimo obbligarlo a motivare in forma scritta perché le osservi o perché non le osservi, ma non lo si può vincolare a un’ ubbidienza cieca e passiva nei confronti dei desideri di un paziente incompetente, più di quanto non abbia senso vincolarlo a quelli di pazienti pur capaci di intendere e di volere. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;La questione è tutta qui ed è di questo soltanto che dobbiamo discutere: esaltare l’autodeterminazione nei momenti di fine vita o è un’imperdonabile ingenuità illuministica o è un ancor meno perdonabile tentativo di introdurre surrettiziamente l’eutanasia nel nostro sistema giuridico, senza avere il coraggio di chiamarla col suo proprio nome.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Malesia, il paese che teme la Bibbia di Danilo Quinto, 09-07-2011, &lt;a href="http://www.labussolaquotidiana.it/"&gt;http://www.labussolaquotidiana.it&lt;/a&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Solo per le elezioni dello scorso mese di aprile, il Governo della Malesia ha autorizzato la stampa delle Bibbie in tutte le lingue, compreso il malese. Come ha riferito nel marzo scorso l'agenzia AsiaNews, la comunità cristiana della Malesia ha criticato aspramente la decisione delle autorità del Paese asiatico di porre il sigillo ufficiale del Ministero degli Interni su circa 5.100 esemplari della Bibbia in lingua malay, importati dall'Indonesia per conto della Società Biblica della Malesia (BSM) e bloccati dal 20 marzo 2009 nel porto di Klang, nello Stato di Selangor (Malesia Occidentale o Peninsulare). &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Anche se la BSM non aveva dato alcun permesso, il Ministero ha informato l'organizzazione di aver provveduto alla stampigliatura sulla copertina di ogni copia del seguente testo: "Avvertenza: questo 'Al Kitab Berita Baik' è solo per l’uso dei cristiani. Per ordine del ministro degli Interni". Secondo le autorità malesi, "timbrare" e numerare ogni esemplare per garantirne la "rintracciabilità" è l'unica via per lo sblocco delle copie della Sacra Scrittura o "Al Kitab" ("Lo scritto" o "Il libro" in arabo e in malay). Come riporta l’ Agenzia Zenit del 16 marzo scorso, la reazione della BSM è stata questa: "La Società Biblica della Malesia è preoccupata per il modo in cui la Bibbia cristiana viene deturpata da parte di non cristiani e sigillata con parole che i cristiani non hanno accettato o consentito. In quanto libro sacro dei cristiani, la Bibbia va trattata con il dovuto rispetto, consultando i competenti organi rappresentativi cristiani prima di inserire qualsiasi testo esterno nelle Bibbie". &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Netto è stato anche il rifiuto da parte della Federazione Cristiana della Malesia (CFM), l'organizzazione fondata nel 1985 che raggruppa la quasi totalità delle denominazioni cristiane del Paese, inclusa la Conferenza dei Vescovi Cattolici della Malesia. "Ogni persona che rispetta le Sacre Scritture sarebbe inorridita da questa azione. Non accetteremo mai una sconsacrazione della Bibbia, perché la parola di Dio è sacra per noi", afferma un comunicato del presidente della CFM, Ng Moon Hing (“AsiaNews”, 18 marzo). Per il vescovo anglicano della Malesia occidentale, l'intervento del Ministero degli Interni fa capire che la Bibbia in lingua Bahasa (la lingua standard delle Malesia) è "ora trattata come un prodotto controllato e la parola di Dio è fatta oggetto di controllo da parte dell’uomo. Questo è pienamente offensivo per i cristiani". &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Già nel gennaio scorso avvenne un altro "sequestro" di 30mila copie della Bibbia, importati sempre dall'Indonesia per conto della sezione locale di “Gideons International” e bloccati nel porto di Kuching, nello Stato del Sarawak (Borneo nordoccidentale), perché "contenevano parole che si trovano anche nel Corano" (“Compass Direct News”, 14 marzo). Gli esemplari del Nuovo Testamento, dei Salmi e dei Proverbi dovevano essere distribuiti in alcune aree cristiane del Sarawak. Come ricordato da “Compass”, quasi due terzi dei cristiani della Malesia (il 64%) appartengono alla popolazione indigena degli Stati di Sabah e Sarawak, che come lingua corrente utilizzano il malay. Il Vescovo Ng, presidente del CFM, ha denunciato così questi accadimenti: "Il CFM è fortemente deluso, stufo e furioso per la ripetuta detenzione di Bibbie scritte nella nostra lingua nazionale", si legge in un comunicato diffuso il 10 marzo (“Compass”, 14 marzo). "Sembrerebbe - così continua il testo dell'organismo interconfessionale - che le autorità stiano portando avanti un continuo, subdolo e sistematico programma contro i cristiani nella Malesia, negando loro l’accesso alla Bibbia (in malay)".&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;All'origine dei ripetuti blocchi delle Bibbie in lingua malay (non accade infatti con le copie nelle altre lingue, ad esempio inglese) è la questione dell'uso da parte cristiana della parola "Allah" per indicare o nominare Dio, scoppiata il 7 gennaio del 2009, quando il Ministero degli Interni vietò all'Arcidiocesi di Kuala Lumpur di usare il termine nella sezione in lingua malay del suo settimanale, l'”Herald Weekly”. Secondo il Ministero, l'uso del termine da parte non musulmana rischierebbe infatti di "creare confusione e danneggiare l’ordine pubblico" (AsiaNews, 25 febbraio 2009) ed inoltre potrebbe indurre i musulmani a convertirsi al cristianesimo. Un ricorso contro il divieto presentato dall'Arcivescovo di Kuala Lumpur, monsignor Tan Sri Murphy Pakiam, è stato accolto il 31 dicembre dello stesso anno dall'Alta Corte, la quale ha confermato il diritto costituzionale dei cristiani ad usare la parola. Ad impedire l'applicazione della sentenza, che ha provocato violente proteste da parte musulmana (una decina di Chiese attaccate nel gennaio 2010), è la decisione del Ministero di impugnare il verdetto emesso dal giudice Lau Bee Lan. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Le fonti confermano infatti che i cristiani della Malesia usavano la parola "Allah" ben prima della nascita dello Stato federale della Malesia, avvenuta nel 1963. Un dizionario latino-malese del '600 dimostra senza equivoci l'uso del termine in senso cristiano. Si tratta del "Dictionarium Malaicum-Latinum" e "Latinum-Malaicum" pubblicato nel lontano 1631 a Roma e ristampato di recente proprio per sostenere la posizione della Chiesa cattolica. Inoltre, come ha spiegato in un'intervista all’ Agenzia Zenit (6 gennaio 2010) il Vescovo della diocesi cattolica di Melaka-Johor (Malesia Peninsulare), monsignor Paul Tan Chee Ing, "nel Sacro Corano, alla Sura 5,69 e alla Sura 22,17, anzi più esplicitamente alla Sura 2,62 si dice che gli ebrei, i cristiani, i sabei e i musulmani hanno il culto di Allah". "Come può dunque – ha detto il presule - un musulmano andare contro il suo Sacro Corano? Non è possibile. E se lo fa è per mera ignoranza o per ragioni di opportunità politica". Per monsignor Tan, "è solo in tempi recenti che non solo 'Allah' ma anche altre parole e frasi di origine araba - ad esempio 'rasul', 'baitullah' ecc. - sono state vietate ai fedeli non musulmani. Non è allora una battaglia linguistica. È invece una battaglia per i voti, dunque politica". &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;In Malesia – dove esistono due sistemi giuridici, quello islamico e quello basato sul diritto consuetudinario di matrice anglosassone - l’Islam è la religione di Stato, ma la legge islamica dovrebbe valere solo per i musulmani, anche se si sono verificati casi in cui ha pericolosamente prevaricato la legge comune e la libertà personale di scegliere la propria religione, come sancito dalla Costituzione. Emblematico – lo riporta il rapporto dell’Istituto di diritto pontificio “Aiuto alla Chiesa che soffre” - il caso di Banggarma Subramaniam, giovane donna di 27 anni, che nel 2001 si è sposata con un uomo di religione indù. Il National registration department non le ha permesso di registrare il suo matrimonio, perché è schedata come musulmana. La ragazza, tuttavia, ha dichiarato di essere stata di religione indù per la maggior parte della propria vita, anche se all’età di sette anni i funzionari del welfare l’avevano registrata come musulmana. Alla ragazza è stato detto che deve recarsi alla Corte Syariah per intraprendere tutte le procedure previste dalla legge islamica in caso di abbandono della religione musulmana. P. Thomas Philips, presidente del “Malaysian consultative council of Buddhism, Christianity, Hinduism, Sikhism and Taoism”, ha protestato in quanto la Corte Syariah ha giurisdizione solamente sulle persone di fede islamica, mentre Banggarma Subramaniam dice di essere un’indù” e non dovrebbe dunque passare attraverso nessuna procedura. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;La Costituzione della Malesia garantisce la libertà di scegliere e professare la propria religione. Nonostante questo, il governo appoggia, anche economicamente, la religione islamica e cerca di limitare la libertà delle altre confessioni religiose. È durata tre anni la battaglia del settimanale cattolico “Herald” contro il governo per ottenere il permesso di utilizzare la parola “Allah” in riferimento al Dio cristiano. Nel 2007 il governo aveva vietato l’utilizzo della parola “Allah” “da parte di non mussulmani” perché “può far crescere tensioni e creare confusione fra i musulmani del Paese”. L’arcivescovo della capitale, Monsignor Murphy Pakiam, aveva reagito citando in tribunale il governo. L’arcidiocesi di Kuala Lumpur rivendica il diritto di usare la parola “Allah”, rifacendosi all’art. 10 della Costituzione (libertà d’espressione) e all’art. 11 (libertà di praticare la propria religione). Di fatto, i cristiani hanno definito “Dio” con la parola “Allah” perfino prima che esistesse lo stato malaysiano; senza contare che in lingua malese esiste solo questa parola per nominare Dio. A febbraio 2009, l’”Herald” ha subito minacce e pressioni da parte di giornali musulmani, con l’accusa di voler rovinare la nazione con il suo proselitismo. Dopo mesi di tensioni, il 31 dicembre 2009 l’Alta Corte di Kuala Lumpur ha autorizzato il settimanale cattolico “Herald” a usare la parola “Allah”, nella lingua malese, in riferimento al Dio cristiano. Il governo, in risposta, ha annunciato che farà ricorso, pur invitando i fedeli alla calma. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;La settimana dopo la sentenza dell’Alta Corte, la chiesa cattolica dell’Assunzione a Petaling Jaya è stata attaccata da alcuni musulmani che hanno lanciato al suo interno una bomba incendiaria. L’8 luglio, due cattolici hanno denunciato il mensile “Al-Islam” per un reportage dedicato a presunte conversioni forzate al cristianesimo. Due giornalisti musulmani si sono finti cattolici, hanno partecipato a due messe e ricevuto la comunione dissacrando l’ostia di cui hanno anche pubblicato un immagine. I due non hanno raccolto prove a sostegno della loro tesi, ma accusano i cattolici di usare la parola Allah per definire Dio durante le celebrazioni in lingua locale. Interpellato da “AsiaNews”, Padre Lawrence Andrew, direttore dell’”Herald”, afferma che “la vicenda di ‘Al-islam’ ha umiliato i cattolici della Malaysia ed è una violazione dei diritti dei cristiani oltre che una sfida alla Costituzione federale che sancisce la libertà di religione”. In seguito alla disputa sull’uso del termine “Allah”, una settimana dopo la sentenza del 31 dicembre 2009, sono state attaccate tre Chiese protestanti. In particolare, un’esplosione ha danneggiato gli uffici amministrativi della Metro Tabernacle Church, una Chiesa protestante di Kuala Lumpur. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;A luglio, sono stati arrestati nove cristiani con l’accusa di voler convertire alcuni studenti musulmani della University Putra Malaysia, a Serdang. In Malaysia il proselitismo è proibito per legge e nella maggior parte dei distretti è punito con la prigione. I nove ragazzi sono stati accusati di aver distribuito volantini e opuscoli sul cristianesimo. A ottobre, la polizia malaysiana ha sequestrato oltre 15mila bibbie perché nel testo esse contengono il termine “Allah” per riferirsi a Dio. Le bibbie erano destinate ai cristiani che usano la lingua malese, sia nella Malesia peninsulare che negli stati di Sabah e Sarawak. Il tribunale islamico non ha mai riconosciuto la conversione di membri dell’etnia malay, considerati per legge come musulmani, ad altre religioni. La shari’a proibisce la conversione di qualunque musulmano ad altre religioni, anche se di etnia differente da quella malay. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;L’unico caso di conversione avvenuto nel 2009 è quello di Tan Ean Huang,una donna originariamente buddista. Nel 2006 ha chiesto di tornare alla propria religione dopo che era stata registrata come musulmana per aver sposato un iraniano islamico. Dopo essere stata abbandonata dal marito, ha chiesto inutilmente di tornare al Buddismo. Solo dopo aver fatto ricorso, il 19 marzo 2009, la Corte d’appello del tribunale islamico le ha permesso di tornare alla sua fede, dopo tre anni dalla richiesta. In aprile, il governo ha annunciato che 29 templi indù dovevano essere spostati entro 30 giorni, pena la loro distruzione, nonostante che la maggior parte di questi fosse stata costruita su suolo privato. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Riferisce “Aiuto alla Chiesa che soffre” che negli anni scorsi il Governo ha bollato come “deviate” 56 interpretazioni dell’Islam, tra cui quelle di gruppi quali Ahmadiyya, Islamailiah, Shi’a e Baha’i. Nel 2009, ha limitato i visti a membri stranieri del clero musulmano per impedire che entrassero nel Paese, in quanto “militanti” di interpretazioni “deviate”dell’Islam.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;La schiavitù nei secoli Di Francesco Agnoli - 08/07/2011,&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.libertaepersona.org/"&gt;http://www.libertaepersona.org&lt;/a&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Per tanto tempo la storiografia sulla schiavitù è stata, per lo più, parziale e incompleta. Per due motivi. Da una parte perché si è privilegiato lo studio dello schiavitù praticata dagli europei e dai coloni americani in età moderna, ingenerando così in molti la convinzione che lo schiavismo sia stato un vizio tipicamente nostrano, una colpa limitata ad una sola epoca e ad alcuni singoli popoli.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Dall’altra perché gli stessi storici che, per motivi ideologici, hanno puntato i riflettori solamente sullo schiavismo europeo, nell’ambito della stessa forma mentis hanno privilegiato, rispetto ad una visione d’insieme, la ricerca di eventuali omissioni della Chiesa cattolica, sovente accusata di non essere stata “sufficientemente” contraria allo schiavismo stesso.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Per questo mi sembra necessario salutare con riconoscenza l’ennesima fatica di Rodney Stark, “A Gloria di Dio” (Lindau), che tra le altre cose tenta di proporre una visione globale dello schiavismo nella storia. Stark, sviscerando e comparando una sterminata quantità di studi, con una lucidità e una capacità di sintesi straordinarie, riassume dunque alcuni fatti fondamentali. La constatazione basilare di Stark è che lo schiavismo “è stata una caratteristica quasi universale della ‘civiltà’, ma era anche comune in un certo numero di società aborigene sufficientemente ricche da potersela permettere”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Anche Roma e la Grecia antiche prevedevano “un uso estensivo del lavoro degli schiavi”, considerati oggetti, beni di proprietà, e come tali privi di qualsiasi diritto e sottoposti all’arbitrio più totale da parte dei padroni. Si può aggiungere, come ampiamente dimostrato da Aldo Schiavone in “Spartaco. Le armi e l’uomo”, che in epoca pagana non esisteva neppure il sospetto che la schiavitù in quanto tale fosse iniqua: i ribelli come Spartaco miravano alla propria liberazione, non certo alla condanna della schiavitù medesima, che anzi praticarono in prima persona nel breve periodo della loro libertà.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Se dalla Roma e dalla Grecia pagane ci spostiamo nell’Islam, scopriamo che i “musulmani raccoglievano un gran numero di schiavi nelle regioni slave dell’Europa, come pure europei presi prigionieri in battaglia o catturati dai pirati”; inoltre catturarono sempre grandi quantità di schiavi africani, prediligendo la cattura di donne, per gli harem e la servitù domestica, di bambini e di adulti maschi che però spesso venivano “evirati al momento della cattura o dell’acquisto”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Anche l’Islam, come pure i popoli politeisti, non ha mai conosciuto alcun movimento abolizionista, ma ha subito, al contrario, l’abolizionismo europeo dell’Ottocento, ad opera di schiere di missionari e della marina britannica. Se ci spostiamo poi nell’ Africa animista, i fatti sono ben conosciuti dagli esperti, ma piuttosto ignoti al grande pubblico: “molte delle società africane precoloniali, se non tutte, si reggevano su sistemi schiavistici”, ed anzi, lo schiavismo europeo si innestò sempre su quello islamico ed interafricano.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Solo dopo questo sguardo d’insieme, sostiene Stark, possiamo contestualizzare e comprendere le specificità dello schiavismo europeo moderno.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Riguardo al quale si può sostenere, in sintesi, che le condizioni peggiori furono vissute dagli schiavi dei britannici “anglicani”, dal momento che gli inglesi non solo erano ferocemente sfruttatori, ma non battezzavano neppure i loro schiavi, né cercavano di convertirli, perché, in fondo, così facendo, impedivano che fossero in qualche modo accomunabili, almeno di fronte a Dio, a loro stessi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Al contrario, ad “avere la legge schiavista più umana” era la Spagna, “seguita dalla Francia”: questo a causa della influenza esercitata dalla Chiesa cattolica, in prima linea, in generale se non sempre in particolare, nella difendere la natura umana e di creature di Dio anche degli schiavi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Stark si sofferma su alcune bolle papali spesso trascurate, dalla Sicut Dudum di Eugenio IV (1431-1447), a quelle di Pio II, Sisto IV e Paolo III (1534-1549), in cui lo schiavismo appare una colpa suggerita agli uomini da Satana stesso, il “nemico del genere umano”. “Il problema non era che la Chiesa non condannava la schiavitù, quanto piuttosto che erano in pochi ad ascoltarla”, e che questa condanna, assente nel resto del mondo, anche dall’Inghilterra anglicana o dalla Danimarca protestante, scatenò spesso le ire e le persecuzioni nei confronti dei cattolici più coraggiosi nel difendere il diritto alla libertà.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Stark conclude analizzando con cura il movimento abolizionista ottocentesco: mette in luce la sua unicità (non è nato mai nulla di simile in nessun’altra cultura), la sua carica di idealismo e la sua origine prettamente religiosa. Tutto i leader abolizionisti ottocenteschi, americani ed inglesi in particolare, erano credenti e fondarono le loro argomentazioni su categorie evangeliche (Dio, Creazione, peccato…), e non su motivazioni filosofiche di altro tipo. Un’unica lacuna, nel preziosissimo testo di Stark: manca un’ analisi dell’ “abolizionismo” cristiano di età alto medievale, che, pur diverso da quello ottocentesco, fu però fenomeno di portata storica ben più rilevante Ne parleremo la volta prossima. continua (da Il Foglio, 7 luglio, 2011)&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;E se le carrozzelle… facessero la rivoluzione? - July 6th, 2011 – di Carlo Bellieni, &lt;a href="http://carlobellieni.com/"&gt;http://carlobellieni.com/&lt;/a&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;E se i disabili si «arrabbiassero» una volta per tutte? Voi non avete idea di che forza sarebbero i disabili e le loro&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;famiglie coalizzati contro un sistema che li discrimina 24 ore su 24. Avrebbero se non altro un peso politico fortissimo (sono milioni di voti!), ma anche un potere contrattuale senza pari. Io già vedo decine di migliaia di persone in carrozzella che fermano il traffico sul Lungotevere per una settimana di fila, per dire alla Rai: vogliamo esserci e apparire non come macchiette, ma come protagonisti alla pari degli altri. Vedo il Palazzo Comunale di Milano, Bologna e Catania assediati da bambini Down e dalle loro famiglie, stufi della ricerca accanita con tutti i mezzi e senza badare a spese di «quelli come loro » prima che nascano… per lo più per evitare che nascano, discriminando e facendo sentire indesiderati loro già nati, facendoli sentire di troppo e facendo sentire come marziani le famiglie che li hanno messi al mondo (invece di complimentarsi e dargli una mano). Vedo le persone con malattie degenerative e con malattie rare che assediano Montecitorio perché la prossima finanziaria tagli pure quello che deve, ma dia i soldi a loro - e tanti – invece di moltiplicare macchine blu o ospedali che restano a mezza strada nel deserto. Sarebbe bellissimo, perché la società deve essere studiata a misura dei piccoli e malati, non di chi ha quattrini e un bel sorriso; questi vengono dopo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Se si vuole una «nuova politica», se si chiede «una nuova classe di politici cattolici», non basta (anzi, non serve a niente) mettere facce nuove o quelli tesserati a questa o quella associazione, se poi vanno a far politica con gli stessi principi dei loro predecessori (quasi tutti). I nuovi politici ci sono: sono quelli che lavorano davvero con «gli ultimi ». Ma chi gli fa fare strada? Sarebbe buono e giusto per l’Italia che la nuova politica seguisse loro. Altrimenti il rinnovamento è una presa in giro. Ma perché succeda questo, i disabili e le loro famiglie si devono arrabbiare. Come e dove non si sa; ma a quando la rivoluzione? Temo che non arriverà; perché per fare la rivoluzione bisogna essere arrabbiati; e i malati sono stati così umiliati e abituati ad accontentarsi, a chiedere le briciole e dover ringraziare delle briciole. Perché gli è stato fatto credere da massicce campagne stampa che loro sono al mondo perché siamo buoni noi. E non arriverà, perché per farla bisogna essere uniti; ma li hanno costretti a vivere nascosti, a vergognarsi della loro malattia, a vergognarsi di avere un figlio Down, ad avere addirittura pudore a guardarsi in faccia per cercare solidarietà. Il paradosso è che non si capisce che esiste non solo un livello di disabilità, ma tre: quella mentale, quella fisica e quella affettiva. E al mondo non c’è chi non ricada in almeno una di queste tre. Solo che ci sono quelli che la nascondono bene. e per nasconderla davvero bene devono far risaltare di più quella di coloro che non possono nasconderla; e devono vessarla, calpestarla, per far sentire «più normali» se stessi. Vi ricorda o no la Germania degli anni ’30? Ebbene: quella Germania non si chiama più Germania, ma si è universalizzata, e non opprime solo un’etnia, ma tutti coloro che sono disabili, ma non possono nasconderlo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Vi sembra un progresso?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4830879422941864889-933723970595910668?l=rsgiorgio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4830879422941864889/posts/default/933723970595910668'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4830879422941864889/posts/default/933723970595910668'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://rsgiorgio.blogspot.com/2011/07/nella-rassegna-stampa-di-oggi-1-il-papa.html' title=''/><author><name>Giorgio Razeto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07368369773792917576</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/-0SaPM95Fino/Tbfutg_WdAI/AAAAAAAAACc/9Dsspka0tTk/s220/bioetica.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4830879422941864889.post-4158541188781921867</id><published>2011-07-07T04:42:00.003-07:00</published><updated>2011-07-07T04:42:12.098-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;a href="" name="OLE_LINK1"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="" name="OLE_LINK4"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="" name="OLE_LINK3"&gt;&lt;span style="mso-bookmark: OLE_LINK4;"&gt;&lt;span style="mso-bookmark: OLE_LINK1;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Nella rassegna stampa di oggi:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; margin-left: 36.0pt; margin-right: 0cm; margin-top: 0cm; mso-list: l0 level1 lfo1; text-align: justify; text-indent: -18.0pt;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&lt;span style="mso-list: Ignore;"&gt;1)&lt;span style="font: 7.0pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;05/07/2011 – PAKISTAN - Pakistan: ospedale cristiano sotto attacco di Jibran Khan - Un gruppo di musulmani ha tentato di impadronirsi con la forza dell’ospedale cristiano di Taxila, a 32 km dalla capitale Islamabad, presentando false accuse alla polizia. L’intervento dei leader cristiani e del vescovo Rufin Anthony ha sventato la minaccia.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; margin-left: 36.0pt; margin-right: 0cm; margin-top: 0cm; mso-list: l0 level1 lfo1; text-align: justify; text-indent: -18.0pt;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&lt;span style="mso-list: Ignore;"&gt;2)&lt;span style="font: 7.0pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Avvenire.it, 5 luglio 2011 - IL DDL - I punti chiave della norma&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; margin-left: 36.0pt; margin-right: 0cm; margin-top: 0cm; mso-list: l0 level1 lfo1; text-align: justify; text-indent: -18.0pt;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&lt;span style="mso-list: Ignore;"&gt;3)&lt;span style="font: 7.0pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Avvenire.it, 5 luglio 2011 – INTERVISTA - Di Virgilio: «Il bene del paziente deve essere l’obiettivo di tutti» di Pier Luigi Fornari&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; margin-left: 36.0pt; margin-right: 0cm; margin-top: 0cm; mso-list: l0 level1 lfo1; text-align: justify; text-indent: -18.0pt;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&lt;span style="mso-list: Ignore;"&gt;4)&lt;span style="font: 7.0pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;I bimbi somari non sono questione di genetica di Giorgio Israel, martedì 05 luglio 2011, Il Giornale&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; margin-left: 36.0pt; margin-right: 0cm; margin-top: 0cm; mso-list: l0 level1 lfo1; text-align: justify; text-indent: -18.0pt;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&lt;span style="mso-list: Ignore;"&gt;5)&lt;span style="font: 7.0pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;L’UNGHERIA HA IL DIRITTO DI DIFENDERE LA VITA - Carlo Casini difende la libertà di opporsi all’aborto di Antonio Gaspari&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; margin-left: 36.0pt; margin-right: 0cm; margin-top: 0cm; mso-list: l0 level1 lfo1; text-align: justify; text-indent: -18.0pt;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&lt;span style="mso-list: Ignore;"&gt;6)&lt;span style="font: 7.0pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Coscienza degli animali Incoscienza umana di Giacomo Samek Lodovici e Luigi Mariani, 06-07-2011, &lt;a href="http://www.labussolaquotidiana.it/"&gt;http://www.labussolaquotidiana.it/&lt;/a&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; margin-left: 36.0pt; margin-right: 0cm; margin-top: 0cm; mso-list: l0 level1 lfo1; text-align: justify; text-indent: -18.0pt;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&lt;span style="mso-list: Ignore;"&gt;7)&lt;span style="font: 7.0pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;A Varsavia primo via libera per lo stop all'aborto di Marco Respinti, 06-07-2011, &lt;a href="http://www.labussolaquotidiana.it/"&gt;http://www.labussolaquotidiana.it&lt;/a&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; margin-left: 36.0pt; margin-right: 0cm; margin-top: 0cm; mso-list: l0 level1 lfo1; text-align: justify; text-indent: -18.0pt;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&lt;span style="mso-list: Ignore;"&gt;8)&lt;span style="font: 7.0pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Minori venduti e sfruttati, le rotte della vergogna di Danilo Quinto, 06-07-2011, &lt;a href="http://www.labussolaquotidiana.it/"&gt;http://www.labussolaquotidiana.it/&lt;/a&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; margin-left: 36.0pt; margin-right: 0cm; margin-top: 0cm; mso-list: l0 level1 lfo1; text-align: justify; text-indent: -18.0pt;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&lt;span style="mso-list: Ignore;"&gt;9)&lt;span style="font: 7.0pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;ELLAONE ABORTIVA, UN’ALTRA CONFERMA DALLA LETTERATURA SCIENTIFICA - 5 luglio 2011 da &lt;a href="http://www.blogscienzaevita.org/"&gt;http://www.blogscienzaevita.org&lt;/a&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; margin-left: 36.0pt; margin-right: 0cm; margin-top: 0cm; mso-list: l0 level1 lfo1; text-align: justify; text-indent: -18.0pt;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&lt;span style="mso-list: Ignore;"&gt;10)&lt;span style="font: 7.0pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;GRAN BRETAGNA/ La lotteria dei bambini – Redazione, mercoledì 6 luglio 2011, il sussidiario.net&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; margin-left: 36.0pt; margin-right: 0cm; margin-top: 0cm; mso-list: l0 level1 lfo1; text-align: justify; text-indent: -18.0pt;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&lt;span style="mso-list: Ignore;"&gt;11)&lt;span style="font: 7.0pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Bello è ciò che piace anche agli eschimesi di Tommaso Scandroglio, 07-07-2011, &lt;a href="http://www.labussolaquotidiana.it/"&gt;http://www.labussolaquotidiana.it&lt;/a&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; margin-left: 36.0pt; margin-right: 0cm; margin-top: 0cm; mso-list: l0 level1 lfo1; text-align: justify; text-indent: -18.0pt;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&lt;span style="mso-list: Ignore;"&gt;12)&lt;span style="font: 7.0pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Italia crocevia del traffico umano di Danilo Quinto, 07-07-2011, &lt;a href="http://www.labussolaquotidiana.it/"&gt;http://www.labussolaquotidiana.it&lt;/a&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; margin-left: 36.0pt; margin-right: 0cm; margin-top: 0cm; mso-list: l0 level1 lfo1; text-align: justify; text-indent: -18.0pt;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&lt;span style="mso-list: Ignore;"&gt;13)&lt;span style="font: 7.0pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Dall'eugenetica di fine Ottocento al cosiddetto aborto terapeutico - Concepire l'handicap - Pubblichiamo stralci di uno dei saggi contenuti nel volume "Bioetica come storia", a cura di Lucetta Scaraffia (Torino, Lindau, 2011, 245 pagine, 23 euro), di GIULIA GALEOTTI&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;(©L'Osservatore Romano 7 luglio 2011)&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;05/07/2011 – PAKISTAN - Pakistan: ospedale cristiano sotto attacco di Jibran Khan - Un gruppo di musulmani ha tentato di impadronirsi con la forza dell’ospedale cristiano di Taxila, a 32 km dalla capitale Islamabad, presentando false accuse alla polizia. L’intervento dei leader cristiani e del vescovo Rufin Anthony ha sventato la minaccia.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Lahore (AsiaNews) – Un tentativo di impadronirsi con la forza di un ospedale cristiano da parte di un gruppo di musulmani è stato sventato in Pakistan nei giorni scorsi. A Taxila il 2 luglio alcuni influenti personaggi musulmani della città, Malik Nur Muhammad, Malik Riaz e Malik Abdul Razzak hanno presentato denuncia alla polizia di Taxila contro gli amministratori dell’ospedale cristiano della Chiesa presbiteriana unita, che si trova a 32 km da Islamabad. I denuncianti sosteneva di aver acquistato i diritti di proprietà dell’ospedale, e accusavano gli amministratori di rifiutarsi di consegnare la proprietà che avevano acquistato. Nella denuncia c’erano anche accuse di blasfemia contro gli amministratori, che però non sono state registrate dalla polizia.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Dopo la denuncia, Malik Nur Muhammad, Malik Riaz e Malik Abdul Razzak si sono recati all’ospedale cristiano, per far arrestare gli amministratori in base alle accuse presentate; quattro membri del personale sono stati trattenuti dagli agenti. Il direttore dell’ospedale, Ashchenaz M. Lall, ha respinto le accuse dei musulmani. “La proprietà non è mai stata venduta, Malik Nur e i suoi figli, con l’aiuto di in politico locale influente, del Pmln (Pakistan muslim league Nawaz) ha fabbricato questo caso contro gli amministratori dell’ospedale cristiano. L’ospedale è stato fondato nel 1922 dai missionari della Missione presbiteriana unita, solo il Consiglio presbiteriano ha il diritto di vendere la proprietà. Questo è un tentativo di impadronirsi con la forza di una proprietà missionaria”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Il vescovo cattolico di Islamabad/Rawalpindi, Rufin Anthony, si è recato nell’ospedale cristiano di Taxila e ha preso contatto con vari attivisti e leader cristiani. Grazie all’intervento della Chiesa cattolica l’Ufficio di coordinamento distrettuale (Dco) di Rawalpindi, tramite il suo responsabile, Saqib Zafar, è intervenuto nella questione, con un’indagine preliminare. L’Ufficio ha dichiarato: “Le indagini iniziali hanno rivelato che le accuse di Malik Nur Muhammad sono false; ci sono lacune nella denuncia, che è stata registrata grazie all’appoggio di un politico influente del Pmln. Faremo sì che i colpevoli vengano arrestati”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Il vescovo Rufin Anhtony ha dichiarato ad AsiaNews: “Questo non è il primo tentativo di impadronirsi di una proprietà missionaria o della Chiesa con la forza. L’ospedale cristiano di Taxila è stato preso di mira da vari gruppi in passato, ma la Chiesa cattolica è sempre stata vicina alle altre Chiese quando erano attaccate dalle scuole di pensiero estremiste. Stiamo seguendo la situazione, chiediamo al governo di arrestare i colpevoli e di dare un esempio, così che questi incidenti non si ripetano”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Anche Samson Simon Sharaf, responsabile del St. Mary College, un attivista cattolico, ha condannato l’incidente e ha visitato l’ospedale cristiano di Taxila. Sharaf ha dichiarato: “I sentimenti religiosi anticristiani sono stati usati per piccoli interessi egoistici, e questo avrebbe potuto condurre a violenze di massa e a distruzioni come a Gojra. E’ stata sventata una grande minaccia”. (02/08/2009 Otto cristiani arsi vivi nel Punjab).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Avvenire.it, 5 luglio 2011 - IL DDL - I punti chiave della norma&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Un punto fondamentale della proposta di legge sul fine vita è il fatto che alimentazione ed idratazione non possono essere oggetto di dichiarazioni anticipate di trattamento (dat) ed è espressamente vietato sospendere la loro somministrazione nelle varie forme in cui la scienza è in grado di fornirle al paziente. Nel passaggio a Montecitorio è stato prevista, però, una eccezione a questa norma nel caso in cui «le medesime risultino non più efficaci nel fornire al paziente i fattori nutrizionali necessari alle funzioni fisiologiche del corpo». Questa specificazione era assente nel testo approvato al Senato, che secondo alcuni sarebbe da preferire nel timore della apertura di spazi di arbitrio. Allo stesso modo l’allargamento della platea dei soggetti per i quali entrano in vigore le dat avvenuto alla Camera richiederebbe precisazioni, perché ad esempio, potrebbe esserci un rischio di abusi in una equiparazione dei malati di Parkinson e di Alzheimer agli stati vegetativi persistenti. Il testo in ogni modo non configura una vincolatività delle dat per il medico curante, anzi la commissione Affari costituzionali ha ottenuto che anche il parere del comitato di specialisti non sia per lui obbligante in caso di contrasto con il fiduciario.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;© riproduzione riservata&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Avvenire.it, 5 luglio 2011 – INTERVISTA - Di Virgilio: «Il bene del paziente deve essere l’obiettivo di tutti» di Pier Luigi Fornari&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Ci sono tutte le possibilità perché la proposta di legge sul fine vi­ta, sulla quale oggi iniziano le votazioni nell’aula Camera, riesca a concludere in questa settimana il suo iter a Montecitorio ed il relatore, il pi­diellino Domenico Di Virgilio, ci tiene a sottolinearlo. «Sono ottimista, confi­do in ampie convergenze trasversali, perché quello che è all’esame non è un testo ideologico – afferma Di Virgilio – . Pur trattando problemi etici, il testo non ha un’impostazione confessiona­le, ma anzi viene incontro alle attese dei cittadini, fissando tre paletti ben precisi».&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Quali?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Il testo di cui sono relatore afferma in modo molto netto un 'no' all’accani­mento terapeuetico, un 'no' all’euta­nasia, e anche un 'no' all’abbandono terapeutico. Un principio, quest’ulti­mo, messo in evidenza molto chiara­mente. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Perché insiste su questo punto?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;È un principio particolarmente im­portante oggi, perché con il dilagare della cosiddetta “medicina difensiva” aumenta il rischio che i pazienti siano abbandonati, e ciò deve essere evitato in tutti i modi. Qualcuno ritiene che in una materia così delicata come il fine vita sia con­troproducente che il Parlamento fissi delle norme precise... Dopo la vicenda Englaro legiferare è divenuto una necessità per evitare in­tromissioni della magistratura nella funzione propria del Parlamento.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;In che modo l’articolato considera la funzione dei medici?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Devono essere rispettati nella loro pro­fessionalità, per questo le dichiarazio­ni anticipate di trattamento non de­vono essere vincolanti. Il medico non è obbligato ad applicarle, solo in vista del bene del paziente.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Quando il bene del paziente può com­portare questa scelta da parte del me­dico?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Se nel periodo intercorso tra la reda­zione delle dichiarazioni anticipate di trattamento e l’evento che le dà rilie­vo si è verificata un progresso scienti­fico, tecnologico o farmacologico, il medico deve essere libero di disco­starsi dal contenuti di quelle espres­sioni di volontà, per tener conto di ta­le sviluppo scientifico nell’interesse del bene del paziente. Il medico dunque può non applicare le dichiarazioni an­ticipate di trattamento solo in vista del bene del paziente.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Sarà possibile una approvazione tra­sversale?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Mi sembra molto importante la con­vergenza di deputati di varie aree po­litiche su questa legge. Sono ottimista. Mi aspetto voti trasversali a favore del­la proposta di legge sul fine vita. Capi­sco il dissenso che ci può essere in al­cuni membri della maggioranza, un dissenso comunque puramente lega­to a questioni di coscienza e che va ri­spettato. Si tratta in ogni modo di po­sizioni molto limitate.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;© riproduzione riservata&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;I bimbi somari non sono questione di genetica di Giorgio Israel, martedì 05 luglio 2011, Il Giornale&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Spunta l’ennesimo studio in cui si spiega che il rendimento a scuola dipende dal Dna: un rapporto della Confindustria spagnola sostiene che i fattori ereditari sono determinanti nel rendimento degli scolari. Una "scoperta" che sa di razzismo&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Più volte ho avanzato l’ipotesi - che trova sempre ulteriori conferme - dell'esistenza di un'associazione dall'acronimo AIDS - la quale condivide con la nota malattia oltre al nome soltanto la nocività - che sta per Associazione Internazionale per il Discredito della Scienza. È dedita a propalare le «scoperte» più demenziali: che Chopin era romantico perché epilettico, che gli Impressionisti dipingevano in quel modo perché avevano la cataratta, che dopo sette anni le coppie entrano in crisi e quindi è una scelta «scientificamente» fondata divorziare preventivamente per evitare inutili liti; e così via. Un ricercatore francese ha «dimostrato» che il rendimento scolastico dipende dall’epoca di nascita e, in particolare, che i nati in dicembre vanno male a scuola per cui bisognerebbe alzare tutti i loro voti secondo un coefficiente standard. Ora un rapporto della Confindustria spagnola (Confederación Española de Organizaciones Empresariales, CEOE) sostiene che i fattori ereditari sono determinanti nel rendimento scolastico. Non si spiega perché. Ci si limita a dire che non meglio precisati «lavori», che hanno posto a confronto i livelli educativi dei genitori e dei figli, avrebbero condotto alla conclusione che il fattore socioeconomico conta molto meno di quello genetico. Anzi, ci si azzarda addirittura a una stima quantitativa: il fattore genetico-ereditario conta più del doppio di quello socioeconomico. Come si misurino questi rapporti è un mistero che pare vada accettato come una verità di fede. È persino imbarazzante dover ricordare che nessuna persona seria può pretendere di affermare che esista un rapporto di causa-effetto tra fattori genetici e facoltà mentali. Il determinismo biologico che sottende affermazioni del genere non soltanto non ha nulla a che fare con la scienza, ma neppure con il più elementare buon senso. Pertanto, propalare simili sciocchezze significa soltanto trastullarsi irresponsabilmente con il razzismo. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Gli autori di questa bravata sono il sociologo Juan Carlos Rodriguez e un professore dell'Università Complutense di Madrid, l'analista sociopolitico Víctor Pérez-Díaz, noto in Italia perché anni fa alcuni ambienti politici nostrani lo assunsero come un'icona nel cielo della teoria politica. Il suo libro «La lezione spagnola» fu presentato come il manuale di riferimento del modello spagnolo che l'Italia, manco a dirlo, avrebbe dovuto copiare per salvarsi. Sarebbe interessante riparlarne oggi alla luce dei recenti sviluppi della crisi economica in Spagna. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;La CEOE ha commissionato a Perez-Diaz la parte del rapporto sulle «riforme necessarie per potenziare la crescita dell'economia spagnola». Trattandosi quindi di un documento istituzionale, la domanda inquietante che si pone è: che uso farà la CEOE di questo risultato? Difatti, il determinismo biologico che esso propone lascia poco spazio al «recupero» culturale di coloro che fin dalla nascita sono condannati all'insuccesso scolastico. Alla CEOE resta quindi soltanto la scelta di chiedere che i bambini vengano sottoposti all'inizio della carriera scolastica a un test genetico. I dotati potranno andare avanti, i predestinati asini saranno condannati ai mestieri più umili. In tal modo, verrà garantito il potenziamento della crescita dell'economia attraverso la selezione di una razza superiore. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Questa si che è una «lezione spagnola» che vale anche per noi. In primo luogo, invita a guardare con sempre maggiore diffidenza l'AIDS. In secondo luogo, vale come ammonimento a farla finita con la medicalizzazione dell'istruzione. Infine, serve a ricordare a vari soggetti un po' troppo intraprendenti in tema di istruzione e cultura - tra cui imprenditori, manager, sociologi ecc. - l'aureo detto latino «sutor ne ultra crepidam», calzolaio non andare oltre le tue scarpe.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;© IL GIORNALE ON LINE S.R.L.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;L’UNGHERIA HA IL DIRITTO DI DIFENDERE LA VITA - Carlo Casini difende la libertà di opporsi all’aborto di Antonio Gaspari&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; tab-stops: 111.75pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;&lt;span style="mso-tab-count: 1;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;ROMA, martedì, 5 luglio 2011 (ZENIT.org).- Nonostante il devastante crollo della nascite che colpisce l’Europa, le istituzioni comunitarie continuano a professare e praticare un'ideologia contraria alla vita nascente, al punto che gli Stati facenti parte dell'Unione Europea non possono utilizzare i fondi comunitari per campagne che cercano di limitare gli aborti.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Il caso in discussione riguarda l’Ungheria, dove sono stati affissi manifesti con l’immagine di un bambino non ancora nato accompagnata dalla scritta: “lo capisco che non sei pronta per me, ma ti prego: dammi in adozione. Fammi vivere”. L’iniziativa è cofinanziata da “Progetto Progress”, che fa parte della “Agenda sociale europea”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;E’ successo così che il vicepresidente della Commissione Europea, Viviane Reding, ha dichiarato che “gli Stati membri non possono usare fondi UE per campagne contro l’aborto”, e ha aggiunto che l’iniziativa “non è in linea con il Programma Progress e con la proposta di progetto presentata ai servizi della Commissione dalle autorità ungheresi”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;La Commissione ha chiesto pertanto che “se l’Ungheria non vuole incorrere in sanzioni finanziarie (…) questa parte della campagna sia fermata senza indugio e che tutti i manifesti esistenti siano rimossi”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Per cercare di capire cosa stia succedendo a Bruxelles, ZENIT ha interpellato Carlo Casini, Presidente della Commissione Affari Costituzionali del Parlamento Europeo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Secondo Casini, “la risposta della Reding è stata deludente ed evasiva”, perché “anziché ricordare che il valore della dignità umana, uguale per ogni essere umano, è il fondamento dell’Unione Europea, ha preferito usare espressioni ‘interpretabili’ come se l’aborto fosse un valore europeo”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;A proposito di un eventuale ordine di rimozione dei manifesti, Casini ha spiegato che “se davvero i fondi sono stati utilizzati per una campagna che la UE non gradisce, bastava chiedere la cancellazione del simbolo di Progress e chiedere la restituzione dei soldi. In ogni caso, la Commissione non può certo ordinare che non sia diffuso un messaggio, che già era stato il motto di Madre Teresa di Calcutta, premio Nobel per la Pace, e cioè 'adoption, not abortion'”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Il vero problema, ha sottolineato il Presidente della Commissione Affari Costituzionali del Parlamento Europeo, è perché la Campagna Progress non possa “comprendere iniziative pro-life”. “Dove sta la ‘pari opportunità’ in un'Europa che in passato non ha avuto il coraggio di rifiutare finanziamenti a organizzazioni che propagandano l’aborto in tutto il mondo?”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Tra l’altro, ha rilevato Casini, “il logo dell''Agenda sociale', da cui ha origine il programma di finanziamento, utilizza quello dell’Unione ma sostituisce le dodici stelle su campo azzurro con 12 neonati”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Sul sito dell’Agenda sociale, infatti, è scritto tra l’altro che tra i problemi da affrontare vi è quello dell’invecchiamento della popolazione, che la prima iniziativa riguarda “l’infanzia e la gioventù” e che Progress ha per scopo la “solidarietà sociale”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;In questo contesto, Casini ha sollevato altre domande: “L’aborto è o no una questione sociale? Per contrastare l’invecchiamento è o no necessario che nasca un maggior numero di figli? La soppressione di bambini non ancora nati non è forse la più grave delle discriminazioni? Perché non offrire loro una ‘qualche’ opportunità?”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;“Aumentando le possibilità di adozione – ha aggiunto il Presidente della Commissione - non si realizza forse anche un'‘opportunità’ per le donne che non possono avere figli e non si determina in qualche modo una uguaglianza con le altre donne che i figli invece sono in grado di generare?”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;In merito all’adozione come mezzo per orientare una donna in sofferenza verso la prosecuzione della gravidanza, Casini ha precisato che “questo principio è già consacrato nel nostro ordinamento dalla legge che consente il parto in anonimato”, e anche se potrebbe essere poco efficace e addirittura urtante, “è meglio l’adozione dell’abbandono in un cassonetto d’immondizie”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Coscienza degli animali Incoscienza umana di Giacomo Samek Lodovici e Luigi Mariani, 06-07-2011, &lt;a href="http://www.labussolaquotidiana.it/"&gt;http://www.labussolaquotidiana.it/&lt;/a&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;E' stato rilanciato in questi giorni il Manifesto animalista promosso da Michela Brambilla, attuale ministro del Turismo, e Umberto Veronesi. Il manifesto, che si chiama «La coscienza degli animali», afferma che «Chi rispetta la Vita deve rispettarne ogni forma. Chi è crudele con gli animali lo è anche con gli esseri umani». E ancora: «Gli animali hanno un elevato livello di consapevolezza, coscienza, sensibilità e molti di loro hanno la capacità di sviluppare sentimenti», cosicché «Il primo diritto degli animali è il diritto alla vita». La Brambilla e Veronesi sono inoltre vegetariani e, per l’oncologo più famoso d’Italia, «Dobbiamo cominciare a trasferire i principi etici […] non far soffrire, non essere violenti e non uccidere […] anche al mondo animale».&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Il Manifesto e le dichiarazioni che lo accompagnano spingono a domandarsi quale sia la differenza tra uomo e animale. Abbiamo perciò chiesto a un filosofo e ad un esperto di zootecnia e agricoltura di chiarire questi aspetti.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;- Se il pollo vale più dell'embrione, di Giacomo Samek Lodovici&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;- Diritto alla vita: anche dei topi in casa?, di Luigi Mariani&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Se il pollo vale più dell'embrione di Giacomo Samek Lodovici, 06-07-2011&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Michela Brambilla, Umberto Veronesi, Dacia Maraini, Margherita Hack e Maurizio Costanzo: sono solo alcuni dei nomi altisonanti che hanno promosso il manifesto «La coscienza degli animali», che afferma che «Chi rispetta la Vita deve rispettarne ogni forma. Chi è crudele con gli animali lo è anche con gli esseri umani». E ancora: «Gli animali hanno un elevato livello di consapevolezza, coscienza, sensibilità e molti di loro hanno la capacità di sviluppare sentimenti», cosicché «Il primo diritto degli animali è il diritto alla vita». La Brambilla e Veronesi sono inoltre vegetariani e, per l’oncologo più famoso d’Italia, «Dobbiamo cominciare a trasferire i principi etici […] non far soffrire, non essere violenti e non uccidere […] anche al mondo animale».&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Ora, sia chiaro: l’uomo non è il proprietario della creazione, bensì ne è l’amministratore, deve dunque prendersene cura, non deve devastarlo, deve rendere conto all’Autore del mondo. Ma questo non toglie che ne possa fare un giusto uso. Perciò, si può legittimamente discutere sul dolore inutilmente inflitto agli animali (e su cosa sia inutile si potrebbero fare molte disquisizioni opinabili), ma di sicuro è ineccepibile cibarsi di animali. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Uno dei più importanti antesignani di Brambilla &amp;amp; co è il filosofo Jeremy Bentham (1748-1832), secondo cui tra l’uomo e l’animale non sussiste una differenza qualitativa, perché – per questo filosofo inglese – il requisito che può tracciare dei confini tra i viventi non è la razionalità, ma la capacità di provare dolore. Per Bentham, tra l’uomo e l’animale non c’è una distinzione qualitativa, bensì solo di grado. Così, dice Bentham, «c’è stato un giorno […] in cui la maggior parte delle specie umane, sotto il nome di schiavi, veniva trattata dalla legge esattamente come lo sono ancora oggi […] le razze inferiori degli animali», ma «può arrivare il giorno in cui il resto degli animali del creato potrà accampare quei diritti di cui non si sarebbe mai potuto privarli, se non per mezzo della tirannia».&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Si dirà che per Brambilla e Veronesi la differenza tra l’uomo e gli animali è anche qualitativa; ma, allora, il trattamento riservato all’uomo dev’essere enormemente diverso da quello verso gli animali: sono d’accordo Brambilla e Veronesi? In realtà, nelle loro dichiarazioni tale differenza tende a sfumare, quando essi affermano che gli animali hanno consapevolezza e coscienza. Ora, non vogliamo qui stare a fare (o chiedere loro) una definizione di questi termini. Il punto essenziale che va chiarito e tenuto fermo è il seguente: se negli animali superiori si trova una qualche forma di “intelligenza”, nondimeno essa è qualitativamente inferiore a quella umana. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Lo rileva già in modo magistrale Aristotele, nel primo libro della Politica. Infatti (rimando per approfondimenti al mio articolo Uomo e animale: così diversi…, «il Timone», 99 [2011],), l’animale si accorge solo di alcune cose, cioè solo di quelle utili/dannose, piacevoli/dolorose, pericolose/vantaggiose e le altre cose del mondo non le percepisce; per contro, l’uomo si accorge di tutte le cose e non solo di quelle che gli possono essere utili/nocive e si interroga non solo sull’utilità/nocività, ecc. delle cose, ma anche sulla loro natura, cioè si chiede: «che cos’è questa cosa?», perché vuole conoscerla anche a prescindere dalla sua eventuale utilità/dannosità, vuole conoscere anche la verità sulle cose, il bene e il male, il giusto e l’ingiusto.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Inoltre, come ha scritto il filosofo Paolo Pagani, una cosa è usare oppure adattare qualcosa per farne uno strumento, come fanno sia l’uomo sia gli animali; un’altra è fabbricare strumenti, come fa solo l’uomo. È vero che nel 2000 una scimmia è stata indotta, grazie ad un lungo addestramento, a scheggiare delle pietre, ma ciò non costituisce una smentita della differenza qualitativa tra l’uomo e l’animale, bensì è un mero esempio di comportamento imitativo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Potremmo proseguire a lungo sulla differenza qualitativa uomo-animale: dovremmo parlare di vari altri aspetti peculiari dell’uomo, come la libertà, la capacità di amare (ben diversa dalla cura animale, cfr. il mio articolo che ho già citato), il senso estetico, il senso etico, ecc.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Qui possiamo solo aggiungere che, a ben vedere, Bentham pare più conscio di una cosa che Brambilla e Veronesi non evidenziano. L’uccisione che gli animali ricevono dall’uomo di solito è meno dolorosa di quella che generalmente li coglie in mezzo agli altri animali: «La morte che ricevono da noi comunemente è, e può essere, una morte più veloce, e per questo meno dolorosa, di quella che li aspetterebbe nell’inevitabile corso della natura».&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Inoltre, se la Brambilla è davvero convinta della differenza qualitativa tra l’uomo e l’animale, perché non si batte, e molto più energicamente, per la protezione degli esseri umani? Qualora per lei gli esseri umani allo stadio di embrione non fossero persone, si batta – e molto più energicamente che per gli animali – per i poveri, per gli sfruttati, per i derelitti, per gli handicappati, ecc. Se si dedicasse a questa causa, distogliendo per questo motivo parte delle sue energie e del suo tempo dalla promozione del turismo (alla cui tutela è designata Ministro della Repubblica), la elogeremmo volentieri.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Infine, un commento alla dichiarazione di Margherita Hack: «La scuola porti i bambini a vedere gli allevamenti intensivi, a sentire le urla strazianti dei vitellini o dei maialini, a verificare come un pollo cresce in gabbie in cui lo spazio per muoversi è pari a due terzi di un foglio A4». Ebbene, ci stiamo, ma ad un patto. Che la scuola italiana faccia anche vedere a tutti gli studenti il filmato “l’urlo silenzioso” (o qualcosa di analogo) in cui si vede, con gli ultrasuoni, un concepito d’uomo cercare di sfuggire, di divincolarsi, di scampare agli strumenti di un chirurgo che pratica un aborto e che lo ghermisce, lo dilania, e lo smembra. Ammesso e non concesso (ma non possiamo qui argomentare al riguardo) che l’embrione non sia persona, vale forse meno di un pollo?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Diritto alla vita: anche dei topi in casa? di Luigi Mariani, 06-07-2011&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Sollecitato da un amico ho visitato il sito "La Coscienza degli Animali" nato “dalla volontà di Michela Vittoria Brambilla e Umberto Veronesi, di dare voce a chi voce non ha e di contribuire in maniera significativa alla creazione in Italia di una nuova cultura di amore e tutela degli animali e di rispetto dei loro diritti.” Nel sito si invita a sottoscrivere il&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;“manifesto dei diritti degli animali” nel quale sono presenti molte cose a mio avviso condivisibili assieme ad altre che giudico quanto meno eccepibili. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Cominciamo dalle prime osservando che non posso non condividere il ripudio della violenza gratuita sugli animali. Ciò perché ho da sempre fatto mio il motto “Chi non vuol bene alle bestie non vuol bene neppure ai cristiani” che è ben radicato nella cultura popolare delle nostre terre. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Non vorrei tuttavia cadere in una sorta di “nazismo verde” in cui la sensibilità verso gli animali venga prima di quella verso gli umani. Da questo punto di vista esprimo perplessità circa l’affermazione del “diritto alla vita” per gli animali che si fa nel manifesto. Potrà sembrare banale ma viene anzitutto spontaneo chiedere “quali animali?”. Nello specifico mi domando infatti se chi ha sottoscritto il manifesto sarebbe del parere di garantire il diritto alla vita, e nella propria casa, a topi o scarafaggi o zanzare o formiche ovvero se sarebbe disponibile a lasciare orsi, lupi e serpenti a scorrazzare in aree frequentate dai propri bambini, in nome del fatto che, per dirla con il manifesto, “gli animali hanno un elevato livello di consapevolezza, coscienza, sensibilità e molti di loro hanno la capacità di sviluppare sentimenti”. In altri termini, mi domando se il diritto alla vita degli animali debba venire prima o dopo il diritto alla vita per gli umani, cosa che nel manifesto non viene ahimè&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;mai specificata. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Da questo punto di vista (lasciando per un attimo da parte temi eticamente cruciali come quelli dell’eutanasia e dell’aborto, non chiamati direttamente in causa nel manifesto) non si può dimenticare che nelle aree meno fortunate del mondo un numero rilevante di nostri simili deve il proprio sostentamento&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;quotidiano ai prodotti dell’allevamento brado o confinato di capre, pecore, bovini o animali da cortile. Non scordiamoci infatti che l’alimentazione del genere umano si fonda oggi sulla produzione che proviene da 1.4 miliardi di ettari di arativi e da ben 2.3 miliardi di ettari di pascoli che non sono in alcun modo sfruttabili se non con l’allevamento. Amo allora pensare che il “pastore errante per l’Asia” sia un nostro fratello e non un crudele seviziatore di animali. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Vedete, su questi temi non mi aspetto molto da questo Paese perché – questo non dobbiamo mai dimenticarlo – l’Italia è l’unica Nazione al mondo ad aver partorito e messo in pratica la bizzarra idea di abolire tramite referendum il Ministero dell’Agricoltura. Fu una cantonata surreale cui furono poi costretti a mettere una pezza i nostri politici che, non sapendo a chi affidare le competenze agricole imposteci anche dai trattati internazionali, si inventarono strutture con analoghi fini e con nomi funambolici come “Ministero per il coordinamento delle politiche agricole e forestali”. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Non possiamo tuttavia trascurare, per il pulpito da cui provengono, le parole (sempre citate nel sito di cui sopra) dell’On. Brambilla la quale dichiara: "Sono vegetariana ma non posso né voglio imporre a nessuno la mia scelta etica. Chi mangia carne deve però essere consapevole, deve sapere in quali terribili condizioni sono allevati, trasportati ed uccisi gli animali di cui si nutre. E deve conoscere quali livelli di sofferenze ed atrocità si nascondano dietro il cibo che quotidianamente consuma". E dato che una tale dichiarazione viene da un autorevole esponente del nostro governo, non vorrei che ciò preludesse a qualche iniziativa abolizionista concreta. Su tale fronte, se non ci frenasse il senso del ridicolo, spero che almeno un freno venga dalle seguenti e più concrete considerazioni:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;1. La carne ed i prodotti lattiero caseari sono fonte di proteine di alta qualità per l’alimentazione umana ed in tal senso si rivelano fondamentali azioni di educazione alimentare che evidenzino i pregi della carne evidenziando altresì i problemi derivanti dal suo eccesso nelle diete.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;2. Nel suo complesso la specie umana ha vissuto di caccia e raccolta fino a ieri l'altro. Nello specifico le popolazioni europee discendono in gran parte (l'80% del DNA maschile e l'87% di quello femminile) dai popoli di cacciatori-raccoglitori paleolitici già presenti sul continente nel corso dell'ultima glaciazione. Da ciò discende che la caccia è volenti o nolenti un'eredità culturale e non solo un atto di ferocia gratuita, un’eredità che può trovare ancor ora giustificazione se considerata in un contesto di riduzione selettiva di popolazioni di selvatici che risultino in eccesso rispetto alla capacità portante dell’ecosistema.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;3. La domesticazione degli animali (cane in primis e poi bovini, suini, ovi-caprini, avi-cunicoli, ecc.) è stato uno degli eventi cruciali di quella rivoluzione neolitica che è alla base della nostra civiltà attuale.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;4. All’incremento nel consumo mondiale di carne fa oggi riscontro una “rivoluzione zootecnica” che mira a razionalizzare il settore tramite massicce innovazioni sia a livello di genetica (es: specie e razze con più elevata efficienza nella conversione degli alimenti in carne e latte) sia di tecniche di allevamento. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;5. La zootecnia è l’unico settore in grado di sfruttare non solo le aree marginali non utilizzabili per l’agricoltura intensiva (pascoli montani, steppe) ma anche quell’enorme mole di sottoprodotti del settore agricolo-alimentare che altrimenti non troverebbero impiego. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;6. Fra le più rilevanti voci dell’export agro-alimentare italiano vi sono due prodotti di origine zootecnica (il prosciutto crudo e il formaggio grana).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;E’ per questo insieme di elementi che è oggi necessario affrontare il tema dell’allevamento animale valutando in modo complessivo gli interessi culturali, economici ed umani che ad esso sono sottesi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;A Varsavia primo via libera per lo stop all'aborto di Marco Respinti, 06-07-2011, &lt;a href="http://www.labussolaquotidiana.it/"&gt;http://www.labussolaquotidiana.it&lt;/a&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Il primo passo verso l’auspicata svolta storica la Polonia lo ha compiuto. La sua legislazione che, seppur a certe condizioni, consente l’aborto è ora un po’ meno impenetrabile. Come peraltro ci si attendeva, venerdì 1° luglio il Sejm, la "Camera bassa" del parlamento di Varsavia, ha votato la proposta di legge d’iniziativa popolare presentata all’aula il giorno precedente che, forte di 600mila firme raccolte dalla Fundacja PRO con l’appoggio dell’associazione civica Piotr Skarga, mire alla cancellazione totale e senza eccezioni dall’ordinamento giuridico polacco dell’interruzione volontaria della gravidanza. Per sostenere la decisione dell’aula, 40 deputati di diversi partiti hanno scelto di rendere alcune testimonianze davvero commoventi, in qualche caso persino personali.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Adesso - come appunto previsto - se ne occuperanno due Commissioni parlamentari, quella che cura le Politiche sociali e familiari, e quella competente per la Salute, quindi il testo tornerà al voto della Camera, a questo seguirà il voto del Senato e infine spetterà al presidente della repubblica pronunciarsi sulla trasformazione in legge della proposta. Contro un suo eventuale veto, il parlamento potrà a quel punto ancora agire un’ultima volta indicendo una votazione d’appello che vincerà solo ottenendo la maggioranza qualificata dei due terzi dei suffragi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Ci voleva poco, dice però qualcuno, per ottenere un risultato così, comunque iniziale e ancora passibile d’invalidazione: dopo tutto - si osserva - si è trattato praticamente di un atto dovuto, tra l’altro compiuto da un’assise il 90% dei componenti la quale alla vigilia si dichiarava - nonostante tutto - cattolico. Certamente è vero, ma lo è in parte.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Anzitutto perché non è cosa da poco il solo fatto che in un Paese europeo - sia pure culturalmente e religiosamente particolare come la Polonia - scatti il semaforo verde - anche se per ora di routine - di fronte alla proposta di rivedere una legge percepita dalla mentalità (anche giuridica) corrente come "leggera" e dunque "tollerabile". In secondo luogo perché i bastoni tra le ruote qualcuno ha comunque provato a metterceli.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Il dibattito parlamentare di venerdì si è infatti svolto in due momenti successivi. Anzitutto l’aula è stata chiamata a esprimersi sulla mozione dell’Alleanza della Sinistra Democratica (SLD) di rigettare per intero la proposta senza nemmeno discuterla. Quindi, bocciata quell’iniziativa con 254 voti a favore e 151 contrari (11 sono state le astensioni), su proposta del partito Legge e Giustizia (PiS) i parlamentari hanno finalmente deciso, con 261 voti a favore e 155 contrari (e un solo astenuto), d’inviare il testo alle due suddette Commissioni, inaugurando l’iter legislativo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;In occasione del primo voto, gli antiabortisti hanno cioè dovuto trovare la forza e i numeri per superare lo sbarramento eretto dagli ex comunisti spalleggiani in maniera determinante da ben 108 deputati (la maggioranza) del partito Piattaforma Civica (PO), ossia la formazione del primo ministro Donald Tusk.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Sull’aborto, insomma, il partito di governo si è spaccato in due (69 suoi deputati, uniti a 166 del PiS e a 31 del Partito dei coltivatori presenti in aula, hanno votato contro la mozione dell’SLD di cancellare la discussione). Lo stesso premier Tusk, sovente presentato fuori dai confini polacchi come un conservatore, incarna una opzione politica decisamente laicista del tutto allinata alle posizioni polticamente corrette e liberal che l’Unione Europea osserva e promuove su temi "eticamente sensibili".&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;In una intervista del 1° giugno a Gazeta Wyborcza di Varsavia - il secondo più diffuso quotidiano polacco, di orientamento progressista - Tusk si è del resto espresso a favore della legalizzare delle unioni omosessuali, sostenendo che il suo partito particherà la tolleranza zero verso coloro che il premier polacco definisce "omofobi". Ma evidentemente - il voto sull’aborto lo dimostra - nemmeno dentro il suo partito tutti la pensano in modo uguale, segno evidente del grande e trasversale scontro politico-culturale in atto oggi nel Paese.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Bronislaw Maria Komorowski, presidente della repubblica ed ex (secondo il titolo che dal secolo XV spetta al presidente della "Camera bassa" polacca) Maresciallo del Sejm, vicepresidente del PO cui sull’aborto spetterà il verdetto finale dopo i voti di Camera e Senato, ha dichiarato di non vedere alcuna necessità di modificare la legge giacché, a suo avviso, le disposizioni attuali garantiscono con il «massimo bene politicamente possibile» la protezione della vita nascente senza peraltro costringere le persone ad atti di "eroismo". Un numero enorme di polacchi, comunque, dall’intera gerarchia cattolica del Paese alla Sezione di ostetricia e ginecologia dell’Associazione Cattolica dei Medici Polacchi, che ha inviato una lettera aperta al Sejm in occasione del voto di venerdì, la pensa in modo esattamente contrario.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Né il cartello delle Sinistre - l’SLD, l’associazione ambientalista Green 2004, il Partito delle Donne, la Federazione per le donne e la pianificazione familiare, nonché l'associazione Campagna contro l'omofobia - batte la fiacca. Per l’autunno l’SLD promette una proposta di legge per la liberalizzazione dell'aborto, previa istituzione di corsi di educazione sessuale scolastici sin dalle classi elementari nonché il rimborso agli utenti sia di contraccettivi sia di operazioni di fecondazione in vitro. E per sostenere l’azione ha allestito di fronte al parlamento una mostra fotografica. Gran testimonial è l’ex ministro della salute Marek Balicki (SLD), per il quale la condizione femminile nella Polonia di oggi è identica a quella dell'Arabia Saudita o dell'Iran.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Un importante tassello di questa delicata ma accesa partita a scacchi è infine costituito dallo scenario mediatico. L'unico quotidiano nazionale fino a poco tempo fa attestato su posizioni conservatrici, Rzeczpospolita di Varsavia, è stato acquistato dalla società Grevimedia dell'imprenditore Grzegorz Hajdorowicz il cui consiglio di amministrazione è presieduto da Kasimierz Mohol, ex vicecapo del WSI, i servizi segreti militari attivi durante il regime comunista. C’è chi pronostica un brusco mutamento di fronte, accompagnato da una valanga di licenziamenti, come del resto già successo per altre testate, per esempio Ozon, e trasmissioni televisive. Contro il laicismo massicciamente diffuso nei media - dicono a La Bussola Quotidiana fonti polacche - restano quindi oggi soltanto Radio Maryja diretta a Tórun, nel nord del Paese, da don Tadeusz Rydzyk e il settimanale Gazeta Polska - fondato nel 1993 e diretto a Varsavia da Tomasz Sakiewicz -, che però ha diffusione solo locale.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Il 9 ottobre la Polonia andrà a elezioni politiche. Per il presidente Komorowski è ovvio che i partiti facciano a gara nel mostrasti già da ora più realisti del re in un Paese dove la gente è comunque fortemente sensibile ai "princìpi non negoziabili". Komorowski lo dice con gran cinismo. Noi, senza nemmeno un’ombra di sarcasmo, speriamo abbia ragione.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Minori venduti e sfruttati, le rotte della vergogna di Danilo Quinto, 06-07-2011, &lt;a href="http://www.labussolaquotidiana.it/"&gt;http://www.labussolaquotidiana.it/&lt;/a&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Ci siamo già occupati sulla Bussola, lo scorso 9 maggio, dell’immondo commercio dei corpi dei bambini a fini sessuali. La novità in questa materia è rappresentata dal testo di una petizione, firmata da 2,3 milioni di persone, presentata nei giorni scorsi da due organizzazioni internazionali – “ECPAT International” e “The Body Shop” – al commissario europeo Cecilia Malmstrom. ECPAT International” è una rete globale composta da organizzazioni indipendenti, che operano in 75 paesi nel mondo per combattere lo sfruttamento sessuale. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;La rete “The Body Shop” opera in 64 paesi. Pur essendoci una direttiva europea che vuole prevenire il traffico di bambini, perseguire i criminali con più rigore ed efficacia, per assicurare che i bambini vittime del traffico ricevano un adeguato supporto, assistenza e protezione che riguarda la prevenzione e la lotta alla tratta degli esseri umani e la protezione delle vittime, gli Stati dell’Unione europea, tranne la Danimarca, non l’hanno ancora recepita nei loro ordinamenti. Non esistono metodi standardizzati che rivelino, all’interno dell’Unione europea, i dati sul traffico di bambini. ECPAT sostiene che “sembra chiaro che ogni anno un numero significativo di bambini siano resi vittime di tratta a scopo di sfruttamento sessuale, sfruttamento del lavoro o per altri lavori degradanti". &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Uno studio recente, condotto dal Centro internazionale per le migrazioni e lo sviluppo delle politiche, ha valutato la portata potenziale del traffico di esseri umani per scopi differenti in diversi paesi dell'UE e ha indicato che su 14 paesi che hanno raccolto dati sui minori vittime di traffico, è stato registrato un aumento del numero dei minori identificati: si è infatti passati dagli 837 bambini registrati nel 2003 ai 940 segnalati nel 2007; in Germania, Romania e Paesi Bassi, ogni anno vengono identificate circa 450 vittime della tratta; in Belgio e in Italia, ogni anno, vengono identificate tra le 100 e le 250 vittime. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Il dato più rilevante è costituito dal fatto che sebbene i dati disponibili non siano disaggregati per età, il numero delle vittime di tratta specificamente a scopo di sfruttamento sessuale in 11 paesi dell'Unione europea è aumentato di quattro volte negli ultimi anni, passando da 1.008 persone nel 2003 a 4.247 persone nel 2010. In base ad uno studio sul traffico di bambini in Europa, pubblicato nel 2008 dall'”UNICEF Innocenti Research Center”, vi sono diversi fattori che mettono alcuni gruppi di bambini europei nella posizione di maggior rischio di traffico di esseri umani. In Europa orientale, il gruppo più vulnerabile comprende ragazzi dai 13 ai 18 anni, che sono spinti a lasciare la casa sotto la falsa credenza che la vita sia migliore in un altro paese. Altri fattori importanti che contribuiscono, secondo quanto è emerso dallo studio, includono opzioni limitate per l'immigrazione legale, la povertà, la mancanza di opportunità di lavoro, problemi familiari gravi, abuso di droghe, l'abuso sessuale e violenza domestica. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;In Europa occidentale, i bambini particolarmente esposti al traffico sono minori non accompagnati (richiedenti asilo, i bambini immigrati, ecc.) Ad esempio, nel 2010, il governo irlandese ", ha riferito che alcuni bambini che sono scappati dalle cure dello Stato sono stati trovati nei bordelli, ristoranti e case private, dove possono essere state vittime di sfruttamento sessuale (United States Department of State, “Trafficking in Persons Report 2010 – Ireland”). Allo stesso modo, l'”UNICEF Innocenti Research Center” ha suggerito che i migranti e i gruppi minoritari sono resi vulnerabili dalle norme di vigilanza adottate nei confronti dei minori non accompagnati all'interno di centri di accoglienza per immigrati e in centri di assistenza residenziale, dove la qualità dell'accoglienza e della vigilanza è inferiore rispetto alla cura riservata per i cittadini. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Oltre ai minori non accompagnati, i bambini provenienti da diverse etnie (come i bambini rom) e bambini con disabilità sono particolarmente vulnerabili alla tratta in diversi paesi dell'UE. A settembre 2011, la campagna – che è stata realizzata con successo in 20 paesi in tutto il mondo - verrà presentata al Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite a Ginevra, in Svizzera.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;INCHIESTA/ Ecco cosa perdono gli italiani senza quoziente familiare di Luigi Campiglio, mercoledì 6 luglio 2011, il sussidiario.net&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Dopo la pubblicazione dell’intervista a Francesco Forte sul quoziente familiare, oggi proponiamo alcune osservazioni puntuali del Professor Luigi Campiglio, uno dei maggiori sostenitori delle politiche a favore della famiglia.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;1. Il quoziente familiare è un meccanismo fiscale con cui si realizza una situazione di equità orizzontale, cioè un’imposizione fiscale che tenga conto della differente capacità contributiva di famiglie con differente numero di componenti e figli, oltre che di particolari bisogni della famiglia. Il quoziente familiare ha come riferimento di base il reddito familiare e poiché la famiglia è la fondamentale unità decisionale di spesa, oltre che di offerta di lavoro, la politica fiscale è efficace solo se ha come riferimento il reddito familiare. In Italia un meccanismo simile è applicato per l’erogazione di molti servizi pubblici, ma non ai fini di un’equità orizzontale delle imposte dirette.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;2. In Italia il problema dell’equità orizzontale è particolarmente acuto. Nel grafico che segue si mostra la dinamica del reddito familiare prima delle imposte al variare del numero dei figli, così come da noi calcolato sulla base di uno studio sulle famiglie fiscali da parte del Ministero dell’Economia e del Dipartimento delle Finanze.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Appare evidente come il reddito medio totale delle famiglie aumenti all’aumentare del numero di figli, in particolare con il primo figlio, mentre l’aumento del reddito si appiattisce dal secondo figlio in poi: il reddito per componente diminuisce perciò all’aumentare del numero di figli e in teoria ciò dovrebbe essere compensato dal meccanismo delle detrazioni. Per il 2011, la detrazione per il coniuge a carico è di 690-720 euro per redditi fra 15.000 e 40.000 euro e diminuisce in modo rapido oltre i 40.000 euro. Per i figli la detrazione base teorica è di 800 euro per figlio: in realtà, la detrazione effettiva diminuisce all’aumentare del reddito e si dimezza, per un figlio oltre i 3 anni, con circa 40.000 euro. Infine, l’assegno al nucleo familiare per i figli diminuisce invece rapidamente, già a partire da 20.000 euro.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Nel complesso si deve concludere che con l’attuale sistema fiscale esiste un limitato sostegno ai redditi molto bassi, ma non esiste una distinta e identificabile politica familiare, in particolare a favore dei redditi medi, non troppo ricchi ma nemmeno troppo poveri. È evidente perciò l’elevata disuguaglianza economica che l’attuale sistema fiscale provoca. La situazione appare ancora più evidente e grave se consideriamo le famiglie monoreddito con coniuge: il livello di reddito è di circa 20.000 euro e non varia al variare del numero dei figli. Una situazione analoga si osserva anche nel caso delle famiglie monoreddito senza coniuge.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Come caso particolare possiamo considerare la distribuzione familiare del reddito per il Comune di Milano (dati forniti dal prof. Mario Mezzanzanica), interessante perché evidenzia il problema nell’ambito di una grande area metropolitana, con uno scenario più omogeneo sul piano economico e fiscale.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;I valori di reddito sono più elevati - rispetto alla media nazionale -, ma ciò comporta un minor livello di detrazioni e quindi una maggiore pressione fiscale sulle famiglie. Per le famiglie bireddito, il reddito lordo è maggior con un ordine di grandezza che probabilmente è proporzionato all’aumentare del numero di figli, ma anche al maggior costo delle abitazioni, mentre tuttavia nel caso delle famiglie monoreddito senza coniuge il reddito familiare non è di molto superiore a quello nazionale, specialmente quando si tenga conto del più elevato costo della vita nel capoluogo lombardo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Per le famiglie monoreddito con coniuge il sistema fiscale di detrazioni fiscali e di assegni al nucleo per i figli è drasticamente ridimensionato per i redditi medi o medio bassi. Nel caso delle famiglie moreddito senza coniuge con figli la loro condizione di sfavore fiscale appare invece più accentuata e quindi vincolate le opportunità di vita dei minori che in queste famiglie vivono. Questa grave situazione di regressività e disuguaglianza ci pare rappresenti un’indicazione prioritaria per il nuovo Sindaco di Milano.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;3. La distinzione fra famiglie bireddito e monoreddito rispecchia il grande cambiamento che si è realizzato fra il XX e il XXI secolo: nel XX secolo era ancora dominante la coincidenza fra reddito familiare e salario del singolo percettore (il maschio breadwinner), mentre alla fine del XX e nel XXI secolo il modello familiare è quello di entrambi i coniugi che lavorano. Ciò avviene sia come conseguenza della maggiore offerta di donne sul mercato del lavoro, sia del fatto che il salario familiare non è più sufficiente al mantenimento della famiglia: siamo cioè in presenza di un inadeguato aumento dei livelli salariali. La politica sindacale rischia perciò di camminare un passo indietro rispetto alla storia, quando invece dovrebbe camminare più solidamente su due gambe: quella della contrattazione d’impresa e quella di una politica familiare.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;4. L’aumento della partecipazione delle donne nel mercato del lavoro rappresenta un’onda lunga della storia, che porta in primo piano la necessità di una strutturale conciliazione dei tempi di vita e di lavoro della donna lungo la sua intera vita professionale: ma perché questa si concretizzi è necessario anche un parallelo aumento della domanda da parte delle imprese. Un’indiscriminata agevolazione a favore dell’offerta delle donne potrebbe produrre il paradossale risultato di diminuire o far mancare l’unico reddito disponibile nelle famiglie monoreddito: ma il mercato non può selezionare la sua domanda di lavoro sulla base della dimensione familiare. Ciò che conta è il reddito familiare e la conseguenza di alcune proposte in circolazione sarebbe solo quella di mantenere invariato il reddito familiare, ma costringendo entrambi a lavorare più ore per il mercato anche nel caso delle famiglie bireddito.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;5. È quindi necessaria un’organica e strutturale politica familiare e in questa direzione il modello francese ha dimostrato di funzionare in modo efficace, sia dal lato dell’imposizione fiscale, con il quoziente familiare, sia dal lato degli altri momenti della vita familiare, come quello dell’accoglimento alla nascita, del costo per la cura dei figli, per la loro istruzione, l’acquisto o l’affitto dell’abitazione, la cura di situazioni fisiche particolari. Nel modello francese l’unità di riferimento centrale è il reddito familiare, perché questa è ormai la condizione necessaria per l’efficacia di una politica fiscale e più in generale di welfare, inevitabilmente familiare e centrata sui figli, quando esistono.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;6. Non corrisponde ai fatti che il quoziente familiare diminuisce la partecipazione delle donne al mercato del lavoro: la partecipazione delle donne al mercato del lavoro è stata in tendenziale aumento sia in Francia, dove opera il quoziente familiare, sia in Italia dove invece non esiste.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;7. In Francia il quoziente familiare è semplicemente il risultato della divisione del reddito familiare per il numero delle parti (componenti): il genitore solo o la coppia valgono 2, il 1° e il 2° figlio valgono 0,5 parti, il 3° vale 1, il 4° e i seguenti valgono 0,5. L’aliquota e l’imposta vengono calcolate sulla base del risultato di questa divisione, cioè del reddito diviso la somma delle parti: l’imposta (progressiva) sulla parte viene poi nuovamente moltiplicata per il numero delle parti per ottenere l’imposta totale della famiglia.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;8. Non corrisponde alla realtà che il quoziente familiare favorisce i redditi elevati, per il semplice motivo che il beneficio fiscale viene annualmente plafonato. Supponiamo che nel 2011, in Francia, una coppia sposata con un figlio (2,5 parti) abbia un reddito imponibile pari a X e un’imposta, calcolata sulla base del quoziente, pari a Y. Supponiamo che senza tener conto del figlio l’imposta sarebbe di Z. La differenza d’imposta è pari alla differenza Z-Y, ma il beneficio d’imposta dovuto al quoziente in Francia per il 2011 è plafonato a 2.336 euro e di conseguenza l’imposta finale sarà uguale a (Z-2.336), invece che Y.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;9. Il quoziente familiare rappresenta un meccanismo fiscale semplice e intuitivo, difeso dall’intera società francese, indipendentemente dalle convinzioni politiche, e nessun politico correrebbe il rischio di perdere le elezioni tentando di abolirlo. Chi ci ha provato ha dovuto rapidamente ricredersi e tornare sui propri passi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;10. Il quoziente familiare ha il fondamentale vantaggio di essere automatico, senza dipendere dalla discrezionalità politica: l’automatismo del meccanismo di equità orizzontale deriva dal semplice fatto di dividere il reddito familiare disponibile. Il quoziente protegge perciò, almeno parzialmente, le famiglie dal drenaggio fiscale.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;11. La famiglia italiana è invece ostaggio della discrezionalità politica: un esempio eclatante è il limite di reddito considerato per essere considerato familiare a carico, fermo a 2.841 euro dal 1995, con ciò alimentando il lavoro nero e precario dei giovani che ancora vivono in famiglia. La politica non dà ma prende alla famiglia, come è avvenuto con la manovra sulle aliquote Inps nel 1996 per finanziare la riforma delle pensioni, per un importo, prelevato dalla gestione degli assegni familiari, degli asili e della Gescal, pari a 8,5 miliardi all’anno (a prezzi 2008)&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;12. La politica per la famiglia deve essere stabile nel tempo in quanto risponde alla condivisione di lungo periodo di un medesimo bene comune. Occorre quindi essere pragmatici e non ideologici, perché non si può continuare a pensare che il quoziente familiare sia di “destra” e gli assegni familiari di “sinistra”: sono necessari entrambi. È fondamentale che ogni innovazione sia stabile, duri almeno vent’anni.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;13. La disuguaglianza d’imposta attualmente esistente fra famiglie con figli e senza figli, famiglie monoreddito o bireddito, è all’origine di un’accentuazione delle disuguaglianze sociali, con ripercussione pervasive sul tenore di vita delle famiglie e dei figli, in particolare quelle monoreddito. A ciò si deve aggiungere come la mancanza di un welfare a favore della famiglia accentui e aggravi il grave fenomeno della precarietà giovanile e pregiudichi le prospettive di crescita e sviluppo del Paese.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;© Riproduzione riservata.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;BIOLOGIA/ Quando i chimici suonano le variazioni sul tema “vita” di Paolo Tortora, mercoledì 6 luglio 2011, il sussidiario.net&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Un gruppo di ricerca internazionale (composto da americani, francesi, belgi e tedeschi) è riuscito a modificare un batterio comunemente usato nella sperimentazione di laboratorio, in modo da ottenere, a seguito di un processo di selezione complesso e stringente, una variante del medesimo che “preferisce” il clorouracile alla timina e lo incorpora nel DNA. Ne hanno parlato in uno degli ultimi numeri della storica rivista di chimica Angewandte Chemie International Edition.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Come è ormai noto anche ai non esperti, il DNA contiene l’informazione genetica codificata da un “alfabeto” di quattro lettere, per l’appunto le quattro basi adenina, guanina, citosina e timina. Dunque, nel DNA di questo “nuovo” microorganismo, in ogni posizione in cui nella sequenza naturale era prevista la timina, si trova un clorouracile. In realtà, il clorouracile è strutturalmente molto simile alla timina, dalla quale si differenzia per contenere un atomo di cloro in una posizione della molecola dove la timina presenta un piccolo gruppo funzionale detto metile.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Proprio per questa notevole somiglianza chimica il clorouracile è potentemente tossico per tutti gli organismi, uomo compreso, in quanto viene incorporato nel DNA al posto della timina, ma a seguito di ciò causa rotture dei filamenti del DNA medesimo, che hanno conseguenze potenzialmente letali. Paradossalmente, il microorganismo è invece strettamente dipendente dalla disponibilità di clorouracile, in quanto può utilizzare questo, ma non la timina per la sintesi del DNA.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Quali sono le implicazioni di questa scoperta? In qualche senso questo team di scienziati ha inventato un nuovo organismo nel quale le regole base della chimica differiscono da quelle di tutti gli altri per un aspetto essenziale (per l’appunto la natura dei componenti del DNA). Ciò ha implicazioni anche in relazione alle nostre possibili previsioni circa la natura degli esseri viventi al di fuori del nostro pianeta (se ne esistono).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Una domanda che da sempre ci si pone è se questi possano basarsi su una chimica poco o tanto diversa dalla nostra. Il responso che questo esperimento ci dà è che effettivamente sono possibili soluzioni diverse rispetto a quelle che riscontriamo negli organismi terrestri.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;La domanda che segue è: ma quanto diverse? L’esperimento in questione ha prodotto in realtà non più che una “variazione sul tema”, che non modifica nell’essenza il quadro generale delle leggi chimico-biologiche che governano gli organismi terrestri. E in verità questa non è una novità assoluta, in quanto è nota l’esistenza di microorganismi che utilizzano un codice genetico leggermente diverso da quello universale, sebbene questo sia una delle caratteristiche più basilari e condivise degli organismi sul nostro pianeta.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;L’altro aspetto di interesse riguarda il possibile sviluppo di Ogm che possano restare rigorosamente confinati in un ambiente predefinito. Un organismo che dipendesse in modo stringente da un composto che non esiste in natura, ma che gli viene rifornito dall’uomo, non potrebbe proliferare senza il rifornimento del medesimo e quindi non potrebbe invadere l’ecosistema circostante.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;In realtà, il microorganismo ottenuto nella sperimentazione citata non potrà mai fungere da fonte nutrizionale, in quanto, come già accennato, il clorouracile è velenoso per gli altri esseri viventi. Tuttavia il risultato di questa sperimentazione pone le basi teoriche per la produzione di altri organismi, interessanti in una prospettiva nutrizionale, ma che dipendano dal rifornimento di composti non velenosi per l’uomo e al contempo non riscontrati in natura.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;© Riproduzione riservata.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;J’ACCUSE/ L'Europa "aiuta" a uccidere i figli indesiderati di Luca Volontè, mercoledì 6 luglio 2011, il sussidiario.net&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;C’è voluto tempo per avviare una discussione su uno dei temi più caldi in Europa e nell’Occidente: l’aborto. E solo qualche settimana fa ben due documenti ufficiali delle Nazioni Unite hanno voluto ribadire la propria “ossessione favorevole” sul drammatico tema. Eppure nessuno nega che il primo diritto umano, in ogni dichiarazione universale o in ogni convenzione internazionale, rimanga il diritto alla vita. Troppo spesso negli ultimi decenni è stato dato per scontato questo diritto generativo di altri diritti fondamentali, è stato considerato talmente ovvio da evitare ogni discussione puntuale sulla vita del concepito e si è passati così direttamente al diritto della donna ad abortire.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Un altro punto di vista sull’aborto è approdato alla discussione del Consiglio d’Europa; abbiamo deciso di partire da una comune ingiustizia e tragedia: la selezione sessuale (eugenetica) tramite l’aborto. Il 10 maggio del 2010 ho firmato con altri 21 colleghi una Mozione per Risoluzione e Raccomandazione e nell’ottobre prossimo si discuteranno nella Pleanaria di Strasburgo sia il Rapporto, sia le Risoluzioni (impegni per i Parlamenti nazionali) che le Raccomandazioni (impegni che si chiedono ai Governi dei 47 Paesi Membri).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;L’iniziativa che ho proposto ai colleghi nasceva dall’analoga decisione all’unanimità che l’intero Parlamento italiano aveva approvato, chiedendo al Governo di intervenire in sede Onu per vietare la selezione sessuale abortiva. Sono noti i drammatici esiti e le conseguenze devastanti che si produrranno in Cina e in India per questa pratica tremenda che aggiunge alla tragedia della morte di un bimbo anche la perfidia dell’eugenetica.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Come mai ci è voluto tanto tempo? Nell’ottobre scorso, alla prima sessione Plenaria dopo la consegna della Mozione, la Commissione pari opportunità ha indicato un Relatore (Mrs. Doris Stump dei Socialisti Svizzeri) la quale ha preparato una prima bozza, discusso nella stessa commissione e infine approvato l’intero impianto del Rapporto, comprensivo di Risoluzioni e Raccomandazioni. L’Aula di Strasburgo quindi la discuterà e approverà nella Sessione dell’ottobre prossimo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Nell’attuale proposta di Risoluzione, da un lato si mette in evidenza l’ampia possibilità di analisi e “determinazione prenatale” che le nuove tecniche posso mettere a disposizione dei genitori, ma anche la nuova e terribile propensione a un nuovo “trend globale degli aborti selettivi”. Una tendenza che sposta la preferenza a favore dei maschi è “presente anche in alcuni Paesi europei”. Considerando le possibili conseguenze di questa “discriminazione sessuale”, il documento afferma che questo “squilibrio di genere costituisce una grave minaccia per la sicurezza globale. La selezione pre-natale, l’uccisione di femmine porterà nel prossimo futuro a un ulteriore calo radicale dei tassi di natalità, che potrebbe pericolosamente compromettere la sostenibilità di intere economie nazionali”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;La Risoluzione cita anche le conseguenze negative di un futuro maschilista di popolazioni dove gli uomini non sono in grado di trovare moglie e una famiglia. La Raccomandazione chiede che l’uso di diagnosi prenatale debba essere strettamente limitato “per identificare le condizioni mediche e le malattie che possono essere trattate durante la gravidanza” e “non per il sesso e la pratica degli aborti selettivi”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Un riconoscimento di questa tendenza emergente si trova anche nel fatto che cinque agenzie delle Nazioni Unite si sono unite per rilasciare nel giugno scorso una dichiarazione interdipartimentale su “Prevenire la selezione del sesso”. La dichiarazione, sulla base di un ampio rapporto, fa richiesta di “rinnovare gli sforzi concertati [...] per affrontare la discriminazione di genere profondamente radicati contro donne e ragazze che si trova al centro della selezione del sesso”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Questo fenomeno non è limitato al sud del mondo, all’Asia orientale e centrale. In Svezia, ad esempio, gli aborti selettivi non sono illegali. Secondo una sentenza del Consiglio nazionale svedese della sanità, le donne possono abortire in base al sesso del bambino. Ciò ha portato alcune donne nella vicina Norvegia, dove gli aborti selettivi sono illegali, a viaggiare in Svezia per abortire i figli indesiderati.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Questa è l’ennesima dimostrazione di come la crisi culturale porta a quella demografico-sociale e infine a quella economica. A ottobre ci sarà un dibattito importante su un tema cruciale e urgente. Un primo passo per tornare, nell’interesse di tutti, a riflettere su quel diritto umano sorgente: la vita.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;© Riproduzione riservata.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;ELLAONE ABORTIVA, UN’ALTRA CONFERMA DALLA LETTERATURA SCIENTIFICA - 5 luglio 2011 da &lt;a href="http://www.blogscienzaevita.org/"&gt;http://www.blogscienzaevita.org&lt;/a&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;A conferma delle argomentazioni sviluppate da Lucio Romano nell’articolo riportato nell’inserto èVita di Avvenire del 30 giugno 2011 (http://www.scienzaevita.org/rassegne/6509d03a74e24f73b8fc0891eb21c737.pdf)&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;riguardanti il possibile effetto contragestativo -&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;e non semplicemente contraccettivo – della cosiddetta “pillola dei&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;5 giorni dopo”, è da sottolineare anche la descrizione del meccanismo d’azione fatta dall’autorevolissima rivista scientifica “The Medical Letter” (n° 4/2011).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Ancora una volta in letteratura si afferma la possibilità di modificazioni endometriali e conseguente interferenza con l’impianto del concepito.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Questo aspetto pone dei problemi etici che non devono essere facilmente liquidati e anche l’obiezione di coscienza per la mia categoria professionale (farmacisti) è chiamata in causa.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Cristiana Bodria, Consigliere nazionale Unione Cattolica Farmacisti Italiani&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;GRAN BRETAGNA/ La lotteria dei bambini – Redazione, mercoledì 6 luglio 2011, il sussidiario.net&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Si chiama IVF Lottery. Vi possono partecipare omosessuali, single anziani. E' la nuova lotteria made in UK ed è stata pensata da un'associazione inglese che aiuta genitori con problemi di fertilità, la "To hatch". L'idea alla base è quella di spronare e agevolare le coppie che non riescono ad avere figli. Comprando un biglietto da venti sterline l'uno, disponibile online o nelle edicole, le newsagent, si parteciperà a una estrazione con cadenza mensile che potrebbe diventare anche quindicinale. Se il tuo biglietto fa jackpot, vincerai il primo premio che non è un montepremi in denaro ma dà diritto&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;a un pacchetto (del valore complessivo di 25mila sterline) comprendente un soggiorno in hotel di lusso, cure per la fertilità presso clinica specializzata e convenzionata con l'associazione To Hatch, autista per il percorso dall'albergo al centro medico. L'associazione si era rivolta alla Gambling Commission di Londra e ha ottenuto il permesso di vendere i biglietti per la nuova lotteria. Una volta che si è saputo della "lotteria della fertilità", sono cominciate le discussioni e i pareri contrari. Secondo l'associazione promotrice, è un buon modo per incentivare i trattamenti corretti per la fertilità anche perché i tagli fatti dal governo inglese sulla sanità pubblica è diventato oltremodo difficile ricorrere a questi trattamenti e la gente, che se lo può permettere, deve ricorrere alle cure private. Chi è contrario parla di offesa etica: trasformare una cosa importante come paternità e maternità in una lotteria. Non solo: così facendo si aumentano le illusioni e le false speranze. Intanto il 30 luglio ci sarà la prima estrazione. Dall'altra parte del mondo, precisamente in India, si ricorre allo stesso sistema, la lotteria, ma con scopi decisamente opposti. Essendo un paese con il problema cronico della crescita della popolazione (si stima che per il 2030 l'India diventerà il paese più popolato del mondo, superando anche la Cina che oggi ha 1.336.920.0000 di abitanti) si è deciso di ricorrere alla lotteria della sterilità. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Per adesso è una iniziativa relegata a uno solo Stato, il Rajasthan, che non pago di aver dato via a un programma governativo di sterilità - sterilizzare nei prossimi tre mesi 6000 persone - ha inaugurato una lotteria che mette in palio motorini, automobili ed elettrodomestici. Chi vince verrà sterilizzato e otterrà un bel regalo. Obbiettivo: ridurre il numero medio di figli per donna che attualmente è di 2, 588 pro capite.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;© Riproduzione riservata.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Bello è ciò che piace anche agli eschimesi di Tommaso Scandroglio, 07-07-2011, &lt;a href="http://www.labussolaquotidiana.it/"&gt;http://www.labussolaquotidiana.it&lt;/a&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Il 5 luglio si è svolta in Vaticano l’inaugurazione della mostra ''Lo splendore della verità, la bellezza della carità”, omaggio di 60 artisti - tra pittori, scultori, musicisti, cineasti, fotografi -&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;a Benedetto XVI per il 60° di sacerdozio. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;In questa occasione il Pontefice ha rivolto agli artisti presenti un discorso centrato sul rapporto tra bellezza, verità e carità. Ne estrapoliamo un passaggio: “Cari amici vorrei rinnovare a voi e a tutti gli artisti un amichevole e appassionato appello: non scindete mai la creatività artistica dalla verità e dalla carità, non cercate mai la bellezza lontano dalla verità e dalla carità, ma con la ricchezza della vostra genialità, del vostro slancio creativo, siate sempre, con coraggio, cercatori della verità e testimoni della carità; fate risplendere la verità nelle vostre opere e fate in modo che la loro bellezza susciti nello sguardo e nel cuore di chi le ammira il desiderio e il bisogno di rendere bella e vera l'esistenza, ogni esistenza, arricchendola di quel tesoro che non viene mai meno, che fa della vita un capolavoro e di ogni uomo uno straordinario artista: la carità, l'amore''.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Le parole del Santo Padre sono sempre impegnative per l’ascoltatore, ma in questo caso forse lo sono ancora di più. In un contesto artistico dove si assegna la patente di capolavori a tele tagliate (Fontana), ad escrementi in scatola (Manzoni), a quadrati neri (Malevich), mettere a tema verità e carità ha del rivoluzionario. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Ma cosa significa, come indica il Santo Padre, che non si deve scindere la bellezza dalla verità? Per non farla troppo difficile potremmo dire che laddove c’è il bene c’è la verità. La nostra natura umana, tutto il nostro io tende al bene, e quando ne partecipa nasce la felicità, l’appagamento. In poche parole quando compiamo una buona azione stiamo bene con noi stessi, siamo in genere soddisfatti di ciò che abbiamo fatto. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Ora – come avrebbe detto un ex magistrato – che c’azzecca tutto questo con la bellezza? C'entra assai, perché guarda caso quando guardiamo un tramonto al mare, le vette dei monti, un lago alpino anche in quel caso nasce nel nostro intimo un senso di appagamento, di soddisfazione, di serenità. Allora sia quando facciamo qualcosa di buono, sia quando vediamo, sentiamo qualcosa di bello, l’esito è più meno lo stesso: una certa dose di felicità. E dunque tra bene e bello c’è una parentela stretta. Anzi, anche il bene può essere percepito come bello. Se qualcuno ci racconta un atto eroico, oppure un’azione meritoria assai virtuosa, un gesto di generosità noi d’istinto diciamo “Che bello!”. Ed infatti gli spagnoli dicono “Qué bueno!” per dire “Che bello”. Insomma il bello è il nome del bene, della verità quando viene vissuta, percepita. Non ci può essere bellezza disgiunta dal bene: la bellezza è l’estetica del bene, potremmo concludere.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;L’obiezione però è dietro l’angolo: il bello è soggettivo, quindi non ha molto senso legare la verità, che dovrebbe essere un qualcosa di oggettivo, al bello che è relativo alla persona. Il discorso meriterebbe ben altro spazio, ma potremmo rispondere a questa obiezione nel seguente modo: esiste un bello oggettivo e universale che poi fiorisce in modo differente a seconda dei costumi, del tempo, delle sensibilità personali, del grado di istruzione del singolo, etc. Insomma c’è una radice comune del bello. La prova? E’ semplice: basta chiederlo agli eschimesi. Senza perderci troppo per le sconfinate praterie della filosofia estetica, possiamo riportare due esperimenti sociologici che Giacomo Samek Lodovici nel suo “Il ritorno delle virtù” cita e che sono pertinenti al nostro discorso. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;In un caso il ricercatore Jean Briggs ha fatto ascoltare Verdi e Puccini agli eschimesi uktu. Ora dovrebbe essere evidente che le musiche di questi due autori nulla dovrebbero aver in comune con la cultura eschimese. Infatti cosa c’è di più lontano dal background culturale di un pescatore che vive tra i ghiacci dall’altra parte del mondo, del Trovatore di Verdi, opera scritta nell’Ottocento da un italiano nato in quel di Roncole? Eppure questo pescatore confidò al ricercatore che quel melodramma era “una musica che fa venir voglia di piangere”. Anche il grande violinista Uto Ughi qualche tempo fa andò in Amazzonia e fece ascoltare con il registratore un concerto per violino e orchestra alle popolazioni indigene che a malapena sapevano chi fosse l’uomo bianco. Pure in quel caso l’ascolto generò stupore e ammirazione. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Ma anche noi a volte siamo eschimesi. A parti rovesciate persino noi occidentali post-moderni ci commoviamo per opere scritte centinaia se non migliaia di anni or sono, da autori assai distanti dalla nostra sensibilità. Ecco infatti il secondo esperimento sociologico. La filosofa Martha Nussbaum racconta che “l’Iliade di Omero è stata usata con successo nel trattamento dei veterani della guerra del Vietnam che soffrivano di trauma da combattimento perché le sue storie di violenza e paura sono riconoscibili al di là delle differenze culturali”. Ve lo vedete un truce marine pluritatuato che invece di impugnare il suo fucile prende in mano l’Iliade e se la legge? Eppure è successo e i risultati ci sono stati. Anche il turpe mostro del film “Frankenstein Junior” d’altronde si commuoveva per le melodie del violino suonato dal suo padrone.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;La morale è semplice: siamo fatti tutti allo stesso modo, cioè tutti noi abbiamo la stessa identica natura umana, che tende al bene e al bello. I capolavori sono tali se conservano in sé un alto grado di bellezza oggettiva – di verità direbbe Benedetto XVI – capace di mettere in vibrazione le corde naturali del nostro cuore. Quel cuore che è stato creato in modo identico in tutti noi. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;E purtroppo siamo dovuti andare fino al Polo Nord per capirlo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Dall'eugenetica di fine Ottocento al cosiddetto aborto terapeutico - Concepire l'handicap - Pubblichiamo stralci di uno dei saggi contenuti nel volume "Bioetica come storia", a cura di Lucetta Scaraffia (Torino, Lindau, 2011, 245 pagine, 23 euro), di GIULIA GALEOTTI &lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;(©L'Osservatore Romano 7 luglio 2011)&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;"Lei ha fatto diagnosi prenatali durante le sue gravidanze?" chiedeva nel 2008 Emanuela Zuccalà all'allora 39enne scrittrice Silvia Ballestra. "Certo", rispondeva con fierezza lei (madre di due bambini), "la prima amniocentesi l'ho fatta a 29 anni, pagando: non mi sarei presa la responsabilità di mettere al mondo un figlio malato". Orgogliosa della responsabilità che tale scelta dimostrerebbe, la Ballestra ha aggiunto che i bambini malati sono "quelli che avrebbero potuto non nascere con una diagnosi prenatale, quelli attorno ai quali ruotano dolore e mancanza di assistenza". Al di là di posizioni giuridiche, politiche o etiche, infatti, la mentalità oggi diffusa ritiene che l'amniocentesi (al pari di altre indagini prenatali) costituisca un comportamento responsabile. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;È la riprova di come l'eugenetica rappresenti una realtà che i più leggono come conquista medica e sociale. Su basi nuove, negli ultimi decenni siamo infatti tornati a un'ideologia eugenista di radici ottocentesche, strettamente intrecciata alle nuove acquisizioni tecnico-scientifiche. In nome del progresso e della salute, si interviene sul genere umano. Solo una minoranza trasversale ritiene invece che si tratti di una manipolazione, nella convinzione che l'eugenetica contemporanea costituisca un pericolo. Lungo questa via, infatti, è la nozione stessa di normalità ad essere travolta, essendo una delle più lineari conseguenze di tale approccio la marginalizzazione e la negazione di ogni forma di fragilità e imperfezione. È sotto gli occhi di qualsiasi osservatore, anche del più distratto, il tentativo moderno di escludere la disabilità. Nulla di nuovo, evidentemente: la divisione del genere umano tra persone di serie A (con diritto di nascere e di vivere) e persone di serie B (che di tali diritti sarebbero prive), è un discorso già sentito in età contemporanea.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;La situazione attuale, però, si caratterizza per un ulteriore aspetto che parrebbe andare in tutt'altra direzione. La maggior parte dei Paesi occidentali, infatti, presenta legislazioni che tutelano e sostengono la disabilità con modalità prima sconosciute. Accettati e aiutati come mai è avvenuto nella sfera pubblica a livello normativo, i disabili vengono però variamente rifiutati in quella privata. Consapevoli di tale complessa contraddittorietà, riteniamo che il modo di intendere i portatori di handicap costituisca un nodo centrale della nostra cultura. Uno scoglio contro cui rischia di infrangersi l'idea stessa di essere umano. Dietro questa contraddittoria dualità verso i disabili, vi è una storia lunga e complessa. Basti pensare che la scelta di rifiutare i figli malati con l'aborto è stato il primo obiettivo dei movimenti nati a fine Ottocento. La radice di tali movimenti neo-malthusiani, infatti, non fu la realizzazione della libertà di scelta individuale, ma piuttosto l'utopia eugenetica, e cioè il progetto di liberare il mondo dal fardello degli inadatti, degli unfit.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Nel percorso vissuto dalla disabilità mentale in età contemporanea, esistono orientamenti lungo i quali la vicenda si è articolata in termini politici, sociali e scientifici. La disabilità mentale è stata, infatti, prima esclusa, poi perseguitata, quindi subita, successivamente accettata, mentre oggi, per lo più, si fa di tutto per cancellarla. Ovviamente, come di solito avviene nei processi storici, la scansione non è sempre rigida, né sempre cronologicamente consequenziale. Così, giacché gli atteggiamenti verso l'handicap mentale si sono spesso sovrapposti tra loro, forse è opportuno parlare di approcci, più che di tappe. Al di là delle differenze, v'è stato un tratto che ha accomunato questi cinque approcci: la separazione. Seppure attraverso modalità alquanto diverse (riconducibili a mutamenti medici, politici e culturali), il denominatore comune è che chi è mentalmente differente dal modello che è considerato normale, non appartiene al nostro mondo. A guardar bene, infatti, risulta evidente il filo rosso che lega la scelta delle famiglie che vendevano i figli come fenomeni da baraccone e quella di rinchiudere in istituto le persone incapaci di provvedere a se stesse, la sterilizzazione forzata di unfit e enfeebles, la decisione di tanti personaggi celebri di nascondere la disabilità presente nelle loro famiglie e, infine, la "separazione" più netta, l'aborto terapeutico.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Per ripercorrere storicamente la vicenda, occorre partire dalla seconda metà dell'Ottocento quando, in Europa e negli Stati Uniti, si diffonde la nuova "scienza che si occupa di tutti i fattori che migliorano le proprietà innate di una razza e che le porta a svilupparsi per il maggiore beneficio della collettività". È questa la definizione di eugenetica che Francis Galton vergò nel suo Inquiries into the Human Faculty and Its Development (1883). Se anche provvedimenti a scopo eugenetico in senso lato esistevano sin dall'antichità, è ai suoi studi che si fa risalire l'autonoma rilevanza scientifica della disciplina. L'interesse per la "scienza del miglioramento della razza" si diffonde con rapidità grazie alla fortuna del paradigma scientifico darwiniano che con la sua teoria dell'evoluzione della specie fornisce un'importante chiave di lettura anche della realtà sociale. Se pure avrà grande applicazione negli Stati Uniti, il successo dell'eugenetica riguarda soprattutto l'Europa, il continente che tenta di tradurre la propria presunta superiorità politica, culturale e tecnologica in superiorità genetica: il peccato originale che troverà la sua espressione parossistica nel nazismo. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Il successo dell'eugenetica deriva in gran parte dal suo essere riuscita a catalizzare voci di diversa provenienza politica e culturale, calandosi perfettamente nelle istanze del tempo. Migliorare la specie risulta tema caro al conservatore (che vuole preservare il meglio del passato, la specificità di una razza o la peculiarità di una classe), ma anche all'attivista che si batte per una sessualità consapevole, nonché al fautore di politiche socio-assistenziali e sanitarie, in particolare a tutela delle classi lavoratrici. Ciò spiega il prevalere dei tratti apparentemente positivi dell'eugenetica. Questa scienza infatti, accanto alla valenza negativa per cui diventerà poi tristemente famosa, tenta di presentare un volto positivo, con una forte connotazione riformista, volta a migliorare lo status di tutti. Che ciò avvenga limitando e forzando la libertà del singolo non è affatto sentito come disvalore nella misura in cui lo si indica necessario per il (sempre vago) bene comune. In questo senso, la buona stirpe risulta particolarmente ambigua perché si presenta con una faccia positiva, teorizzando il miglioramento delle generazioni future. Al suo apparire l'eugenetica risulta una proposta al passo con i tempi (capace di dare concreta realizzazione a una scienza in costante progresso e orientata a favorire la qualità della vita): è un lato che continua a risultare vincente ancora oggi. Dalla Gran Bretagna l'eugenetica si diffonde articolandosi variamente nelle differenti realtà culturali e sociali. Con l'eccezione inglese, essa si traduce in molti casi in dure disposizioni normative (in Europa, Nord America e Giappone), dando luogo a una serie di aberrazioni, come dimostra la vicenda della svedese Maria Nordin, di famiglia povera e analfabeta. Qualificata come cieca, la bimba fu rinchiusa in riformatorio e a 18 anni, per poterlo lasciare, acconsentì alla sterilizzazione. Assunta da un proprietario terriero, Maria andò da un oculista che le diagnosticò una miopia fortissima. Ottenuti gli occhiali, imparò a leggere e scrivere, studiò e resse la contabilità della fattoria. Oggi scrive articoli. Maria ha rivolto al ministro svedese della sanità una domanda: "mi avete tolto il diritto ad avere bambini solo perché non avevo i soldi per andare dall'oculista?". &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;La diffusione e la tenuta nel tempo delle normative duramente eugeniste (la legge svedese del 1934, ad esempio, verrà abrogata solo nel 1976), spiegano perché all'indomani della seconda guerra mondiale i tribunali alleati rinunciarono a classificare la sterilizzazione forzata come crimine contro l'umanità. È la riprova evidente di una visione pervasiva e profondamente interiorizzata, al di là delle formali petizioni di principio, capace di assumere costantemente forme nuove ammantate di progresso e tutela del bene comune. Accanto alla predominanza di atteggiamenti di esclusione e persecuzione nei confronti dei disabili mentali, è però storicamente ravvisabile anche la tendenza a una sorta di accettazione passiva: non potendoli più e sempre sopprimere o rendere geneticamente inermi, ci si è orientati verso la loro segregazione. In realtà, la prassi si avviò con finalità costruttive. Fu in particolare all'inizio dell'Ottocento che gruppi caritatevoli iniziarono a fondare istituzioni destinate ai bimbi disabili con il duplice fine di accoglierli e istruirli. Questi istituti, però, finirono per innescare una spirale perversa. Sebbene infatti quanti li fondarono e gestirono continuassero a sostenere che la frequentazione per bambini e adolescenti andasse limitata al tempo necessario per imparare a leggere e scrivere (e, possibilmente, essere avviati a un lavoro), molti genitori si rifiutarono di riprenderseli poi in casa. Il risultato fu che la segregazione divenne la norma, e gli istituti si trasformarono nel modo di concentrare i portatori di handicap tutti insieme rendendoli invisibili e inermi. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Da subito emerse anche l'aspetto economico del problema: lungo tutta l'età contemporanea, infatti, l'atteggiamento verso la disabilità è stato pesantemente caratterizzato dall'incubo dei costi. Aiutare il disabile fu sempre presentato (al di là dei contesti politici e culturali) come una scelta che avrebbe finito per impoverire la collettività, destinando agli improduttivi somme che andavano invece investite in interventi ritenuti più utili e necessari. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Un cambiamento radicale si ebbe quando si passò dal modello educativo al modello medico, che considerava il ritardo mentale in termini meramente patologici e degenerativi. In questo nuovo atteggiamento, si registrano due fasi. Inizialmente, la medicina si occupò di disabilità mentale considerandola in termini meramente ereditari, mentre poi tentò di soffermarsi maggiormente sull'aspetto della cura. In realtà, però, gli approcci mutarono meno di quanto non parrebbe. Considerando la disabilità mentale una condizione ereditaria prima ed un fenomeno da curare ed estirpare con i moderni ritrovati scientifici poi, l'atteggiamento rimase comunque quello di cercare di eliminarla come problema sociale, giudicandola una realtà capace di indebolire e danneggiare la società nel suo complesso.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Un mutamento sostanziale si ebbe solo intorno agli anni Sessanta del Novecento, quando (con non poca fatica) la disabilità trovò spazio nell'ambito dei movimenti per la tutela dei diritti civili. In tale fase, gli Stati Uniti divennero nuovamente il motore propellente per importanti cambiamenti che, poi, si produssero anche in Europa. Se fino ad allora il paradigma dominante era stato espresso in termini di salute e costi economici, ora invece si iniziò a guardare ai disabili da un'ottica diversa, in termini di barriere architettoniche, istituzionali e politiche, ostacoli che, variamente, impedivano loro una vera integrazione. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Se oggi i disabili iniziano a essere pubblicamente visibili per strada, in televisione, al cinema e nei romanzi, è però indubbio che siamo ancora ben lontani da una reale accettazione. Anzi, per certi versi l'attualità testimonia una pericolosa inversione di marcia. Un fenomeno crescente è, innanzitutto, quello delle violenze. Sia pure marginalmente, le cronache raccontano pressoché quotidianamente delle violenze sessuali di cui sono oggetto bambine e giovani disabili, di aggressioni e marginalizzazioni di cui sono vittime molti dei quattro milioni di disabili che vivono in Italia. Nulla di sorprendente, purtroppo: società che, oggi come ieri, affidano alla buona volontà di alcuni e alla tenacia di altri un aspetto così importante della vita comunitaria, rivelano il disprezzo per chi, invece, necessiterebbe di una cura particolare. Del resto, le nuove frontiere della natalità, a livello medico, psicologico ed etico, tentano in vario modo di evitare la nascita di questi bambini, attraverso la trasposizione moderna della Rupe Tarpea. A ben vedere, il rifiuto della disabilità si articola in una vasta gamma di forme. Ad esempio, studi scientifici in diversi Paesi occidentali dimostrano che l'atteggiamento dinnanzi alla cura dei prematuri cambia radicalmente se viene presa in considerazione la futura presenza di handicap. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Il rifiuto è presente quando il figlio è già nato. Basti pensare alla triste e pericolosa moda della chirurgia estetica: i genitori vi sottopongono i figli onde non renderli fisicamente percepibili come disabili. La netta chiusura è quindi presente a gravidanza avviata, nella scelta dell'aborto terapeutico, formula che (mai ci stancheremo di ripetere) è un'autentica ipocrisia. Collegato, v'è il rifiuto della disabilità che emerge dalla diffusa ossessione per i test in gravidanza. Sia chiaro: non contestiamo la diagnosi prenatale in sé (ricorrervi può essere molto importante laddove si perseguano reali finalità prognostiche e terapeutiche, come gli interventi in utero per curare la spina bifida). Il problema è l'uso che viene fatto di tali indagini, l'esplicita deriva che hanno assunto: vi si ricorre non per curare il problema, ma per eliminarlo. Le voci dissenzienti sono messe a tacere. Basti ricordare la piccolissima eco che nel 2007 ebbe in Italia la denuncia di Didier Sicard: su Le Monde scrisse che nel suo Paese la diagnosi prenatale generalizzata si era trasformata in strumento eugenetico. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Stiamo infatti assistendo al sorgere di un nuovo atteggiamento sociale: in Occidente la diagnosi prima della nascita è un obbligo morale a cui non è lecito sottrarsi. Si è così determinato un nuovo giudizio di colpevolezza nei confronti dei genitori dei bimbi disabili, la cui imperdonabile colpa è di aver fatto nascere un figlio "sbagliato" quando esami, test e analisi avrebbero potuto illuminarli. È in nome di questo, ad esempio, che in Francia figli "imperfetti" hanno trascinato in giudizio madri e medici per averli "lasciati" nascere. È dunque alla scienza che affidiamo l'autorità di decidere chi abbia il diritto di nascere, e chi no. Un aspetto correlato è quello della ripercussione che tutto ciò può avere sulla figura del genitore: permettergli di decidere quale figlio far nascere non è in stridente contrapposizione con l'idea di base della genitorialità, e cioè quella dell'amore incondizionato? Cosa ci si aspetta da un figlio che è stato voluto secondo le proprie intenzioni? &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Se tramite la fecondazione in vitro un figlio può essere scelto e i suoi caratteri possono essere determinati, non pochi arrivano a ritenere che il genitore non ha il diritto di imporre al nato una disabilità o una tara. Ancora una volta nella storia, l'utopia si presenta ammantata da buone intenzioni, da compassione per le sofferenze umane. Si è messo in moto un movimento di sfiducia verso la vita, quello della ricerca del rischio zero, essendo il figlio un bene di consumo, una via per l'autocompiacimento. In nome della responsabilità dei genitori, la disabilità va scongiurata, e l'eventuale handicap del figlio viene letto come colpa di omissione che va loro imputata. A ben guardare, è un pericoloso ritorno all'antico. Collegata v'è l'idea (anch'essa, come detto, con una lunga tradizione alle spalle) che quanti fanno nascere un bimbo disabile devono assumersi tutte le conseguenze di tale scelta. Costoro non possono, cioè, pretendere che la società, che ha fornito loro gli strumenti per evitare il danno, si faccia poi carico socialmente ed economicamente della loro decisione. Continuiamo a parlare genericamente e acriticamente di handicap, di diversamente abili, di disabilità e quant'altro, perché, ossessionati dall'efficienza e dalla produttività, semplicemente raggruppiamo quanti non rispondono a tali parametri. Chi è inefficiente, malato, improduttivo (verrebbe da dire sbagliato o difettoso) sembra rappresentare un pericolo per la società tutta. Avendo dato ai singoli la possibilità di evitare tali nascite, la società non può poi essere chiamata a farsi carico di vite a metà. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Se già è assurdo che il mondo occidentale, così aperto ai diversi e agli eccentrici, rifiuti la disabilità in quanto diversità, contestiamo che la vita del disabile sia una vita parziale. La tendenza, infatti, è ancora quella di usare appellativi, formule e stereotipi che ignorano la persona, schiacciandosi sulla disabilità. Finché lo sguardo si concentrerà sul limite e sulla mancanza, creeremo società impermeabili all'ascolto. Risulta così anche chiara quella ambivalenza delle società attuali verso la disabilità di cui parlammo in apertura: si aiuta sì il disabile, ma il fine non è tanto di rispettarne l'identità, quanto di renderlo forzatamente normale. "Abbiamo un bel dichiarare con fierezza", nota Miguel Benasayag (La salute a ogni costo, Milano, Vita e Pensiero, 2010, p. 29), "che le nostre società post-moderne non hanno un modello d'uomo e che siamo democratici: eppure pratichiamo un'eugenetica vera e propria! Le nostre società post-moderne procedono alla messa in atto di processi ultra-repressivi che tendono a uniformare la vita riconducendola a modelli egemonici. La biodiversità è attaccata anche sul terreno dell'umano. E questo, beninteso, in nome della massimizzazione del bene di tutti, in una società che si appresta a tollerare tutte le differenze... il giorno in cui non ce ne sarà più nessuna".&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4830879422941864889-4158541188781921867?l=rsgiorgio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4830879422941864889/posts/default/4158541188781921867'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4830879422941864889/posts/default/4158541188781921867'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://rsgiorgio.blogspot.com/2011/07/nella-rassegna-stampa-di-oggi-1.html' title=''/><author><name>Giorgio Razeto</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07368369773792917576</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://2.bp.blogspot.com/-0SaPM95Fino/Tbfutg_WdAI/AAAAAAAAACc/9Dsspka0tTk/s220/bioetica.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4830879422941864889.post-3161904624773224769</id><published>2011-07-05T00:05:00.001-07:00</published><updated>2011-07-05T00:05:50.351-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;a href="" name="OLE_LINK1"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="" name="OLE_LINK4"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="" name="OLE_LINK3"&gt;&lt;span style="mso-bookmark: OLE_LINK4;"&gt;&lt;span style="mso-bookmark: OLE_LINK1;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Nella rassegna stampa di oggi:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; margin-left: 36.0pt; margin-right: 0cm; margin-top: 0cm; mso-list: l0 level1 lfo1; text-align: justify; text-indent: -18.0pt;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&lt;span style="mso-list: Ignore;"&gt;1)&lt;span style="font: 7.0pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;Scola, CL e certi pregiudizi di Angelo Busetto, 05-07-2011, &lt;a href="http://www.labussolaquotidiana.it/"&gt;http://www.labussolaquotidiana.it&lt;/a&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; margin-left: 36.0pt; margin-right: 0cm; margin-top: 0cm; mso-list: l0 level1 lfo1; text-align: justify; text-indent: -18.0pt;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&lt;span style="mso-list: Ignore;"&gt;2)&lt;span style="font: 7.0pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;BENEDETTO XVI: L'AMORE FRATERNO IN DIO È IL RIMEDIO PER L'UMANITÀ - Discorso introduttivo alla preghiera mariana dell'Angelus&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; margin-left: 36.0pt; margin-right: 0cm; margin-top: 0cm; mso-list: l0 level1 lfo1; text-align: justify; text-indent: -18.0pt;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&lt;span style="mso-list: Ignore;"&gt;3)&lt;span style="font: 7.0pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;I giorni di Sodoma Di Massimo Viglione - 03/07/2011, &lt;a href="http://www.libertaepersona.org/"&gt;http://www.libertaepersona.org&lt;/a&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; margin-left: 36.0pt; margin-right: 0cm; margin-top: 0cm; mso-list: l0 level1 lfo1; text-align: justify; text-indent: -18.0pt;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&lt;span style="mso-list: Ignore;"&gt;4)&lt;span style="font: 7.0pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Chi ha tradito vita e famiglia? di Stefano Fontana e Francesco Agnoli, 04-07-2011, &lt;a href="http://www.labussolaquotidiana.it/"&gt;http://www.labussolaquotidiana.it&lt;/a&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; margin-left: 36.0pt; margin-right: 0cm; margin-top: 0cm; mso-list: l0 level1 lfo1; text-align: justify; text-indent: -18.0pt;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&lt;span style="mso-list: Ignore;"&gt;5)&lt;span style="font: 7.0pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Sono i cattolici a non credere nei principi non negoziabili di Stefano Fontana, 04-07-2011, &lt;a href="http://labussolaquotidiana.it/"&gt;http://labussolaquotidiana.it&lt;/a&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; margin-left: 36.0pt; margin-right: 0cm; margin-top: 0cm; mso-list: l0 level1 lfo1; text-align: justify; text-indent: -18.0pt;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&lt;span style="mso-list: Ignore;"&gt;6)&lt;span style="font: 7.0pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Non dimentichiamo le colpe del Pdl, un popolo c'è ancora di Francesco Agnoli, 04-07-2011, &lt;a href="http://labussolaquotidiana.it/"&gt;http://labussolaquotidiana.it&lt;/a&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; margin-left: 36.0pt; margin-right: 0cm; margin-top: 0cm; mso-list: l0 level1 lfo1; text-align: justify; text-indent: -18.0pt;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&lt;span style="mso-list: Ignore;"&gt;7)&lt;span style="font: 7.0pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Lo Straniero - Il blog di Antonio Socci - Si può essere “cattolici democratici” senza essere più cattolici? - Da “Libero”, 3 luglio 2011&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; margin-left: 36.0pt; margin-right: 0cm; margin-top: 0cm; mso-list: l0 level1 lfo1; text-align: justify; text-indent: -18.0pt;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&lt;span style="mso-list: Ignore;"&gt;8)&lt;span style="font: 7.0pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;La fecondità europea è in caduta libera perché non ci si sposa quasi più di Roberto Volpi, il Foglio quotidiano, 3 luglio 2011&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; margin-left: 36.0pt; margin-right: 0cm; margin-top: 0cm; mso-list: l0 level1 lfo1; text-align: justify; text-indent: -18.0pt;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&lt;span style="mso-list: Ignore;"&gt;9)&lt;span style="font: 7.0pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Il cervello? Allenare con cura di Marco Magrini, Il Sole 24 Ore, 3 luglio 2011&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; margin-left: 36.0pt; margin-right: 0cm; margin-top: 0cm; mso-list: l0 level1 lfo1; text-align: justify; text-indent: -18.0pt;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&lt;span style="mso-list: Ignore;"&gt;10)&lt;span style="font: 7.0pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;LA SCIENZA - Neuroni, pensieri e sensazioni l'intelligenza umana in un pc - L'Human Brain Project del Politecnico di Losanna riprodurrà le operazioni dell'encefalo usando un super computer, potrebbe essere completato entro il 2023 e l'Ue è pronta a finanziarlo. Nell'équipe neuroscienziati e informatici, esperti di robotica e di bioetica di nove Paesi europei "Ce la faremo" - di ELENA DUSI, &lt;a href="http://www.repubblica.it/"&gt;http://www.repubblica.it&lt;/a&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; margin-left: 36.0pt; margin-right: 0cm; margin-top: 0cm; mso-list: l0 level1 lfo1; text-align: justify; text-indent: -18.0pt;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&lt;span style="mso-list: Ignore;"&gt;11)&lt;span style="font: 7.0pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;I NEURONI DISTRUTTI DAL PARKINSON "RICREATI" DALLA PELLE IN LABORATORIO di Boncinelli Edoardo, Corriere della Sera di lunedì 4 luglio 2011&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; margin-left: 36.0pt; margin-right: 0cm; margin-top: 0cm; mso-list: l0 level1 lfo1; text-align: justify; text-indent: -18.0pt;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&lt;span style="mso-list: Ignore;"&gt;12)&lt;span style="font: 7.0pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Il condominio dei padri separati - Alimenti all´ex moglie, mutuo e spese legali: i papà senza famiglia finiscono in bolletta e sono i "nuovi poveri". E aumentano i residence per accoglierli. Sono professionisti, impiegati, uomini d´arte. Nessuno di loro aveva mai avuto problemi economici, ma dopo la separazione hanno scoperto di non potersi permettere un affitto Viaggio, a Roma, in uno dei "residence", in aumento in tutto il Paese, che a prezzi sociali danno un tetto, e un po´ di sollievo, a questi "nuovi poveri". E ai loro figli - 04 luglio 2011 di MARIA NOVELLA DE LUCA, &lt;a href="http://www.repubblica.it/"&gt;http://www.repubblica.it&lt;/a&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; margin-left: 36.0pt; margin-right: 0cm; margin-top: 0cm; mso-list: l0 level1 lfo1; text-align: justify; text-indent: -18.0pt;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&lt;span style="mso-list: Ignore;"&gt;13)&lt;span style="font: 7.0pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;«La Chiesa non è semplice filantropia» di Massimo Introvigne, 05-07-2011, &lt;a href="http://www.labussolaquotidiana.it/"&gt;http://www.labussolaquotidiana.it&lt;/a&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; margin-left: 36.0pt; margin-right: 0cm; margin-top: 0cm; mso-list: l0 level1 lfo1; text-align: justify; text-indent: -18.0pt;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&lt;span style="mso-list: Ignore;"&gt;14)&lt;span style="font: 7.0pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;04/07/2011 - VATICANO – CINA - La Santa Sede condanna l’ordinazione episcopale di Leshan di Bernardo Cervellera - In una Dichiarazione resa nota oggi, si afferma che il Vaticano non riconosce il nuovo vescovo, che egli non può amministrare la diocesi e che è scomunicato. Voci a Leshan dicono che il nuovo vescovo abbia due figli. Il Vaticano aveva comunicato da tempo che egli non poteva essere accettato come candidato “per motivi gravi”. Avvertimento anche ai vescovi che hanno partecipato all’ordinazione. Timori che il governo voglia creare uno scisma di fatto, ordinando decine di altri vescovi senza il mandato papale.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; margin-left: 36.0pt; margin-right: 0cm; margin-top: 0cm; mso-list: l0 level1 lfo1; text-align: justify; text-indent: -18.0pt;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&lt;span style="mso-list: Ignore;"&gt;15)&lt;span style="font: 7.0pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;ABORTO: SEGNO DI UN QUALCOSA DI PEGGIORE? - Un docente di etica alla Santa Croce parla della perdita di umanità - ROMA, lunedì, 4 luglio 2011 (ZENIT.org)&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; margin-left: 36.0pt; margin-right: 0cm; margin-top: 0cm; mso-list: l0 level1 lfo1; text-align: justify; text-indent: -18.0pt;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&lt;span style="mso-list: Ignore;"&gt;16)&lt;span style="font: 7.0pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;LA GUERRA DELLA CINA CONTRO LE DONNE E LE BAMBINE - Un avvocato USA contro la politica del figlio unico di Edward Pentin&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; margin-left: 36.0pt; margin-right: 0cm; margin-top: 0cm; mso-list: l0 level1 lfo1; text-align: justify; text-indent: -18.0pt;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&lt;span style="mso-list: Ignore;"&gt;17)&lt;span style="font: 7.0pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Svezia: i bambini senza sesso in un laicissimo stato confusionale Di Enzo Pennetta - 04/07/2011 - Bioetica – da http://www.libertaepersona.org&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; tab-stops: 194.8pt; text-align: justify;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Scola, CL e certi pregiudizi di Angelo Busetto, 05-07-2011, &lt;a href="http://www.labussolaquotidiana.it/"&gt;http://www.labussolaquotidiana.it&lt;/a&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Guardando le reazioni della stampa alla nomina del patriarca Angelo Scola a Milano viene da domandarsi quanto il marchio di Comunione e Liberazione (CL) abbia segnato la sua figura nelle paginate che i quotidiani gli hanno dedicato.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Sembrano emergere due principali chiavi di lettura. Da una parte c’è chi afferma che la sua formazione ciellina è una sorta di peccato originale: anche quando viene cancellato dal battesimo, le conseguenze restano; ciellino sei, ciellino resterai. Dall’altra parte c’è chi afferma che il patriarca Scola, soprattutto nei nove anni trascorsi a Venezia, ha dimostrato di aver ben superato la sua origine ciellina, aprendosi a un orizzonte assai più vasto di quello suggerito dalla precedente appartenenza fino a sorprendere veneziani e non veneziani. Che pensare di queste valutazioni?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Mi sia permesso affermare - anche in forza di personale esperienza - che questi giudizi espressi da alcuni giornali appaiono frutto di pregiudizio o almeno di non adeguata conoscenza della realtà. L’esperienza proposta dal movimento di CL è un cammino che introduce al reale considerato nella totalità dei suoi fattori. È esattamente il contrario di ogni forma di spiritualismo individualistico, di settarismo e di fondamentalismo. Il carisma di CL, accolto e riconosciuto dal Magistero, aiuta chi vi aderisce a percepire e a vivere la cattolicità della Chiesa. Chi si lascia educare dal movimento viene condotto ad abbracciare passato e presente e futuro, vicini e lontani, anche se poi con sano realismo dovrà fare i conti con la naturale difficoltà a vivere in piena coerenza.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;"Appartenere a CL" è un modo concreto di "appartenere alla Chiesa"; non è fare una cosa a parte, staccata dal resto. Si costruisce con modalità specifiche - come sempre è accaduto nella storia - la Chiesa di tutti. Con la scelta di Scola ad arcivescovo di Milano, possiamo rilevare che un carisma - portato a maturità - ritorna nel luogo in cui è spuntato e nel quale le sue radici sono così profonde da espanderlo in tutto il mondo. Una grande diocesi si avvale, anche a livello di guida, di un dono di Grazia che lo Spirito Santo ha fatto nascere proprio in quel luogo. Come diceva Papa Giovanni Paolo II, un carisma rettamente vissuto è un bene per tutta la Chiesa, è una grazia che va a riverberarsi in tutto il mondo. Angelo Scola, che la natura ha gratificato di grandi doti personali, ha avuto la ventura di incontrare validi maestri di vita e di fede e un educatore eccezionale come don Giussani.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;L’educazione ricevuta in CL ne ha raccolto ed esaltato la struttura umana già così ricca. Anche lui, come altri aderenti al movimento, avrà provato sulla propria pelle la pesantezza di giudizi mondani e schematici, ma allo stesso tempo avrà sentito riecheggiare in cuore la parola di Pietro a Gesù: “Signore, da chi andremo?”. Gli apostoli, avendo incontrato Cristo non attraverso elucubrazioni razionali ma in un’esperienza umanamente vera e bella, non hanno potuto andare da nessun’altra parte se non quella intravvista e sperimentata stando con Lui. Quanto a noi, non ci resta che pregare, domandando al Signore che il patriarca Scola prosegua il suo personale cammino di sequela a Cristo e di obbedienza al Suo successore, per il bene della Diocesi di Milano e di tutta Chiesa e per una testimonianza credibile al mondo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;BENEDETTO XVI: L'AMORE FRATERNO IN DIO È IL RIMEDIO PER L'UMANITÀ - Discorso introduttivo alla preghiera mariana dell'Angelus&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;ROMA, domenica, 3 luglio 2011 (ZENIT.org).- Pubblichiamo le parole pronunciate questa domenica da Benedetto XVI nel rivolgersi ai fedeli e pellegrini giunti in piazza San Pietro per la recita dell'Angelus.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;* * *&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Cari fratelli e sorelle!&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Oggi, nel Vangelo, il Signore Gesù ci ripete quelle parole che conosciamo così bene, ma che sempre ci commuovono: "Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero" (Mt 11,28-30). Quando Gesù percorreva le strade della Galilea annunciando il Regno di Dio e guarendo molti malati, sentiva compassione delle folle, perché erano stanche e sfinite, come pecore senza pastore" (cfr Mt 9,35-36). Quello sguardo di Gesù sembra estendersi fino ad oggi, fino al nostro mondo. Anche oggi si posa su tanta gente oppressa da condizioni di vita difficili, ma anche priva di validi punti di riferimento per trovare un senso e una meta all’esistenza. Moltitudini sfinite si trovano nei Paesi più poveri, provate dall’indigenza; e anche nei Paesi più ricchi sono tanti gli uomini e le donne insoddisfatti, addirittura malati di depressione. Pensiamo poi ai numerosi sfollati e rifugiati, a quanti emigrano mettendo a rischio la propria vita. Lo sguardo di Cristo si posa su tutta questa gente, anzi, su ciascuno di questi figli del Padre che è nei cieli, e ripete: "Venite a me, voi tutti…".&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Gesù promette di dare a tutti "ristoro", ma pone una condizione: "Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore". Che cos’è questo "giogo", che invece di pesare alleggerisce, e invece di schiacciare solleva? Il "giogo" di Cristo è la legge dell’amore, è il suo comandamento, che ha lasciato ai suoi discepoli (cfr Gv 13,34; 15,12). Il vero rimedio alle ferite dell’umanità, sia quelle materiali, come la fame e le ingiustizie, sia quelle psicologiche e morali causate da un falso benessere, è una regola di vita basata sull’amore fraterno, che ha la sua sorgente nell’amore di Dio. Per questo bisogna abbandonare la via dell’arroganza, della violenza utilizzata per procurarsi posizioni di sempre maggiore potere, per assicurarsi il successo ad ogni costo. Anche verso l’ambiente bisogna rinunciare allo stile aggressivo che ha dominato negli ultimi secoli e adottare una ragionevole "mitezza". Ma soprattutto nei rapporti umani, interpersonali, sociali, la regola del rispetto e della non violenza, cioè la forza della verità contro ogni sopruso, è quella che può assicurare un futuro degno dell’uomo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Cari amici, ieri abbiamo celebrato una particolare memoria liturgica di Maria Santissima lodando Dio per il suo Cuore Immacolato. Ci aiuti la Vergine a "imparare" da Gesù la vera umiltà, a prendere con decisione il suo giogo leggero, per sperimentare la pace interiore e diventare a nostra volta capaci di consolare altri fratelli e sorelle che percorrono con fatica il cammino della vita.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;[Il Papa ha poi salutato i pellegrini in diverse lingue. In Italiano ha detto:]&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Cari fratelli e sorelle, mi unisco alla gioia della Chiesa in Romania, in particolare della Comunità di Satu Mare, dove oggi viene proclamato Beato János Scheffler, che fu Vescovo di quella Diocesi e morì martire nel 1952. La sua testimonianza sostenga sempre le fede di quanti lo ricordano con affetto e delle nuove generazioni.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Rivolgo infine un cordiale saluto ai pellegrini di lingua italiana, in particolare ai fedeli venuti da Pistoia e ai ragazzi di Latisana, Arcidiocesi di Udine. A tutti auguro una buona domenica e un buon mese di luglio. Nei prossimi giorni lascerò il Vaticano per recarmi a Castel Gandolfo. Da là, a Dio piacendo, guiderò l’Angelus domenica prossima. Grazie! Buona domenica e buona settimana a tutti voi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;[© Copyright 2011 - Libreria Editrice Vaticana]&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Discorso introduttivo alla preghiera mariana dell'Angelus&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;ROMA, domenica, 3 luglio 2011 (ZENIT.org).- Pubblichiamo le parole pronunciate questa domenica da Benedetto XVI nel rivolgersi ai fedeli e pellegrini giunti in piazza San Pietro per la recita dell'Angelus.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;* * *&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Cari fratelli e sorelle!&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Oggi, nel Vangelo, il Signore Gesù ci ripete quelle parole che conosciamo così bene, ma che sempre ci commuovono: "Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero" (Mt 11,28-30). Quando Gesù percorreva le strade della Galilea annunciando il Regno di Dio e guarendo molti malati, sentiva compassione delle folle, perché erano stanche e sfinite, come pecore senza pastore" (cfr Mt 9,35-36). Quello sguardo di Gesù sembra estendersi fino ad oggi, fino al nostro mondo. Anche oggi si posa su tanta gente oppressa da condizioni di vita difficili, ma anche priva di validi punti di riferimento per trovare un senso e una meta all’esistenza. Moltitudini sfinite si trovano nei Paesi più poveri, provate dall’indigenza; e anche nei Paesi più ricchi sono tanti gli uomini e le donne insoddisfatti, addirittura malati di depressione. Pensiamo poi ai numerosi sfollati e rifugiati, a quanti emigrano mettendo a rischio la propria vita. Lo sguardo di Cristo si posa su tutta questa gente, anzi, su ciascuno di questi figli del Padre che è nei cieli, e ripete: "Venite a me, voi tutti…".&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Gesù promette di dare a tutti "ristoro", ma pone una condizione: "Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore". Che cos’è questo "giogo", che invece di pesare alleggerisce, e invece di schiacciare solleva? Il "giogo" di Cristo è la legge dell’amore, è il suo comandamento, che ha lasciato ai suoi discepoli (cfr Gv 13,34; 15,12). Il vero rimedio alle ferite dell’umanità, sia quelle materiali, come la fame e le ingiustizie, sia quelle psicologiche e morali causate da un falso benessere, è una regola di vita basata sull’amore fraterno, che ha la sua sorgente nell’amore di Dio. Per questo bisogna abbandonare la via dell’arroganza, della violenza utilizzata per procurarsi posizioni di sempre maggiore potere, per assicurarsi il successo ad ogni costo. Anche verso l’ambiente bisogna rinunciare allo stile aggressivo che ha dominato negli ultimi secoli e adottare una ragionevole "mitezza". Ma soprattutto nei rapporti umani, interpersonali, sociali, la regola del rispetto e della non violenza, cioè la forza della verità contro ogni sopruso, è quella che può assicurare un futuro degno dell’uomo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Cari amici, ieri abbiamo celebrato una particolare memoria liturgica di Maria Santissima lodando Dio per il suo Cuore Immacolato. Ci aiuti la Vergine a "imparare" da Gesù la vera umiltà, a prendere con decisione il suo giogo leggero, per sperimentare la pace interiore e diventare a nostra volta capaci di consolare altri fratelli e sorelle che percorrono con fatica il cammino della vita.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;[Il Papa ha poi salutato i pellegrini in diverse lingue. In Italiano ha detto:]&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Cari fratelli e sorelle, mi unisco alla gioia della Chiesa in Romania, in particolare della Comunità di Satu Mare, dove oggi viene proclamato Beato János Scheffler, che fu Vescovo di quella Diocesi e morì martire nel 1952. La sua testimonianza sostenga sempre le fede di quanti lo ricordano con affetto e delle nuove generazioni.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Rivolgo infine un cordiale saluto ai pellegrini di lingua italiana, in particolare ai fedeli venuti da Pistoia e ai ragazzi di Latisana, Arcidiocesi di Udine. A tutti auguro una buona domenica e un buon mese di luglio. Nei prossimi giorni lascerò il Vaticano per recarmi a Castel Gandolfo. Da là, a Dio piacendo, guiderò l’Angelus domenica prossima. Grazie! Buona domenica e buona settimana a tutti voi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;[© Copyright 2011 - Libreria Editrice Vaticana]&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;I giorni di Sodoma Di Massimo Viglione - 03/07/2011, &lt;a href="http://www.libertaepersona.org/"&gt;http://www.libertaepersona.org&lt;/a&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Uno dei migliori sistemi per seguire le tracce della dirompente evoluzione del processo di distruzione di ciò che rimane della nostra civiltà cristiana e – nella misura del possibile – dello stesso ordine del creato così come voluto da Dio, è percepire i messaggi che arrivano da certe pubblicità, specie quelle a carattere meno commerciale e più ideologico (tipo “pubblicità&amp;amp;progresso”, insomma). Se ne potrebbero ricordare a decine di esempi, da quelle – tanto per citarne alcune – degli anni passati della premiata ditta Benetton/Oliviero Toscani a quella di Ikea (già recentemente commentata), aperta a tutti i “tipi di famiglia” (con due giovinotti mano nella mano). Ebbene, a poco tempo da questo capolavoro della multinazionale svedese (che però, pur nella sua follia sovversiva, potrebbe essere in linea di principio ipocritamente ricondotto a logiche commerciali), un’altra pubblicità omosessualista – stavolta con cartelloni di enormi dimensioni, oltre che sui mezzi pubblici e un po’ ovunque – sta invadendo Roma, dopo il “successo” del “gay-pride”, ed è quella per il decennale del “gay village”, usuale estivo ritrovo per omosessuali finanziato puntualmente dal Comune di Roma, sia quando c’era il “ma anchista” Veltroni, e sia ora che c’è il cattolico neo simpatizzante pro-gay sindaco Alemanno (già convinto sponsorizzatore del recente “gay-pride”). E questa volta tale pubblicità non ha nulla di commerciale, ovviamente, ha solo significato ideologico. Quale significato? Perché vale la pena di parlarne in un articolo? Cerco subito di spiegarlo in poche parole, per quanto possibile; ritengo infatti che quella che può sembrare di primo sguardo una battuta polemica in stile “gay” sia invece un vero e proprio “cartello programmatico” di un mondo infernale che sta avanzando. Vi sono varie versioni di questa pubblicità, ma il tema comune è questo: una coppia, con il naso da Pinocchio (che mente sapendo di mentire quindi) che dice: “Noi? Scherzi?”, il tutto sovrastato dalla scritta “Gay Village”. A nessuno può sfuggire il significato del messaggio: anche chi fa finta ipocritamente di scandalizzarsi o per lo meno di non avere alcun interesse a frequentare il “Gay Village” (e quindi gli omosessuali tout court), in realtà nel profondo lo vorrebbe eccome. È insomma solo questione di ipocrisia: siamo tutti pinocchi che prima o poi getteremo la maschera e apertamente manifesteremo l’omosessualità che vi è in noi. In ognuno di noi. In tutti noi che riteniamo l’omosessualismo un peccato aberrante. Ma in realtà non capiamo che siamo solo ipocriti o condizionati da una cultura retriva, e che prima o poi, grazie ai movimenti omosessualisti gay e ai politici complici (e qui la lista sarebbe lunga… ogni giorno più lunga…), getteremo il nostro naso da Pinocchio e manifesteremo la nostra vera natura. Come detto, il messaggio è molto più inquietante e pericoloso di quanto forse possa apparire di primo acchitto agli ingenui. Qui non si sta solo pubblicizzando un luogo di ritrovo, nemmeno una ideologia in sé. Qui si sta affermando che un giorno tutti ci accorgeremo che anche noi siamo come loro e smetteremo di essere bugiardi con noi stessi e con gli altri. Insomma, è un invito a prepararci, a tagliare i tempi della nostra ipocrisia e ad affrettare quelli della definitiva liberazione. Magari iniziando ad andare al “Gay Village”… L’aspetto forse non facile da cogliere in tutto questo è quello più recondito. È l’“avviso ai viaggiatori”: “un giorno anche voi sarete come noi”. È il “smettete di mentire”. È il “siate sinceri con voi stessi”. È il “preparatevi”. È il totalitarismo di un’ideologia che non vuole solo rivendicare presunti “diritti” inesistenti, che non vuole solo ottenere ciò che mai in nessun tempo e in nessun luogo è esistito (un conto infatti è l’omosessualità, più o meno diffusa ovunque e in tutti i tempi, un conto l’omosessualismo, cioè l’avanzamento della richiesta di diritti civili e sociali speciali proprio in quanto e perché omosessuali: questo sta accadendo solo nei nostri folli giorni), ma che vuole imporre alla società intera il proprio “stile di vita” come il migliore, e chissà, forse, un giorno, come l’unico… Stiamo esagerando? È la solita replica degli impauriti remissivi, che negano anche la realtà dinanzi ai loro occhi pur di evitare di affrontarla per quello che essa è. Se avessero detto – non dico a un uomo medievale, non dico a un uomo del 1500, non dico a un uomo del 1800 – ai nostri nonni che un giorno avremmo avuto sfilate di “Orgoglio omosessualista” in tutto in mondo, compreso a Roma, dove si sarebbe profanato prima il Colosseo e poi occupato il Circo Massimo, e che questo sarebbe avvenuto con il consenso dei politici, compresi quelli di “destra”, compresi quelli che si definiscono “cattolici”, e nel silenzio assoluto delle gerarchie ecclesiali, e magari con il consenso di qualche “prete di frontiera”… pensate forse che ci avrebbero creduto? O avrebbero detto: “State esagerando”… “ciò non avverrà mai”… “Gli omosessuali vogliono solo fare i fatti loro, e nient’altro, come sempre”… Questo certamente avrebbero risposto i nostri nonni, ed era giusto pensare così a quei tempi (cioè ancora fino agli anni Sessanta…). Ma oggi, come si fa a continuare a chiudere gli occhi senza colpa e complicità? Come si fa a pensare che le lobby omosessualiste vogliano solo avere più “diritti”? Ma quali “diritti”, poi? Volevano il “matrimonio”? Lo stanno ottenendo quasi ovunque. Volevano l’adozione dei bambini? La stanno ottenendo quasi ovunque. Pensate che si fermeranno qui? Illusi. Verranno ancora altri “Gay Pride”, altre richieste, senza sosta. E più otterranno, più vedranno politici disponibili e complici, più vedranno le gerarchie ecclesiastiche silenti e prone, e noi laici esterefatti ma innocui, anzi, col tempo, “abituati” a ciò che solo 50 anni fa era impensabile e inimmaginabile, più avanzeranno richieste. Lo ripeto per i sordi e i muti: più avanzeranno richieste. Quali richieste? Chissà, provo a indovinare… Magari un giorno, scendendo e precipitando in questa china, qualche lobby omosessualista potrebbe avanzare un’accusa verso chi omosessuale non è: quella di “razzismo sessuale”… E tutti sappiamo molto bene che in questa nostra società laicista e tollerante si può essere tutto, fuorché “razzista”. Ci avete mai pensato a questa eventualità e alle sue conseguenze? Sono esagerato? Magari lo fossi… Preghiamo Dio che sia così. Ma, personalmente, non mi meraviglierei di certo se si arrivasse a questo. Non posso più permettermi il lusso di far finta di vivere nel mondo di mio nonno. Concludo con la più amara delle riflessioni. Se il problema fossero solo gli omosessualisti e le loro folli pretese, sarebbe (ed è) un’immane tragedia, il segno della fine melmosa della nostra civiltà. Ma c’è di peggio, molto peggio. Ci sono i politici conniventi e sponsorizzatori, non solo di sinistra, ma anzitutto di destra (ministre d’assalto, sindaci “cattolici”, laicisti di ogni genere). Ci sono gli scienziati alla Umberto Veronesi (ogni giorno sui giornali e in tv) che ci ammoniscono che quello omosessuale è l’unico amore puro. Ci sono i cattivi maestri della tolleranza a ogni costo, sparsi ovunque nelle scuole, nelle università, nelle televisioni, sui giornali, nelle famiglie, ovunque. Ma soprattutto c’è il silenzio devastante di chi dovrebbe urlare. Di chi dovrebbe ricordare a tutti ogni giorno cosa è avvenuto a Sodoma e Gomorra. C’è il silenzio di chi dovrebbe essere pronto a dare la vita ogni giorno per difendere l’ordine del creato, così voluto da quel Dio a cui ha donato la propria vita. C’è il silenzio di chi ha la somma responsabilità su questa terra, che è quella di assicurare la vita eterna a ogni anima, di servire e difendere la Verità, di proteggere l’innocenza e la purezza, di preservare dal peccato non solo gli adulti, ma anzitutto i bambini. C’è il silenzio di chi si preoccupa più di dare moschee ai musulmani, di difendere no global e criminali e di denunciare la svalutazione dei bot che di urlare a squarciagola, fino alla morte se necessario, “NON LICET!”. C’è il silenzio di chi non perde un’occasione per sdegnarsi per il Bunga Bunga di uno e poi tace dinanzi all’omosessualizzazione della società intera. Dinanzi ai bambini affidati a coppie dello stesso sesso. C’è il silenzio di quelli che dovrebbero essere i nostri padri, preoccupati di molte altre cose. E allora, tocca a noi parlare. Perché «Chi scandalizza anche uno solo di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da asino, e fosse gettato negli abissi del mare» (Mt., 18,6). E non possiamo più essere complici dei complici degli scandalizzatori.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Chi ha tradito vita e famiglia? di Stefano Fontana e Francesco Agnoli, 04-07-2011, &lt;a href="http://www.labussolaquotidiana.it/"&gt;http://www.labussolaquotidiana.it&lt;/a&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Il 30 giugno il quotidiano Il Foglio ha pubblicato un articolo in cui il nostro collaboratore Francesco Agnoli analizzava il "tradimento" del Pdl nei confronti di quell'elettorato cattolico che vedeva nel maggiore partito di centrodestra un punto di riferimento per la difesa e la promozione dei princìpi non negoziabili: vita, famiglia, libertà di educazione. Da questa analisi è nato un dibattito che ha coinvolto altre firme de La Bussola Quotidiana, e che qui cominciamo a ospitare: Stefano Fontana, pur condividendo molte critiche al Pdl, sostiene che il vero problema sia nel mondo cattolici, dove né laici né ecclesiastici - a parte poche eccezioni - dimostrano di credere veramente che i princìpi non negoziabili siano il fondamento di una politica per il bene comune. Risponde Agnoli che invita a non sottovalutare quel popolo che aveva portato alla vittoria nel referendum sulla Legge 40 e al Family Day, ma che è stato tradito sia dal Pdl sia da tanti vescovi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Infine, alleghiamo un'analisi di Marco Invernizzi sul discorso di insediamento di Angelino Alfano a segretario del Pdl, che ha offerto alcune indicazioni positive, da non far cadere.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Sono i cattolici a non credere nei principi non negoziabili di Stefano Fontana, 04-07-2011, &lt;a href="http://labussolaquotidiana.it/"&gt;http://labussolaquotidiana.it&lt;/a&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Su Il Foglio del 30 giugno, Francesco Agnoli affronta il tema dei rapporti del PdL con i cattolici e i principi non negoziabili. In sintesi la tesi di Agnoli è che il PdL è andato al governo anche con i voti dei cattolici promettendo la difesa dei principi non negoziabili, ma poi li ha sistematicamente snobbati e questo può essere un boomerang. Perché li ha snobbati? Per l’appoggio al Gaypride, la legalizzazione della pillola EllaOne, gli appoggi di Mara Carfagna al movimento Gay, il rifiuto di creare un ministero della famiglia dopo il Family Day, gli ostacoli posti a Roberto Formigoni all’indomani delle elezioni e così via. Perché può essere un boomerang? Perché priva il centrodesta di una vera e propria cultura di appartenenza.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Agnoli dice cose giuste. Tranne una. Egli presuppone che i cattolici siano interessati ai principi non negoziabili e che tre anni fa abbiano votato PdL per difendere i principi non negoziabili. Se lo scordi. Le cose non stanno così. Giusto puntare l’osservazione sul PdL, ma non possiamo non fissare lo sguardo anche sul mondo cattolico.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Bisogna (tristemente ma realisticamente) riconoscere che l’insistente richiamo di Benedetto XVI ai principi non negoziabili non è (ancora) filtrato alla base del mondo cattolico. E, per dirla con maggiore chiarezza, non è ancora filtrato nella testa di molti vescovi. Non se ne è pienamente compreso il significato strategico in ordine all’orientamento dei cattolici in politica, lo si intende ancora come un doveroso richiamo ma di uguale valore ad altri richiami su altri temi, come l’ambiente o l’energia. Si è ancora molto lontani dal comprendere che da quei “principi” dipende il legame pubblico del cristianesimo con il mondo, la difesa del creato e della legge naturale. La controffensiva contro l’esclusione del cristianesimo dal mondo passa per di lì. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Ci vuole tempo perché le idee filtrino, e ci vuole disponibilità a farle filtrare. Molti dicono “sì, sì” ma poi non fanno la volontà del Papa. L’appello ai principi non negoziabili non è semplicemente una tattica, è espressione di una teologia, di una visione dei rapporti tra Chiesa e mondo, richiede la riabilitazione della metafisica e della legge naturale, è diretta espressione della teologia del Dio-Logos che non ha fatto il mondo a caso, richiede la riabilitazione del concetto di verità. Ora, dove troviamo, nel mondo cattolico, tutto questo? In alcune isole, certo, ma non in modo diffuso. Fate un giro in ciò che scrivono i settimanali diocesani. Esaminate i programmi degli insegnamenti negli Istituti teologici. Guardate alla formazione di associazioni importanti come l’Azione cattolica. Dove trovate una sistematica adesione a questo orientamento? Nei Seminari forse? Nelle scuole di formazione sociale e politica? In qualche movimento, e non in tutti.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Uno dei motivi di fondo che impediscono alla prospettiva del Papa sui principi non negoziabili di venire accolta tra i cattolici è il seguente: essa presuppone che i principi della legge naturale abbiano bisogno del cristianesimo sia per essere conosciuti compiutamente sia per essere mantenuti ed applicati. E’ un aspetto della dipendenza, pure nella sua legittima autonomia, della natura dalla sopranatura. Ora, nel mondo cattolico in genere non si crede più che le cose stiano così. Dopo il Concilio, ma non per il Concilio, non si crede più che le cose stiano così. Eppure è davanti agli occhi di tutti che stanno così. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Prendiamo per esempio il matrimonio: scomparso il matrimonio religioso scompare anche il matrimonio civile. Se le cose potessero reggere sul piano naturale anche senza il soprannaturale, ad una diminuzione dei matrimoni religiosi dovrebbe corrispondere un aumento di quelli civili ed invece diminuiscono anche quelli. Senza il riferimento religioso il matrimonio, e con esso la legge naturale del coniugio, sparisce in quanto tale.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Tornando ad Agnoli, egli ha certamente ragione, ma si illude circa il mondo cattolico. Non voglio con ciò dire che non esistano pezzi significativi di modo cattolico che hanno compreso la&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;posta in gioco, né negare che questi settori siano anche in aumento: ma i grandi numeri, le correnti ancora dominanti e i centri di potere (anche il mondo cattolico ha i suoi centri di potere) sono su un’altra strada. Lo ha confermato drammaticamente l’atteggiamento di fronte ai recenti referendum. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Nel PdL si può addirittura dire che questi settori cattolici a favore dei principi non negoziabili siano stati perfino sovra rappresentati. L’attuale sistema elettorale, che molti contestano e che per certi versi è contestabile, di fatto ha però permesso la cooptazione partitica di numerosi deputati cattolici o di sensibilità aperta al cattolicesimo dei principi non negoziabili. Il che ha permesso, per certi versi, di “tenere” temporaneamente. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;La zapaterizzazione dell’Italia non c’è (ancora) stata. Non ha permesso certo la completa tenuta su fronti molto sensibili come quelli che Agnoli segnala. Ma il motivo di fondo di questi cedimenti è meno della variegata composizione del PdL che nella scarsa convinzione del mondo cattolico.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Non dimentichiamo le colpe del Pdl, un popolo c'è ancora di Francesco Agnoli, 04-07-2011, &lt;a href="http://labussolaquotidiana.it/"&gt;http://labussolaquotidiana.it&lt;/a&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Rispondere alle obiezioni di Stefano Fontana alla mia analisi pubblicata sul Foglio, non mi è difficile, perché mi trovo sostanzialmente d’accordo con quanto egli scrive, con la solita acutezza e schiettezza. Con qualche distinguo. Nel mio articolo, infatti, mi sono limitato ad esaminare solo una delle due parti in causa, il Pdl, e la sua crisi, senza parlare del mondo cattolico, e delle sue pecche, semplicemente per mancanza di spazio. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Ho scritto che, a mio modo di vedere, questo grande partito di centro destra non può che avere un riferimento culturale: la legge naturale, la dottrina della Chiesa. Altrimenti il centro destra non esiste, o è solamente un pensiero riguardo all’economia, al mercato, e nulla più; altrimenti si mette a ruota della sinistra, inarrestabile produttrice di ideologie e di utopie in prossima scadenza, e cerca di vivacchiare alla Gianfranco Fini: tentando di sdoganarsi ogni giorno di fronte ai poteri forti, sino a sposare le stesse posizioni della sinistra. Guadagnando così grandi spazi sui giornali ma perdendo i voti della gente. Nell’articolo citato sostenevo anche che il Pdl ha tradito l’elettorato cattolico: nominando un portavoce come Daniele Capezzone, per anni segretario radicale; rinunciando a battaglie ideali sulla Ru 486 e su ellaOne; emarginando personalità del mondo cattolico come Roberto Formigoni, che avrebbe aspirato, giustamente a dare un contributo al governo ecc, ecc… &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Proprio di fonte a questa mia affermazione Stefano Fontana ha ritenuto giusto rilanciare: ma dove sono questi cattolici che votano in base ai principi non negoziabili? “Bisogna (tristemente ma realisticamente) riconoscere, ha aggiunto,&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;che l’insistente richiamo di Benedetto XVI ai principi non negoziabili non è (ancora) filtrato alla base del mondo cattolico. E, per dirla con maggiore chiarezza, non è ancora filtrato nella testa di molti vescovi”. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Queste affermazioni non contraddicono affatto le mie, bensì le completano. Per questo concordo, sebbene non del tutto. Perché, come scrivevo appunto nel citato articolo, il mondo cattolico attento ai principi non negoziabili che ha votato il centro destra alle elezioni del 2008 non sarà stato, quanto al numero, di ampiezza immensa, come giustamente nota Fontana, ma c’era, e di ottima qualità. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Se vogliamo era un embrione, una vita nascente ancora non del tutto completa, ma promettente. Una realtà, come scrissi nell’articolo sul Foglio, “che si sarebbe potuto espandere se solo si fosse voluto curarla, annaffiarla, sostenerla”. Questa breve proposizione può chiarire il mio pensiero: un Pdl intelligente avrebbe dovuto far leva sulle forze pro vita esistenti, lanciandole, sostenendole, anche finanziandole, persino appoggiandole nel confronto-scontro interno al mondo cattolico. Non certo illudendole, tradendole ed abbandonandole, come è avvenuto. Penso che anche su questo si possa essere tutti d’accordo. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;L’unica differenza tra la mia ottica e quella di Fontana sta nella valutazione di quell’ “embrione” di mondo cattolico sensibile ai principi non negoziabili, che io forse sopravvaluto, ma che Fontana, a mio parere sottovaluta.&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;Mi spiego meglio: prima del 2008, cioè delle elezioni vinte dal centro destra, il mondo cattolico aveva dato alcuni forti segnali di vitalità, del tutto nuovi rispetto al passato. Il primo fu il referendum del 2005: ricordo di averlo vissuto, per scelta più di Giuliano Ferrara e di Dino Boffo, che mia, in prima linea, insieme a tantissimi medici, giuristi, giornalisti che hanno percorso l’Italia in lungo ed in largo, proponendo una certa visione della vita e della sua sacralità, in forte antitesi al pensiero nichilista della sinistra. Avevamo contro i giornali, le Tv, tutti i partiti di centro sinistra, alcuni esponenti importanti del centro destra, da Fini a Bocchino sino al ministro Prestigiacomo… Eppure possiamo ben dire che nelle città e nei paesi il monopolio degli incontri pubblici era nelle mani del fronte pro life. Ricordo ancora, per fare un solo esempio, il teatro di Sassuolo colmo, con 1000 persone, e il proprietario che ci diceva di non averlo mai visto così pieno da tanti anni… Quanta gente ho incontrato in quei giorni, carica, fiera, orgogliosa di difendere certi valori… Quanti giovani che parlavano di rispetto della vita, di famiglia, di amore coniugale, con convinzione! E quanti libri, opuscoli, volantini, sono spuntati improvvisamente da mille tipografie, da mille gruppi&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;e gruppuscoli sorti come funghi, quasi dal nulla. Non per caso si vinse quel referendum, Davide contro Golia, ed alla grande!&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Poi c’è stato il Family Day del 2007: più di un milione di persone sono scese in piazza, contro i Dico del governo Prodi. Un milione di cattolici contro le scelte di un premier “cattolico”, almeno di nome. Una cosa mai vista! E quei manifestanti, ingiuriati sui grandi giornali come “familisti”, “fanatici”, “intolleranti”, erano orgogliosi di proclamare apertamente la bellezza della famiglia naturale, la responsabilità di fonte a Dio e al coniuge come opzione per la vita. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Possiamo veramente dimenticare tutto questo? Possiamo scordare che il centro destra fruì di questa effervescenza, di questa grande esperienza di vitalità, anche in termini di voti? &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Non penso. Allora dobbiamo anche chiederci chi ha ucciso quell’entusiasmo, quegli instancabili convegnisti ed oratori del 2005, quella folla, festante, allegra, decisa, del Family day? Non posso che ribadire il mio pensiero: li hanno uccisi certamente quei politici che non li hanno saputi né voluti interpretare. Quelli che, una volta al governo, non hanno fatto nulla di concreto per la famiglia, e che sono addirittura giunti, vedi Rotondi e Brunetta, a riproporre i Dico contro cui un milione di persone aveva da poco manifestato. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Lo hanno ucciso, quell’entusiasmo, e qui non posso che concordare con Fontana, coloro che più di tutti avevano il dovere di curarlo, annaffiarlo, sostenerlo: quei cattolici, ecclesiastici o laici che fossero, che non hanno saputo o non hanno voluto valorizzare e fare crescere, in consapevolezza, organizzazione, maturità, quella vitalità nascente, quell’ancora confuso, ma ampio, sentimento di ribellione contro il nichilismo imperante. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Cosa ha fatto il Pdl? Nulla. I vescovi italiani, con pochissime eccezioni? Nulla! &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;E’ finita che il bambino è stato strozzato nella culla. Gli hanno tolto l’aria, l’entusiasmo, l’ingenuità, la sincerità, la meraviglia: con le manovre di curia e di palazzo, il desiderio del quieto vivere, il conformismo, il ponzio-pilatismo, le strategie politiche adottate da chi dovrebbe pensare soprattutto alle anime, alla loro salvezza eterna, e la mancanza di strategie politiche da parte di chi la politica la fa tutti i giorni…&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Si era radunato un esercito, in modo quasi miracoloso, certo inaspettato, ma nessuno ha voluto mettersi alla testa; i più, soprattutto nel mondo ecclesiastico, non hanno voluto tenere alta la bandiera; chi invece l'ha presa in mano l'ha subito mollata o se ne è dimostrato indegno. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Stupirsi se poi c’è stato il naufragio, la delusione, lo sconforto? Se quell’esercito che aspettava di essere istruito e guidato, per arruolare nuove forze, si è sciolto? Se nel mondo cattolico, i credenti “adulti”, gli amici di Pisapia, hanno ripreso vigore e sicumera?&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Rimane però, a mio avviso, una certezza: se quelle idee sui “principi non negoziabili” sono state capaci di smuovere così tanto la “morta gora” della politica e di creare entusiasmi in tanti cattolici abituati ormai alla sonnolenza spirituale e culturale delle loro parrocchie, allora possono tornare a farlo. Se c’è chi prende in mano la bandiera…&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Da Alfano segnali incoraggianti di Marco Invernizzi, 04-07-2011, &lt;a href="http://labussolaquotidiana.it/"&gt;http://labussolaquotidiana.it&lt;/a&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Esaminato dal punto di vista dei principi non negoziabili, il discorso d'insediamento del neo-segretario Angelino Alfano pronunciato venerdì scorso davanti al Consiglio nazionale del Pdl ha promesso molto per il futuro del partito. Bisognerà poi vedere se si riuscirà a passare dalle parole ai fatti.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Le prime parole sono state incoraggianti. Dopo avere ricordato le proprie origini politiche, nel 1994, come candidato alle elezioni provinciali della sua Agrigento nella neonata Forza Italia, Alfano ha voluto subito mettere al centro della cultura politica del Pdl il diritto alla vita, la centralità della famiglia e la libertà di educazione.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Non sono sembrate frasi di circostanza, come spesso accade quando uomini politici vogliono dare un di più di carattere culturale alla propria iniziativa politica, in questo caso al partito che si accingono a guidare.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Importante, per esempio, il "modo" con cui ha scelto di presentare l'importanza politica del diritto alla vita. Quest'ultimo, ha detto Alfano, non può dipendere dalle decisioni di un Parlamento perché non sono le maggioranze politiche che danno o tolgono la vita. Parole importanti soprattutto se pronunciate da chi, come Alfano, avendo militato nel movimento giovanile della Dc, potrà farsi ricordare la confusione imperante nella dirigenza di quel partito fra volere della maggioranza e diritti del concepito, quando negli anni Settanta era in corso la grave e grande battaglia attorno alla legge 194 che legalizzava l'aborto.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Non solo, ma Alfano ha voluto anche ricordare come il suo partito riconosca la Costituzione del 1948 ma, a differenza della sinistra, non ritenga che i valori di riferimento per una identità nazionale si trovino in essa. La Costituzione, ha detto il segretario del Pdl, rappresenta il regolamento che determina le regole del gioco, ma i valori la precedono. Si tratta di una precisazione importante perché si oppone decisamente all'ideologia del patriottismo costituzionale che pretende di costruire l'identità di un popolo facendo calare dall'alto, attraverso la scuola, le istituzioni, i media e la cultura, un progetto di società che prescinde dalla realtà e dalle radici.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Insomma, Alfano ha ricordato che non bisogna "fare gli italiani" ma riconoscere le radici dell'identità italiana, proteggerla e valorizzarla. In questo senso credo si possano leggere le sue parole sulla preminenza della società rispetto allo Stato, ricordate con la fortunata espressione "più società e meno Stato".&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Allo Stato Alfano ha dedicato molti passaggi del suo discorso, riprendendo alcune delle idee-forza che più caratterizzarono la discesa in campo di Silvio Berlusconi e poi per tante ragioni mai realizzate. Lo Stato non deve perseguitare fiscalmente gli italiani, conditio sine qua non affinché poi si possa pretendere, e giustamente ha ricordato Alfano, che i cittadini non evadano le imposte. Ma lo Stato dovrebbe anche permettere ai genitori di scegliere liberamente la scuola per i loro figli senza aggravi economici nel caso volessero scegliere una scuola diversa da quella statale. Questo punto, il terzo dei principi non negoziabili, è stato rivendicato con forza così come il secondo, quello che stabilisce la famiglia come cellula fondamentale della società. La famiglia fondata sul matrimonio fra un uomo e una donna, ha detto con forza Alfano, e faceva una certa impressione vedere in prima fila il ministro delle pari opportunità, Mara Carfagna, applaudire con convinzione le parole del suo leader politico. Speriamo che quanto avvenuto venerdì al Consiglio nazionale del Pdl sia il preludio affinché venga messa da parte definitivamente la proposta di una legge contro l'omofobia che in realtà in tutto l'Occidente è stata la chiave per introdurre il riconoscimento del matrimonio gay.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Oltre ai tre fondamentali principi della dottrina sociale della Chiesa, Alfano ha ricordato altre cose importanti ed eticamente sensibili.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Intanto ha ricordato con forza l'appartenenza all'Occidente del partito che ha cominciato a dirigere, intendendo con Occidente una cultura e una civiltà, non una mera espressione geografica. Occidente che ha un grande problema, ha ricordato Alfano verso la fine del suo intervento, quello demografico: un popolo dove non ci si sposa e non si fanno figli è destinato alla decadenza e per questo Alfano ha promesso di rilanciare un grande piano per la casa, affinché tutti i giovani che lo vogliono possano accedere ai finanziamenti necessari per avere la prima casa e potersi sposare. Un punto importante, spesso sottovalutato se non da pochi economisti, come il presidente dello IOR Ettore Gotti Tedeschi, che ricorda continuamente appunto la centralità politica del problema demografico in Italia e in generale nel mondo occidentale.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Il richiamo all'Occidente è servito ad Alfano anche per ricordare come il Pdl appartenga al Partito popolare europeo e non possa essere marginalizzato e isolato come una sorta di anomalia passeggera, così come vorrebbero gli avversari politici di Berlusconi in Italia, che da anni cercano di sostenere la presunta “impresentabilità” all’estero del Pdl e del suo leader.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Buono l'inizio, dunque. Ma i problemi sono tanti, a cominciare da un partito complicato, dove sono presenti personalità con storie politiche molto diverse, finora tenute insieme dal carisma di Berlusconi, ma che potrebbero scontrarsi, culturalmente ma soprattutto per contare di più dentro un partito che sta cominciando ad assumere una fisionomia normale, cioè politica.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Gli applausi che hanno accompagnato i passaggi del discorso di Alfano quando ha evocato i principi non negoziabili sono apparsi autentici, anche e forse proprio perché non erano forzate ovazioni da stadio. Ma come si sa un partito, soprattutto il primo partito d'Italia, che governa da tre anni e fra due ritornerà a chiedere di essere scelto dall'elettorato, deve tenere conto dell'opinione pubblica, della “pancia” del Paese. E qui si rivela l'intreccio tra i valori e la possibilità concreta di tradurli in proposte di legge o comunque di difenderli da altre e avverse proposte di legge. Un intreccio difficile e complesso per verificare quanto bene comune sia storicamente raggiungibile in un determinato contesto storico. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Ma conforta sapere che il segretario del Pdl creda che il suo partito non avrebbe senso se non si ancorasse a questi valori e all’idea di bene comune che nasce dalla dottrina sociale della Chiesa e si esprime anzitutto nei principi non negoziabili. Un buon inizio, appunto. Speriamo che il seguito non lo smentisce.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Lo Straniero - Il blog di Antonio Socci - Si può essere “cattolici democratici” senza essere più cattolici? - Da “Libero”, 3 luglio 2011&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Vito Mancuso è un tipo minuto dall’aria dimessa e stropicciata. E’ uno dei figli spirituali del cardinal Martini e oggi è approdato a scrivere per Repubblica.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Commentando la nomina del cardinale Scola a Milano, ha spiegato che “la questione è politica” (curioso modo di considerare la Chiesa): siccome la Curia di Milano è stata per trent’anni nell’orbita di Martini e della sua corrente, secondo Mancuso tale doveva restare.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Invece con Scola il “cattolicesimo democratico” avrebbe subito – a suo dire – “un’umiliazione pesante” perché avrebbe perso “l’unico punto di riferimento nazionale”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Benedetto XVI – afferma l’intellettuale di Repubblica – scegliendo Scola ha scelto di “contrastare frontalmente” quella linea “cattolico democratica”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;In pratica, se così stessero le cose, dovremmo concludere che il papa ha deciso di restituire a Milano il cattolicesimo tout court, senza aggettivi. E ci sarebbe solo da rallegrarsene.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Ma la chicca dell’articolo di Mancuso è un’altra, quella dove si apprende che egli è il confidente segreto dello Spirito Santo. Scrive infatti: “non so se questo sia davvero il volere dello Spirito Santo che ha sempre amato il pluralismo”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Evidentemente lo Spirito Santo ha detto a Mancuso che preferiva Ravasi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;La singolare idea del cattolicesimo che ha Mancuso è stata bocciata duramente, mesi fa, da Civiltà Cattolica e da Vincenzo Vitale nel libro “Volti dell’ateismo”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Quelle pagine mostrano che Mancuso sarà anche all’interno del “cattolicesimo democratico”, ma – visti tutti i dogmi di fede che nega – sta al di fuori del cattolicesimo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Me ne dispiace molto. Ho avuto occasione di incontrare Mancuso di recente e voglio raccontare l’episodio.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Ho accettato l’invito al programma di Corrado Augias in onda su Rai 3 verso mezzogiorno per un’intervista sul mio libro appena uscito, “La guerra contro Gesù”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Sapevo che il salotto di Augias non è affatto neutro e che il conduttore, pure lui giornalista di Repubblica, è animato da forti sentimenti anticattolici (che scatenano ricorrenti proteste su “Avvenire”).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Io stesso, nel mio libro, lo pizzicavo su alcune assurdità da lui scritte a proposito di cristianesimo (pure durante la trasmissione ho dovuto contestargli un’altra castroneria).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Dunque non mi sono stupito quando i curatori del programma mi hanno informato che in studio era stato chiamato pure Vito Mancuso.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Mi ha divertito che Augias avesse voluto “un rinforzo”. Sinceramente – lo dico senza protervia – la cosa non mi ha affatto impensierito.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Ma non era finita. Augias – per sentirsi ancora più al sicuro – ha deciso di procedere così: lui poneva una domanda, solitamente molto dura con la Chiesa, spesso una requisitoria.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Io ero chiamato a rispondere e Mancuso poi era invitato a replicare alla mia risposta. Cosicché avevano sempre la prima e l’ultima parola. Ha fatto sistematicamente così.&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Così ho dovuto digerire delle assurdità che facevano veramente venire l’orticaria: sentir ripetere per l’ennesima volta, dopo il secolo dei genocidi perpetrati dalle ideologie atee, che “il monoteismo” (genericamente inteso) sarebbe fonte di intolleranza è veramente insopportabile.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Certo, la prassi adottata da Augias non è un esempio di conduzione seria e ‘super partes’. Ma in fondo mi aspettavo cose del genere (quando non si hanno argomenti si ricorre ai mezzucci). Però le sorprese non erano finite.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Ho infatti scoperto lì, direttamente in trasmissione, che – insieme al mio – il conduttore aveva deciso di parlare anche di un altro libro (di Matthew Fox, “In principio era la gioia”), pubblicato in una collana curata da Mancuso stesso. Ovviamente un libro contro la dottrina cattolica.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Un’altra scorrettezza perché – non essendo stato informato, come era doveroso fare – mi sono trovato a dover discutere di un testo che non conoscevo, mentre Mancuso sapeva in anticipo che si sarebbe trattato del mio libro.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Il volume di Fox peraltro serviva ad Augias solo ad alimentare la polemica anticattolica, perché – ho scoperto in seguito – era già stato presentato in quella trasmissione.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Mi sono detto: ma quanto sono insicuri dei propri argomenti se devono ricorrere a questi miseri sistemi? Perché sono così impauriti da un confronto libero e paritario?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Naturalmente io ho detto comunque alcune cose e – stando alla quantità di mail che ho ricevuto – credo di averlo fatto anche in maniera efficace.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Ma adesso devo dirvi ciò che mi ha sconcertato.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Il volume di Fox si scaglia contro la dottrina del peccato originale, come se questa realtà fosse stata torvamente inventata dalla Chiesa per colpevolizzare gli uomini.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;E Mancuso ha proclamato le stesse idee nei suoi libri e in quella trasmissione.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Interpellato in proposito io ho osservato semplicemente che il peccato originale è un fatto così evidente, tangibile, che chiunque può constatarlo nella sua esperienza quotidiana, tanto è vero che poeti non credenti come Charles Baudelaire e Giacomo Leopardi hanno descritto benissimo questa condizione decaduta dell’uomo, desideroso di felicità, ma strutturalmente incapace di conquistarla.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;La nostra umanità è inquinata dal dolore, dal male e dalla morte. E’ un fatto, una realtà che tutti – in ogni istante – ci troviamo amaramente a constatare.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Ciò dimostra – ho concluso – che non è per nulla la Chiesa ad aver “inventato” il peccato originale, ma – al contrario – è lei l’unica ad aver dato una spiegazione della nostra condizione: la sua dottrina del peccato originale infatti fornisce l’unica ragione esauriente del guazzabuglio disperante in cui l’uomo, dalla sua nascita, si trova “gettato”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Non solo. La Chiesa non si limita a rivelare all’uomo le cause di questa condizione, comunque misteriosa, ma annuncia e propone Gesù, il salvatore, l’unico che questa condizione può redimere, che può capovolgere il segno mortifero dell’esistenza e cambiare radicalmente il nostro destino infelice. Donando la felicità.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;A questo punto è intervenuto Mancuso che ha cominciato una sua requisitoria: il peccato originale – a suo dire – è stato inventato nel V secolo da S. Agostino e nel 418, al Concilio di Cartagine, la Chiesa ha reso dogma il pensiero di Agostino.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Incredulo per questa assurdità ho obiettato che la dottrina del peccato originale c’è già in san Paolo, cioè all’origine del cristianesimo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Mancuso lo ha negato dicendo testualmente che in san Paolo vi sarebbe soltanto il parallelismo fra Adamo e Cristo. Non sapevo se mettermi a ridere o a piangere. Possibile che un semplice giornalista come me debba svelare a uno che si fa presentare come “teologo” (e addirittura “teologo cattolico”) che San Paolo ha scritto, all’incirca nell’anno 58, la fondamentale Epistola ai Romani e che nel capitolo quinto di tale Epistola si trova già espressa nel dettaglio la dottrina del peccato originale?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Non contento di quella topica Mancuso negava che il peccato originale fosse una condizione dell’uomo e insisteva nel dire che la Chiesa imputava agli uomini un peccato non commesso.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Mi è stato facile invitare Mancuso a leggere almeno il Catechismo della Chiesa Cattolica dove sta scritto a chiare lettere che il peccato originale è stato da noi “contratto”, ma non “commesso” e che è “condizione di nascita e non atto personale” (n. 76).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Sapevo peraltro che Mancuso nega una quantità di altri dogmi della Chiesa. E’ capace di scrivere una cosa del genere: “non c’è alcuna esigenza di credere nella sua (di Gesù, nda) risurrezione dai morti per essere salvi”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Vitale, dopo un’accurata disamina di queste mancusate, conclude che egli, negando “diversi dogmi fondamentali per la fede” come “peccato originale, immacolata concezione, immortalità dell’anima, eternità dell’inferno, si colloca volontariamente non solo al di fuori della teologia, ma anche al di fuori della dottrina cattolica e della Chiesa”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Io, dopo l’articolo di Mancuso su Milano, mi limito a domandarmi solo se si possa essere “cattolici democratici” senza essere cattolici. Chissà che ne pensa il cardinal Martini.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Antonio Socci&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;La fecondità europea è in caduta libera perché non ci si sposa quasi più di Roberto Volpi, il Foglio quotidiano, 3 luglio 2011&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Le ultime notizie da Eurostat danno la popolazione europea alla sua massima espansione attorno al 2040, per poi scivolare in un leggero declino che la porterà nel 2060 a 517 milioni di abitanti, ben sopra i 501 di adesso. Oltre il 2060 l’Eurostat non azzarda. Fa bene. Anche perché sono già un azzardo le stime in questione, per le quali la Germania perderà quasi 16 milioni di abitanti e l’Inghilterra ne guadagnerà altrettanti, mentre l’Italia, con 65 milioni, sarebbe uno dei paesi col maggiore incremento. La previsione Eurostat che riguarda l’Italia è superiore alla previsione “alta” dell’Istat, ma surclassa anche la previsione “centrale” (che prevede 63 milioni di abitanti, tra gli anni Trenta e Quaranta, per poi cominciare un lento cammino discendente), ritenuta più affidabile. In precedenza, Eurostat dava l’Europa sotto il mezzo miliardo di abitanti già prima del 2050 e l’Italia a 59 milioni, previsione allora in linea con quella “bassa” dell’Istat. Va a capire che cosa ha fatto cambiare idea a Eurostat, visto che nel frattempo la fecondità italiana è diminuita.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;La fecondità, appunto. E’ evidente che l’Europa non ce la fa neppure alla lontana ad assicurare il semplice rimpiazzo delle generazioni (2,1 figli in media per donna). E hai voglia di andarti a inventare chissà quali cause profonde. Il fatto puro e semplice, rispetto a non più di quattro decenni fa, è che si hanno meno rapporti sessuali nelle età feconde. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Una tesi straordinariamente diffusa al riguardo vuole che il matrimonio non più per sempre, il successo del divorzio, la maggiore libertà sessuale, unitamente alla pratica dei rapporti sessuali non più condizionati, neppure alla lontana, dalla procreazione (se non per evitarla), non abbiano fatto che determinare un aumento assoluto dei rapporti sessuali tra uomini e donne rispetto alle epoche in cui quei rapporti erano molto meno liberi. Non è così. Negli anni in cui il matrimonio era in salute, gli italiani non soltanto si sposavano pressoché tutti ma lo facevano a età decisamente giovanili. In particolare, l’età media al matrimonio della donna è passata dai 24 di allora ai 30 anni di oggi. Sei anni cruciali, in cui si è nel pieno della vitalità, anche sessuale. Cosicché appare non improbabile ma del tutto impossibile che le donne di oggi, che si sposano assai poco e lo fanno a età già avanzate, abbiano mediamente un numero di rapporti sessuali pari alle loro coetanee sposate degli anni Sessanta. Godono, è indiscutibile, di maggiore libertà, anche e proprio sotto un profilo strettamente sessuale, cambiano un maggior numero di partner, ma questo non si traduce affatto in un maggior numero di rapporti sessuali. Una venti-trentenne nel matrimonio ha senz’altro, mediamente parlando, un numero di rapporti sessuali molto superiore a quelli di una donna di pari età non sposata – e, com’è nella maggioranza dei casi a quelle età, neppure convivente con un uomo. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Secondo un’altra tesi che va per la maggiore la riproduzione sessuale risulterebbe facilitata piuttosto fuori del matrimonio che non dentro il matrimonio in considerazione del fatto, che ben presto la vita sessuale nel matrimonio diventa abitudine e finisce per trasformarsi in svogliato rituale. E’ vero che la proporzione dei nati fuori dal matrimonio sul totale dei nati non fa che aumentare. Anche in Italia, dove pure questa proporzione è più bassa che nei paesi dell’Europa del centro-nord, un nato su quattro viene da coppie di fatto, e ha visto una crescita considerevole a partire dalla metà degli anni Settanta, a legislazione sul divorzio ormai sicura. In alcuni paesi dell’Europa nord occidentale questa proporzione sfiora il livello di un nato su due e si prefigura addirittura un sorpasso negli anni a venire: più nati fuori che dentro il matrimonio. L’errore di questa tesi è quello di non capire che queste cifre rappresentano più il riflesso della crisi del matrimonio che non il successo in sé e per sé, riproduttivamente parlando, delle coppie non matrimoniate. E’ la crisi del matrimonio a rivalutare ed esaltare oltre i suoi meriti il “fuori matrimonio”. Non soltanto, infatti, nell’Europa continentale e settentrionale il matrimonio è assai poco frequente – solo quattro matrimoni annui ogni mille abitanti – ma è anche sottoposto a un tasso di divorzialità pari alla metà del tasso di nuzialità, assai alto in sé e più alto di quello italiano. Cosicché il contributo al totale delle nascite di una vita matrimoniale limitata nella diffusione e anche nella durata non può che essere assai poco soddisfacente, cosa che di riflesso porta all’innalzamento della proporzione delle nascite che si verificano fuori dal matrimonio sul totale delle nascite. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Ma da questo stato di cose non si può ricavare affatto la conclusione che mentre il matrimonio non è più così “efficiente” per la procreazione sono proprio le unioni che ne prescindono a rivelarsi le più prolifiche. Entrambe queste affermazioni sono sbagliate. Relativamente al matrimonio, in quanto sta diventando una fattispecie minoritaria e instabile. E relativamente alle altre unioni perché non sono prolifiche in se stesse, bensì semplicemente in crescita quantitativa, conseguentemente all’arretramento del matrimonio. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Stiamo dunque assistendo, non soltanto a livello europeo ma occidentale in senso pieno, a uno spostamento marcato della riproduzione dall’ambito matrimoniale a quello extra matrimoniale. Questo spostamento – è il punto su cui riflettere – non ha attenuato l’indebolimento della riproduzione sessuale ma, tutto il contrario, ne è stato un fattore, e forse il più decisivo, di aggravamento. Caduto il matrimonio caduti i rapporti sessuali caduta la fecondità caduta la riproduzione sessuale. E’ questa l’unica tesi che abbia il suffragio dei dati, checché se ne pensi del matrimonio.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;© - FOGLIO QUOTIDIANO&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Il cervello? Allenare con cura di Marco Magrini, Il Sole 24 Ore, 3 luglio 2011&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;È bene che sappiate subito una cosa: questa intervista cambierà, seppur di poco, il vostro cervello. Perché dopotutto, «l'obiettivo ultimo è conoscere se stessi», dice Tomaso Poggio. Ma Poggio, che filosofo non è, dell'iscrizione sul tempio dell'Oracolo di Delfi ha una visione molto più moderna. Per lui, conoscere noi stessi significa capire come funziona il cervello umano, togliere i veli sui meccanismi dell'intelligenza. «Secondo me, è una questione ancor più importante dell'origine della vita o della materia. Per un semplice motivo: è con il cervello che cerchiamo di capire gli altri problemi», dice il neuroscienziato dell'Mit, direttore del Center for biological and computational learning.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;È un po' restrittivo, definire Poggio un neuroscienziato. Saldamente fra i primi dieci della classifica Top italian scientist (secondo il cosiddetto H-index, che tiene conto dei lavori pubblicati e di quante volte vengono citati), è però anche il numero uno per ecletticità: ha scritto paper di biofisica, matematica dei sistemi non lineari, teoria dell'apprendimento, visione degli insetti, genomica, computer grafica e perfino di finanza (con i suoi algoritmi ha cofondato un hedge fund, poi venduto). È una specie di conferma: tutto comincia dal cervello.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;«Siamo ancora ben lontani dal capire come funzioni l'intelligenza», avverte il professore dell'Mit, nato a Genova 64 anni fa. «Ma la ricerca sta portando frutti a una rapidità un tempo impensabile». Poggio è un pioniere della visione computerizzata, eppure ammette che non si sarebbe mai atteso di vedere - nell'arco della vita - le applicazioni commerciali di un lavoro uscito dal suo laboratorio quindici anni fa. «C'è un'azienda israeliana, fondata da un mio ex allievo – racconta – che produce sistemi visivi per le automobili: mantiene la distanza di sicurezza, vede i pedoni e frena in caso di pericolo». La Volvo già monta su una vettura i sistemi della MobilEye di Gerusalemme, che nei prossimi due anni saranno adottati anche da Bmw, Audi, Toyota, Ford. Ormai, quasi tutte le macchine fotografiche digitali sono in grado di individuare volti umani, per metterli a fuoco. Anche questo origina da uno studio di Poggio degli anni Novanta. Un po' di tempo prima era successo lo stesso con l'algoritmo – originalmente adottato da Panasonic – per correggere il movimento della mano nelle telecamere. È quel che accade quando si usa il cervello per studiare il cervello. L'intelligenza come grimaldello dell'intelligenza.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;E pensare che questa storia origina da «Fiori per Algernon», un libro per bambini degli anni Cinquanta, dove un uomo e un topo si sottopongono a un esperimento per aumentare la propria intelligenza. «Rimasi attratto dalle domande scientifiche sull'intelligenza. Che cos'è? Come si può migliorarla?», racconta lo scienziato genovese che, dopo dieci anni all'Istituto Max Plank per la biologia cibernetica, nell'81 ha accettato la cattedra all'Mit.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Ma quelle domande sono ancora aperte. «Il cervello ha bel numero di connessioni: 10 alla quattordicesima», ovvero 100mila miliardi. A voler fare un'analogia con il computer, «la memoria umana è nell'ordine dei 10 alla quindicesima bit». Le macchine «sono già in grado di fare cose meglio di noi, ad esempio giocare a scacchi, ma ho qualche dubbio quando Ray Kurzweil dice che la crescita della capacità di calcolo porterà a macchine più intelligenti di noi: nessuna crescita esponenziale può andare avanti all'infinito, e non è detto che maggiore capacità di calcolo comporti maggiore intelligenza».&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Il prossimo obiettivo di Tomaso Poggio è puntare dritto ai meccanismi dell'intelligenza. Il suo contributo all'umana scoperta del cervello umano, potrebbe racchiudersi in un'intuizione: «Credo che la chiave dell'intelligenza stia nell'apprendimento», dice, osservando poi che sarebbe una buona idea spiegare a scuola, alle giovani generazioni, che il cervello «è come un muscolo da allenare». A conti fatti, non si studia la storia per imparare le date, ma per "costruire" il cervello.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;«Il cervello è in costante cambiamento», spiega il professore. «Durante questa chiaccherata al telefono, le cose che ci siamo detti hanno cambiato fisicamente il nostro cervello: alcuni dendriti, piccoli rametti dei neuroni, sono cresciuti e altri sono decresciuti». Ma anche i dendriti dei lettori che arrivano in fondo all'intervista? «Certo, anche i loro».&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;LA SCIENZA - Neuroni, pensieri e sensazioni l'intelligenza umana in un pc - L'Human Brain Project del Politecnico di Losanna riprodurrà le operazioni dell'encefalo usando un super computer, potrebbe essere completato entro il 2023 e l'Ue è pronta a finanziarlo. Nell'équipe neuroscienziati e informatici, esperti di robotica e di bioetica di nove Paesi europei "Ce la faremo" - di ELENA DUSI, &lt;a href="http://www.repubblica.it/"&gt;http://www.repubblica.it&lt;/a&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Servirà un computer un milione di volte più potente dei supercalcolatori di oggi. Ma alla fine - il traguardo è fissato per il 2023 - gli scienziati dell´Human Brain Project contano di riprodurre il funzionamento del cervello umano in un unico enorme circuito elettrico.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;«L´obiettivo è ambizioso, ma non impossibile se guardiamo alla velocità con cui è cresciuta la potenza di calcolo negli ultimi anni» spiega Enrico Macii, docente di circuiti elettronici al Politecnico di Torino. La squadra dell´Human Brain Project mette insieme esperti di neuroscienze e di informatica, di robotica e di bioetica, provenienti da nove paesi europei. A coordinarli è Henry Markram del Politecnico di Losanna, che in sei anni di lavoro è già riuscito a tradurre nella lingua dei computer la vita e il funzionamento di un frammento di 10mila neuroni della corteccia cerebrale di un topo. Una goccia nel mare rispetto ai 100 miliardi di neuroni del cervello umano che il team europeo si propone di analizzare e di riprodurre, mattone su mattone, all´interno di un calcolatore.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Se ad aiutare Markram con il cervello del topo è stato un calcolatore parente di quel Deep Blue che nel 1997 battè a scacchi Garry Kasparov, per l´organo del pensiero umano ancora non esiste una macchina capace di raccogliere la sfida. «Useremo non un singolo computer, ma un cluster di supercalcolatori collegati fra loro» spiega Macii. Per il momento l´Human Brain Project è in corsa per aggiudicarsi il colossale finanziamento di un miliardo di euro in dieci anni che l´Unione Europea ha promesso ai due progetti di ricerca più importanti e lungimiranti del continente.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Sei team di scienziati sono in corsa per il riconoscimento, che verrà assegnato nell´estate del 2012. I concorrenti di Losanna si occupano di grafene, il materiale che promette di rimpiazzare il silicio e che è stato premiato l´anno scorso con il Nobel della fisica; di una piattaforma di computer in grado di analizzare enormi quantità di dati da tutto il mondo e prevedere crisi naturali o collassi economici; di "angeli guardiani", macchine che raccolgono dati su un individuo lungo il corso della sua vita e lo aiutano nelle sue scelte senza utilizzare batterie ma ricavando energia dal corpo umano; di strumenti per l´analisi del Dna e la medicina personalizzata; di robot intelligenti, capaci di emozioni e in grado di assistere gli anziani o di aiutare i soccorritori durante le catastrofi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;«Noi di Human Brain Project stiamo preparando il progetto finale da sottoporre alla Commissione Europea» spiega Macii. «Il primo passo è raccogliere dati molto accurati sul cervello. Poiché ci occuperemo del cervello umano, abbiamo bisogno di sensori che non siano invasivi». Successivamente, bisognerà tradurre le leggi che regolano pensieri e sensazioni in un linguaggio comprensibile ai computer. «Ed è in questa fase che avremo bisogno di un´enorme capacità di calcolo» e di una potenza neppure paragonabile ai 30 watt di una lampadina consumati in media dal nostro organo del pensiero. Nel database informatico finiranno infatti dati su come i neuroni sono strutturati, secondo quale architettura sono legati ai neuroni vicini, quali neurotrasmettitori utilizzano per scambiare messaggi e quali geni sono attivi al loro interno. Come è avvenuto per il frammento di cervello di topolino simulato da Markram, si partirà da un piccolo gruppo di cellule per poi ricostruire una singola area cerebrale e infine l´organo intero.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Quando il gigantesco meccanismo del cervello artificiale sarà completato, potrà simulare l´effetto di nuovi farmaci, «o potrà essere trasferito in un robot capace di prevedere il futuro» spiega Macii. Non è un caso che una parte dell´équipe - fra cui i ricercatori del Cnr e del laboratorio Lens dell´università di Firenze - si stia occupando di costruire sistemi di visione artificiale. Ma la sfida si presenta enorme, se si pensa che per simulare il funzionamento di un solo neurone oggi serve la potenza di calcolo di un laptop, e se ciascuno dei 100 miliardi di neuroni umani può stringere una connessione con altri 10mila neuroni vicini. E a Deep Blue non resterà che impallidire quando si renderà conto che è finita l´epoca delle partite a scacchi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;L'intervista&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;L'italiano Egidio D'Angelo fa parte del gruppo di lavoro: ''Un software per tradurre come funziona la nostra mente''&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;«Siamo lanciati, pensiamo che il riconoscimento della Commissione Europea non ci sfuggirà». Egidio D´Angelo, neuroscienziato dell´università di Pavia, lavora all´Human Brain Project. Si occupa del primo anello della catena: la raccolta dei dati all´interno del cervello.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Come avviene il suo lavoro?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;«Siamo in grado di osservare anche singoli neuroni: come sono collegati con gli altri neuroni, come comunicano fra loro, quali neurotrasmettitori usano. I nostri dati sono il punto di partenza. Il difficile viene soprattutto dopo».&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Cervello umano e computer funzionano in modo così differente.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;«Il cuore del problema sarà sviluppare un software in grado di tradurre tutti i dati sul funzionamento del cervello in un linguaggio informatico».&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Si parla da anni di intelligenza artificiale. Ma il vostro progetto è qualcosa di diverso?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;«In un certo senso è un progetto più umile. Partiamo dal presupposto che non conosciamo nulla del funzionamento del cervello. Scegliamo allora di osservarlo nei suoi dettagli e di ricostruirlo su un supporto informatico mattone su mattone. È un´operazione di simulazione che è molto complicata ma in cui paradossalmente ci limitiamo a imitare la natura. Il risultato finale potrà servirci a guidare robot o a farci capire i meccanismi delle malattie mentali, sviluppando nuovi farmaci più efficaci degli attuali». (Elena Dusi)&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;(04 luglio 2011) © RIPRODUZIONE RISERVATA&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;I NEURONI DISTRUTTI DAL PARKINSON "RICREATI" DALLA PELLE IN LABORATORIO di Boncinelli Edoardo, Corriere della Sera di lunedì 4 luglio 2011&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Uno studio del San Raffaele pubblicato sulla rivista scientifica «Nature» apre nuove prospettive di cura. Senza l'utilizzo di cellule staminali I neuroni distrutti dal Parkinson «ricreati» dalla pelle in laboratorio di Alcune cellule fondamentali del corpo umano si possono oggi produrre direttamente senza passare per una fase di cellula staminale. E' il caso dei neuroni dopaminergici del nostro cervello che si possono ottenere direttamente da cellule adulte della pelle. Un gruppo di ricerca italiano guidato da Vania Broccoli del San Raffaele di Milano ha appena pubblicato sulla rivista Nature i risultati di una ricerca su questo tema, in collaborazione con i gruppi di Alexander Dityatev dell'Istituto italiano di tecnologia (lit) di Genova e di Stefano Gustincich della Sissa di Trieste. Partendo da cellule adulte, fibroblasti per la precisione, di topo oppure di uomo, i ricercatori sono riusciti a convertirle in quegli specifici neuroni del mesencefalo che producono dopamina e che contribuiscono a controllare i movimenti del nostro corpo, così che la loro assenza o ridotta attività causano i ben noti problemi associati al morbo di Parkinson.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Sono decenni che si cerca una soluzione cellulare per tale morbo. Poiché il danno implicato è relativamente ristretto — si tratta infatti di un difetto circoscritto a questo tipo di neuroni — sembrerebbe facile porvi rimedio, ad esempio rimpiazzando le cellule non più funzionali con nuove cellule all'altezza del loro compito. Però per ora non ci si era riusciti. Viene quindi più che a proposito l'esperimento di Broccoli e collaboratori, che Nature ha ritenuto così importante da pubblicarlo e darne anche un'anteprima on-line. Cellule neuronali sono state già prodotte in vitro a partire da cellule staminali artificiali o anche direttamente da fibroblasti senza passare per una fase di cellula staminale. Si tratta però di una popolazione mista di neuroni di tutti i tipi e come tale difficilmente utilizzabile per scopi clinici. Il bello dell'esperimento di cui stiamo parlando è che porta alla produzione di soli neuroni dopaminergici, proprio quelli implicati nel Parkinson. Lo scopo viene raggiunto inserendo nei fibroblasti in coltura tre geni di alto livello gerarchico che li riprogrammano completamente nella direzione voluta. Non passare attraverso una fase di cellula staminale, commentano gli autori, aggira il problema della generazione di possibili cellule tumorali, un rischio sempre in agguato quando si maneggiano cellule staminali indotte. Ovviamente si può contare così su un numero ridotto di cellule, ma trattandosi di fibroblasti il problema del numero di cellule troppo basso non esiste. Prima di essere riprogrammati, infatti, i fibroblasti possono essere coltivati in gran numero. Un gran bel lavoro che combina il rigore di una ricerca fondamentale con un notevole acume applicativo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Il condominio dei padri separati - Alimenti all´ex moglie, mutuo e spese legali: i papà senza famiglia finiscono in bolletta e sono i "nuovi poveri". E aumentano i residence per accoglierli. Sono professionisti, impiegati, uomini d´arte. Nessuno di loro aveva mai avuto problemi economici, ma dopo la separazione hanno scoperto di non potersi permettere un affitto Viaggio, a Roma, in uno dei "residence", in aumento in tutto il Paese, che a prezzi sociali danno un tetto, e un po´ di sollievo, a questi "nuovi poveri". E ai loro figli - 04 luglio 2011 di MARIA NOVELLA DE LUCA, &lt;a href="http://www.repubblica.it/"&gt;http://www.repubblica.it&lt;/a&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;ROMA - «Papà, stanotte guardiamo le stelle?». Bruno sorride e dice sì. La serata è limpida, il vento ha portato via l´afa, e il telescopio enorme e bellissimo ingombra l´intero salotto del mini appartamento nel "condominio" dei papà separati. Ci sono i fiori, le porte aperte, i vasi di gerani e di girasoli. «Quando i miei figli vengono qui nel weekend è sempre una festa. Ora la scuola è finita e possiamo fare un po´ più tardi… Stasera ceneremo con il mio amico Sergio e la sua bambina che abitano qui accanto, poi domani gita al lago tutti insieme. Ho passato tutta una vita in teatro: Eduardo, Gassman, compagnie su compagnie, ovunque mi trovo "faccio famiglia". Dopo la fine del mio matrimonio, per 4 anni non ho più avuto né una casa né una stanza dove portare i miei figli, non potevo permettermi nemmeno un monolocale». &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;«Sono dovuto tornare a Napoli dai miei genitori - continua Bruno - ho perso il lavoro, mi sono ammalato. Non riuscire a vedere i bambini è stata una sofferenza enorme, per me e per loro. Poi mi sono messo in lista, da un mese sono approdato nella casa dei papà e finalmente ho trovato un´ancora».&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Bruno, che faceva il direttore di scena nei più grandi teatri italiani. Sergio, veterinario. Giancarlo, cuoco in un hotel a 4 stelle. E poi carabinieri, poliziotti, insegnanti, ingegneri, artigiani: padri separati, ex mariti, avevano redditi medi o da benestanti, dopo la crisi delle loro unioni sono diventati "nuovi poveri", hanno vagato tra amici, parenti, dormitori. Impossibile pagare un affitto se dopo aver versato il mantenimento per i figli e magari una rata di mutuo restano nel portafoglio 300, al massimo 500 euro. E la fine di un amore diventa così anche una catastrofe economica.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Roma, Casal Monastero, estrema periferia nordest della Capitale. Si deve superare un inferno di traffico e cantieri per arrivare in quest´area di urbanizzazione nuova dove resiste un residuo pezzo di campagna. È qui, nel residence Torre di Pratolungo, che due anni fa è stata inaugurata la casa, anzi il "condominio dei papà" del Comune di Roma, il più grande d´Italia. Venti appartamenti autonomi, ognuno dotato di salotto, camera da letto, bagno, angolo cottura e un piccolo spazio esterno in un giardino comune. Sono 4 milioni i padri separati in Italia, e, di questi, secondo le stime della Caritas, 800mila sono precipitati nella povertà dopo aver lasciato la casa coniugale. Uomini con redditi e professioni stabili, da 1600-2000 euro al mese, e che oggi affollano mense e dormitori pubblici. Ma che soprattutto non hanno più uno spazio protetto dove poter stare con i loro figli, perché nel 90 per cento dei casi di separazione nella casa di famiglia restano a vivere la moglie e i bambini. Così in tutta Italia sono nate in pochi anni decine di case dei papà, ostelli, miniappartamenti, condomini, gestiti dagli enti locali, ma anche da associazioni private o religiose, a Bolzano, Roma, Milano, Savona, Venezia. Alcune strutture sono riservate ai padri. Altre, come a Trento, ai genitori (sia madri che padri) in difficoltà.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;«Ogni papà qui paga 200 euro di affitto al mese, può restare un anno o poco di più», spiega Ilaria Perulli della cooperativa romana Un sorriso. Per accedere, bisogna fare la domanda al municipio di appartenenza dimostrando di avere un reddito Isee al di sotto di una certa soglia. «La casa è una specie di luogo della tregua, dove uomini che sentono di aver perso tutto trovano finalmente un po´ di pace» spiega Perulli. «E una volta al mese, ma in estate si raddoppia, facciamo laboratori per i bambini: con i padri, ma anche le madri, i nonni…». Aggiunge Sveva Belviso, assessore alle Politiche sociali del Comune di Roma: «Presto gli appartamenti diventeranno 30, la richiesta è altissima e siamo di fronte a un´emergenza sociale. A differenza delle madri, per i padri non esisteva nulla».&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Sergio ha 48 anni e fa il veterinario. Il suo appartamento è curato: quadri, libri, piante, una cucina per le bambole e il frigorifero ben fornito. «Mia figlia dice che questa è la casa dei cento gatti. Ha fatto subito amicizia con i bambini degli altri papà. Mia moglie e io ci siamo separati serenamente, eppure a settembre scorso, quando ha lasciato casa, mi sono sentito un profugo. La separazione è arrivata proprio nel momento in cui stavo facendo un salto nel lavoro e avevo messo su, con un socio, un ambulatorio veterinario… Ero pieno di debiti, disperato, e se non fosse stato per la straordinaria solidarietà di molti amici non avrei avuto un rifugio dove dormire, e nemmeno dove incontrare mia figlia». Sergio è arrivato nel "condominio dei papà" a febbraio. «All´inizio mi è sembrato strano approdare in periferia, vengo da corso Trieste, un quartiere borghese, da una vita benestante. L´appartamento era freddo, ho cercato subito di renderlo accogliente perché mia figlia si sentisse a casa. Ogni mattina attraverso la città, vado a prenderla e la porto a scuola. Poi, nei giorni di festa, nei weekend sta con me. Tra noi padri del condominio sono nate belle amicizie. È una strana comunità, un po´ scherzosa, un po´ da compagni di sventura. C´è chi è più arrabbiato, chi più sofferente, chi più sereno. Ma quello che inasprisce anche le situazioni più lievi è il dramma economico».&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;«Ormai è evidente in tutto il mondo occidentale che la separazione impoverisce gravemente la famiglia» osserva Milena Pini, presidente dell´Associazione italiana degli avvocati per la famiglia (Aiaf). «I problemi però sono su entrambi i fronti, perché se è vero che per i padri diventa un dramma trovare un alloggio, è vero anche che spesso le madri devono fare battaglie durissime per avere ciò che spetta loro per mantenere i figli. In questi casi dovrebbe essere lo Stato ad anticipare l´assegno di mantenimento, rivalendosi poi sul genitore inadempiente». Una prassi già attiva a Bolzano, dove la Provincia si fa carico dell´assegno se il genitore non paga. E proprio a Bolzano è nata nel 2004 la prima "comunità" per padri separati. «Tra pochi giorni», anticipa Elio Cirimbelli, fondatore e direttore dell´Asdi, centro di assistenza ai separati e divorziati «questa struttura chiuderà e inaugureremo dei veri e propri appartamenti per dare più privacy ai genitori e ai figli. È per tutelare i bambini che nel 2004 abbiamo fondato le nostre microcomunità. E poi non avere un posto dove accogliere i propri figli dopo la separazione può addirittura portare il giudice a impedire gli incontri perché manca un luogo ritenuto idoneo».&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Giancarlo fa il cuoco e guadagna 1600 euro al mese. Seicento li versa alla moglie (casalinga) e alle due figlie, 450 servono per pagare un vecchio debito. A lui restano in tasca 550 euro, di cui 30 per la tessera dell´autobus. Tolti i 200 euro di affitto per la casa dei papà, Giancarlo può contare su un reddito di poco più di 300 euro al mese. È arrabbiato, deluso. «La separazione l´ho subita. Quando vivevamo tutti insieme non ci mancava niente, eravamo una famiglia dignitosa. Oggi siamo poveri. Qui ho una piccola mansarda, con una bella luce. Mi sento al sicuro, non mi manca nulla, le mie figlie ci vengono volentieri, ho ritrovato la mia dignità. Ma domani? Dovrò di nuovo chiedere, per favore, un posto per dormire?».&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;© RIPRODUZIONE RISERVATA&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;LA SALUTE GLOBALE CONVIENE A TUTTI di Vella Stefano, Corriere della Sera di domenica 3 luglio 2011&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Sono almeno 20 milioni le persone che muoiono prematuramente nei Paesi in via di sviluppo per malattie che nei Paesi ricchi sono prevenibili o curabili. Tra queste, i io milioni di individui con infezione da Hiv che non possono accedere alle cure che hanno trasformato una malattia mortale in una patologia cronica. La Conferenza Aids dell'anno 2000, organizzata per la prima volta in Africa, ha fatto comprendere la dimensione catastrofica di questa epidemia nel Sud del Mondo e ha avviato la battaglia per l'accesso universale alle cure. Dieci anni fa, 198 Paesi hanno sottoscritto, in una sessione delle Nazioni Unite, il solenne impegno a raggiungere, entro il 2015, dieci «obiettivi del millennio». Molti riguardano la salute: abbattere la mortalità infantile, quella da parto e quella per Aids, Tbc e malaria. Ma, al ritmo attuale, ci vorranno più di 25o anni per raggiungere quei, seppur parziali, obiettivi, altro che 2015! Dal 17 luglio il nostro 99 Paese avrà l'onore di ospitare a Roma la Conferenza Mondiale Occuparsi delle sull'Aids. Ma l'Italia da tre malattie di chi è anni non onora le sue promesse nei confronti lontano previene del Fondo Globale, una quelle di chi delle istituzioni internazionali che sta ci sta accanto permettendo ai Paesi poveri di affrontare 1'Aids. Non è solo «beneficienza»: la terapia anti-Hiv permette di abbattere la trasmissione del virus e quindi, in prospettiva, forse, di spegnere l'epidemia. La crisi economica c'è, si fa sentire, le difficoltà ci sono, inutile fingere; però questo debito era stata contratto prima con la comunità internazionale. Il concetto di salute globale trascende le prospettive delle singole nazioni. Non solo perché i virus non hanno bisogno di passaporto. Ma perché in un mondo globale, interconnesso e sempre più «piccolo», occuparsi della salute anche di chi è più lontano significa curare e prevenire le malattie di chi ti sta accanto. Per l'oggi, ma soprattutto per le generazioni future. La salute non è solo un diritto di ogni uomo, ma riguarda lo sviluppo dei popoli e la pace. Non c'è sviluppo senza salute. E non c'è pace senza diritti: il diritto alla salute è tra quelli fondamentali.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Lo «scandalo» del Corpus Domini di Guido Villa, 05-07-2011, &lt;a href="http://www.labussolaquotidiana.it/"&gt;http://www.labussolaquotidiana.it&lt;/a&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Dal mondo cattolico di lingua tedesca giungono preoccupanti segnali di una sempre più flebile fede nella presenza reale di Gesù nell’Eucaristia.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Il primo caso che segnaliamo accade a Magdeburgo, in Germania. In occasione della processione del Corpus Domini, quest’anno l’Ufficio Stampa della diocesi ha fornito agli organi di informazione locali una spiegazione del mistero dell’Eucaristia che lascia allibiti.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Nel comunicato diramato si afferma infatti che in tale occasione i cattolici celebrano in modo particolare la presenza di Gesù nei segni della cena (il concetto usato in tedesco è «Zeichen des Abendmahls», quindi un linguaggio tipicamente protestante), ovvero nel calice e nel pane benedetti. Quale espressione di questa fede, dal secolo XIII «un tale pane benedetto […] viene portato nelle strade con tutti gli onori affinché sia visibile a tutti».&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Interrogato su questa grave improprietà di termini usata nel descrivere l'Eucaristia, il portavoce della diocesi di Magdeburgo, Thomas Lazar, ha fornito una risposta che rivela la confusione di cui spesso soffre la Chiesa tedesca. Nella processione del Corpus Domini, ha precisato, infatti, Lazar al portale cattolico kath.net, non si porta per le strade «un pane benedetto qualsiasi, bensì Gesù Cristo, presente in questo Sacramento. [ …] Con l'espressione “pane benedetto” non si era inteso fornire una definizione dogmatica dell'Eucaristia, ma avvicinare i lettori non cristiani della regione, che sono l'80% della popolazione, al mistero della solennità del Corpus Domini». Proseguendo: «Sono convinto che noi nell'est della Germania, se vogliamo che la gente ci stia ad ascoltare, dobbiamo usare una lingua che possa interessare e conquistare. Se nell'ambiente in cui viviamo scrivessimo che portiamo per le strade e adoriamo il Corpo e il Sangue del Figlio di Dio Gesù Cristo, ciò susciterebbe sicuramente irritazione e avversione […]».&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Insomma, per rendersi attraenti, sembra dire il portavoce della Diocesi di Magdeburgo, occorre talvolta attenuare il senso pieno delle verità di fede. Tuttavia, il linguaggio tipicamente protestante di cui è intriso il sopracitato messaggio diffuso alla stampa fa sorgere qualche legittimo dubbio sul fatto che si sia in realtà cercato di evitare di urtare la suscettibilità dei luterani nel cui Duomo - che ovviamente fino alla Riforma protestante era però una cattedrale cattolica… - ha avuto luogo la Santa Messa che ha preceduto la processione del Corpus Domini, conclusasi poi nell’attuale cattedrale cattolica di San Sebastiano.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Un altro segnale preoccupante giunge poi da San Gallo, nella Svizzera tedesca. Il parroco cattolico del Duomo, Josef Raschle, ha infatti avuto la brillante idea di rafforzare la fede dei propri parrocchiani nel mistero dell’Eucaristia invitando a predicare, sempre in occasione della solennità del Corpus Domini, il pastore protestante Hansruedi Felix della Chiesa riformata svizzera (quella fondata da Huldrych Zwingli), presso la quale, così come presso tutte le comunità protestanti, non si crede nella presenza reale del vero Corpo e del vero Sangue di Cristo nel sacramento dell’Eucaristia, né nel valore sacrificale della Santa Messa che rende presente e attuale il martirio di Cristo sulla Croce.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Da un predicatore non cattolico non ci si poteva certo attendere un’immersione nel mistero dell’Eucaristia e infatti l’“omelia” di Felix ha avuto come tema principale la cosiddetta “Concordia di Leuenberg”, l’accordo con cui luterani e riformati, e in seguito altre comunità protestanti, hanno finalmente considerato superate alcune controversie teologiche interne al protestantesimo, anche in riferimento a quella che essi chiamano la “santa cena”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;A questo punto è lecito domandarsi se il messaggio inviato ai credenti dal parroco Raschle e dal vescovo di San Gallo Markus Büchel - quest’ultimo certamente non all’oscuro dell’iniziativa del suo sacerdote - scegliendo di affidare la predicazione al pastore Felix, e quindi ammettendolo a ricevere la Comunione proprio in occasione della solennità del Corpus Domini, sia stato quello dell’equivalenza tra sacerdozio cattolico e pastorato protestante, quello dell’identità tra Santa Messa cattolica e “santa cena” protestante e infine che la “Concordia di Leuenberg” rappresenti il modello per risolvere le controversie teologiche sull’Eucaristia anche tra cattolici e protestanti, con la conseguente abolizione dal credo cattolico degli articoli di fede riguardanti la presenza reale e il sacrificio eucaristico.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;È peraltro triste constatare come in quei mondi la pratica di invitare a predicare pastori protestanti e ammetterli a ricevere la Comunione sia diffusa, tollerata e magari incoraggiata, benché rappresenti un evidente caso di sacrilegio e di profanazione della Santa Messa e dell’Eucaristia.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;È infatti tipico della retorica irenistica e falso-ecumenica affermare che tra cattolici e protestanti è più ciò che unisce di ciò che divide, come se gli elementi di contrasto - quali appunto la presenza reale del Corpo e del Sangue di Gesù nell’Eucaristia, il valore di sacrificio della Santa Messa, i dogmi della Chiesa, la venerazione della Beata Vergine Maria, la Vergine Maria quale sancta Dei genitrix, la sua Immacolata Concezione, l’idea propria del sacerdozio, la figura del Papa e altri ancora - fossero questioni di scarsa importanza. È tipico, ma è un cattivo pensiero e un pessimo insegnamento.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Il neoeletto arcivescovo di Berlino, Rainer Maria Woelki, intervistato nel 2010 dal giornale diocesano di Colonia Kirchenzeitung für das Erzbistum Köln, richiesto di una previsione sullo stato della Chiesa cattolica nell'anno 2035, ha risposto: «Vivremo l’esperienza di un cristianesimo molto deciso. Ciò che oggi è ancora di facciata, crollerà […]. La Chiesa dovrà lasciarsi ricondurre all’essenziale. Questo è un lungo processo, che il Signore ha già avviato […]». Parole sante.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;«La Chiesa non è semplice filantropia» di Massimo Introvigne, 05-07-2011, &lt;a href="http://www.labussolaquotidiana.it/"&gt;http://www.labussolaquotidiana.it&lt;/a&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Il 2 luglio Benedetto XVI ha ricevuto in udienza i partecipanti a un pellegrinaggio della Diocesi di Altamura-Gravina-Acquaviva delle Fonti, cui ha dedicato un discorso sulla natura della Chiesa e sulla corretta interpretazione dell’espressione «popolo di Dio» privilegiata dal Concilio Ecumenico Vaticano II.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Non bisogna mai perdere di vista, ha detto il Papa, che la «Chiesa [è] comunità pellegrina nella storia verso il suo compimento escatologico in Dio». Questo significa «riconoscere che la Chiesa non possiede in se stessa il principio vitale, ma dipende da Cristo, di cui è segno e strumento efficace». La Chiesa opera nella storia perché anche chi non è vissuto in Palestina duemila anni fa possa incontrare il Signore. «Nella relazione con il Signore Gesù essa trova la propria identità più profonda: essere dono di Dio all’umanità, prolungando la presenza e l’opera di salvezza del Figlio di Dio per mezzo dello Spirito Santo». La Chiesa è dunque un mistero: «è essenzialmente un mistero d’amore a servizio dell’umanità in vista della sua santificazione».&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Ma perché, allora, il Concilio privilegia l’espressione «popolo di Dio»? «Il Concilio Vaticano II - ha spiegato il Papa - ha affermato su questo punto: “Piacque a Dio di santificare e salvare gli uomini non individualmente e senza alcun legame tra loro, ma volle costituire di loro un popolo, che lo riconoscesse nella verità e santamente lo servisse” (Lumen gentium n. 9)». Lungi dal volere contraddire le nozioni di corpo mistico di Cristo e di mistero, il Concilio ha voluto sottolineare che «realmente la Parola di Dio ha creato un popolo, una comunità, ha creato una comune gioia, un pellegrinaggio comune verso il Signore». Essere popolo non significa però essere una mera realtà sociologica: l’essere Chiesa «non viene solo da una forza organizzativa nostra, umana, ma trova la sua sorgente e il suo vero significato nella comunione d’amore del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo: questo amore eterno è la fonte dalla quale viene la Chiesa e la Trinità Santissima è il modello di unità nella diversità e genera e plasma la Chiesa come mistero di comunione».&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Dunque la Chiesa è insieme e nello stesso tempo popolo di Dio e corpo di Cristo. Chi invece contrappone le nozioni di popolo di Dio e di corpo mistico, secondo quella che il Papa ha chiamato in altre occasioni «ermeneutica della discontinuità e della rottura» del Vaticano II, riduce la Chiesa a una semplice dimensione orizzontale, che ne falsifica la vera identità. «È necessario – ha detto il Papa – ripartire sempre e in modo nuovo da questa verità per comprendere e vivere più intensamente l’essere Chiesa, “Popolo di Dio”, “Corpo di Cristo”, “Comunione”. Altrimenti si corre il rischio di ridurre il tutto ad una dimensione orizzontale, che snatura l’identità della Chiesa e l’annuncio della fede e farebbe più povera la nostra vita e la vita della Chiesa». Contro un certo progressismo, il Papa ribadisce che «è importante sottolineare che la Chiesa non è un’organizzazione sociale, filantropica, come ve ne sono molte: essa è la Comunità di Dio, è la Comunità che crede, che ama, che adora il Signore Gesù e apre le “vele” al soffio dello Spirito Santo, e per questo è una Comunità capace di evangelizzare e di umanizzare. La relazione profonda con Cristo, vissuta e alimentata dalla Parola e dall’Eucaristia, rende efficace l’annuncio, motiva l’impegno per la catechesi e anima la testimonianza della carità».&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;L’umanità sofferente di oggi non ha bisogno dell’ennesima agenzia filantropica, ma della Chiesa come luogo dove d’incontra veramente il Signore. «Molti uomini e donne del nostro tempo hanno bisogno di incontrare il Dio, di incontrare Cristo o di riscoprire la bellezza del Dio vicino, del Dio che in Gesù Cristo ha mostrato il suo volto di Padre e chiama a riconoscere il senso e il valore dell’esistenza. Far capire che è bene vivere da uomo». E proprio nell’attuale momento di crisi, c’è sempre di più bisogno della Chiesa come mistero e annuncio di Dio, perché la radice della crisi è precisamente la negazione di Dio. «Assistiamo ad atteggiamenti complessi: ripiegamento su se stessi, narcisismo, desiderio di possesso e di consumo, sentimenti e affetti slegati dalla responsabilità. Tante sono le cause di questo disorientamento, che si manifesta in un profondo disagio esistenziale, ma al fondo di tutto si può intravedere la negazione della dimensione trascendente dell’uomo e della relazione fondante con Dio. Per questo è decisivo che le comunità cristiane promuovano percorsi validi e impegnativi di fede».&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Il senso della Chiesa va insegnato tramite la formazione e l’educazione, e per comprendere la nozione di Chiesa del Vaticano II occorre dunque rileggere anche la dichiarazione sull’educazione Gravissimum educationis. «Particolare attenzione va posta al modo di considerare l’educazione alla vita cristiana, affinché ogni persona possa compiere un autentico cammino di fede, attraverso le diverse età della vita; un cammino nel quale – come la Vergine Maria – la persona accoglie profondamente la Parola di Dio e la mette in pratica, diventando testimone del Vangelo. Il Concilio Vaticano II, nella Dichiarazione Gravissimum educationis, afferma: “L’educazione cristiana tende soprattutto a far sì che i battezzati, iniziati gradualmente alla conoscenza del mistero della salvezza, prendano sempre maggiore coscienza del dono della fede, che hanno ricevuto… si preparino a vivere la propria vita secondo l’uomo nuovo, nella giustizia e nella santità della verità” (n. 2)».&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Chi dice educazione, dice famiglia. «In questo impegno educativo la famiglia resta la prima responsabile. Cari genitori, siate i primi testimoni della fede! Non abbiate paura delle difficoltà in mezzo alle quali siete chiamati a realizzare la vostra missione. Non siete soli! La comunità cristiana vi sta vicino e vi sostiene. La catechesi accompagna i vostri figli nella loro crescita umana e spirituale, ma essa va considerata come una formazione permanente, non limitata alla preparazione per ricevere i Sacramenti; dobbiamo in tutta la nostra vita crescere nella conoscenza di Dio, così nella conoscenza di che cosa significhi essere un uomo». Ancora, ai genitori il Papa raccomanda: «Sappiate attingere sempre forza e luce dalla Liturgia: la partecipazione alla Celebrazione eucaristica nel Giorno del Signore è decisiva per la famiglia, per l’intera Comunità, è la struttura del nostro tempo». Così l’educazione formerà a poco a poco «persone mature nella fede, per vivere in contesti nei quali spesso Dio viene ignorato; persone coerenti con la fede, perché si porti in tutti gli ambienti la luce di Cristo; persone che vivono con gioia la fede, per trasmettere la bellezza di essere cristiani».&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Per essere se stessa, la Chiesa ha bisogno di sacerdoti, cui il Papa ha rivolto questa esortazione: «Annunciate con coraggio e fedeltà il Vangelo, siate testimoni della misericordia di Dio e, guidati dallo Spirito Santo, sappiate indicare la verità, non temendo il dialogo con la cultura e con coloro che sono in ricerca di Dio». E ha bisogno, come ancora il Concilio ha ricordato collegando strettamente la sua figura alla nozione della Chiesa, di «Maria Santissima, Madre del Signore e Madre della Chiesa, Madre nostra. In lei contempliamo quello che la Chiesa è ed è chiamata ad essere. Con il suo “sì” ha dato al mondo Gesù ed ora partecipa pienamente della gloria di Dio. Anche noi siamo chiamati a donare il Signore Gesù all’umanità, non dimenticando di essere sempre suoi discepoli».&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;04/07/2011 - VATICANO – CINA - La Santa Sede condanna l’ordinazione episcopale di Leshan di Bernardo Cervellera - In una Dichiarazione resa nota oggi, si afferma che il Vaticano non riconosce il nuovo vescovo, che egli non può amministrare la diocesi e che è scomunicato. Voci a Leshan dicono che il nuovo vescovo abbia due figli. Il Vaticano aveva comunicato da tempo che egli non poteva essere accettato come candidato “per motivi gravi”. Avvertimento anche ai vescovi che hanno partecipato all’ordinazione. Timori che il governo voglia creare uno scisma di fatto, ordinando decine di altri vescovi senza il mandato papale.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;Città del Vaticano (AsiaNews) – Dura presa di posizione della Santa Sede contro l’ordinazione di p. Paolo Lei Shiyin a vescovo di Leshan (Sichuan - v.foto), avvenuta lo scorso 29 giugno senza il mandato del papa (cfr.: 29/06/2011 Leshan, sette vescovi legittimi all’ordinazione episcopale senza mandato del papa).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;In una dichiarazione pubblicata oggi dalla Sala stampa, si afferma che il neo-ordinato “è privo dell’autorità di governare la comunità cattolica diocesana”, che la Santa Sede “non lo riconosce” come vescovo di Leshan; che egli è incorso nella scomunica. Anche ai vescovi consacranti (7, tutti in comunione del papa), si ricorda che essi si sono esposti alla possibilità di scomunica, se non sono stati costretti dall’esterno a parteciparvi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;La dichiarazione, dai toni molto duri e fermi, ribatte che “un’ordinazione episcopale senza mandato pontificio si oppone direttamente al ruolo spirituale del Sommo Pontefice e danneggia l’unità della Chiesa” e precisa: “L’ordinazione di Leshan è stata un atto unilaterale, che semina divisione e, purtroppo, produce lacerazioni e tensioni nella comunità cattolica in Cina”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;L’ordinazione di Leshan è la prima ad avvenire dopo che la Santa Sede aveva diffuso una dichiarazione riguardo alle scomuniche in cui incorrono coloro che partecipano – come candidati o come ordinanti - a una ordinazione illecita (cfr. 13/06/2011 Ordinazioni illecite in Cina: la Santa Sede spiega cosa fare con i vescovi scomunicati).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;La particolare durezza si spiega anzitutto col fatto che in questo caso, lo stesso candidato, p. Lei, “era stato informato da tempo – dice la dichiarazione di oggi - che non poteva essere accettato dalla Santa Sede come candidato episcopale, a causa di motivi comprovati e molto gravi”. Secondo voci raccolte da AsiaNews a Leshan, il sacerdote sarebbe già padre di uno o due figli e sarebbe molto legato all’Associazione patriottica: egli è membro della Conferenza consultiva politica del popolo cinese, un organismo di consiglio al parlamento cinese. È vice-presidente dell’Associazione patriottica ed è stato presidente dell’Ap per il Sichuan.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;L’altro motivo che spiega la durezza della dichiarazione è che l’Ap (e il governo) stanno pianificando altre decine di ordinazioni illecite creando uno scisma di fatto nella Chiesa cinese e rendendo vano lo sforzo compiuto da Giovanni Paolo II e da Benedetto XVI a riconciliare la Chiesa ufficiale e sotterranea.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;La dichiarazione ricorda che l’ordinazione di Leshan “ha amareggiato profondamente il Santo Padre, il Quale desidera far giungere agli amati fedeli in Cina una parola di incoraggiamento e di speranza, invitandoli a pregare e ad essere uniti”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 14.0pt;"&gt;“La sopravvivenza e lo sviluppo della Chiesa – si aggiunge - possono avvenire soltanto nell’unione a colui al quale, per primo, è affidata la Chiesa stessa, e non senza il suo consenso, come invece è avvenuto a Leshan. Se si vuole che la Chiesa in Cina sia cattolica, si devono rispettare la dottrina e la disciplina della Chiesa”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" st
